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da: ufficio stampa Ferrara Fiere Congressi

Quattromila visitatori e centottanta espositori da tutta Italia, ma anche dalla Cina, dall’Irlanda, dall’Inghilterra e dalla Spagna, che hanno fatto segnare un +10% rispetto alla precedente edizione; delegazioni straniere dalla Cina, dal Brasile, dalla Russia e dal Sudafrica; quattrocento tra i massimi esperti mondiali di gestione dei sedimenti e bonifiche sostenibili; oltre cento sessioni congressuali sulla remediation, l’innovazione, il dissesto idrogeologico e il rischio idraulico, i materiali da scavo, le cave, il risanamento del patrimonio edilizio.
È decisamente in attivo il bilancio dell’ottava edizione di RemTech Expo, la manifestazione più specializzata in Italia sulle bonifiche e la riqualificazione del territorio, che quest’anno si è presentata in grande stile, schierando anche le sezioni speciali Coast Esonda e Inertia, e gli eventi paralleli internazionali “The Sustainable Remediation Conference 2014” e “International Symposium on Sediment Management I2SM”. “Yes, we rem”, insomma, per riprendere il claim del video promozionale dell’evento, che vanta una platea ogni anno più ampia e un respiro sempre più internazionale.
“RemTech sta crescendo in maniera davvero importante – osserva con soddisfazione il Presidente di Ferrara Fiere Congressi, Nicola Zanardi – ed è ormai un appuntamento che rende Ferrara centrale nel segmento ambientale sia per le modalità di diffusione della conoscenza che per l’ampio coinvolgimento delle eccellenze universitaria, del mondo dei controlli, dei più alti vertici ministeriali, dei maggiori player, da Eni a tutte le filiere della grande industria”.
A RemTech, che è organizzato dalla Fiera di Ferrara con la partnership della Regione Emilia-Romagna, “abbiamo, inoltre, varato la prima scuola italo-russa sulle bonifiche. Mi preme sottolineare – ha proseguito Zanardi – che lo scambio di conoscenze che ne è scaturito non solo ha coinvolto i principali atenei italiani e l’UNIDO (Centre for International Industrial Co-operation in the Russian Federation), in collaborazione con la Gubkin Russian State University of Oil and Gas, ma ha avuto tra i momenti più significativi anche la visita al Petrolchimico ferrarese da parte dei delegati russi. Grazie a RemTech, Ferrara – ha concluso il Presidente della Fiera – tratta in chiave internazionale i principali temi driver per il nostro futuro, intercettando l’80% dell’intera comunità italiana che ruota intorno ai siti contaminati, alla loro riqualificazione, alla prevenzione del rischio”.
Alle parole di Zanardi fanno eco quelle di Silvia Paparella, project manager di RemTech: “Questa edizione si è distinta dalle precedenti per una spiccata componente tecnologica e di innovazione, con la presenza di droni, robot, software all’avanguardia. Molto intensa è stata l’interazione tra i produttori di tecnologie, servizi e strumentazioni per la bonifica e la tutela dell’ambiente e chi ha bisogno di utilizzarli. Nei tre giorni di RemTech abbiamo visto tavoli di lavoro operativi, che hanno portato all’avvio di nuovi progetti. Per questo, ormai, il nostro evento non può più essere definito come una “fiera” in senso stretto, nell’accezione di “vetrina” puramente espositiva, ma si qualifica sempre più come un laboratorio, dove nascono e vengono sviluppati prototipi, idee, soluzioni per rendere sempre più efficace e sostenibile la salvaguardia dell’ambiente, a partire dalle bonifiche”.

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FERRARA FIERE CONGRESSI


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

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Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
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