9 Novembre 2021

SALVIAMO IL MONDO…
a partire dai nostri cervelli.

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 5 minuti

mani logica cubo

 

La pandemia pare abbia fatto della razionalità una funzione misteriosa, a volte ingombrante, addirittura considerata pericolosa o per lo meno limitante. Non avere esercitato la nostra mente alla razionalità può comportare però di essere facilmente vittime della scissione fra i due sistemi cognitivi resi famosi da Kahneman [Qui], psicologo israeliano premio nobel per l’economia, con il suo libro Pensieri lenti e veloci.

Non si tratta di due componenti anatomiche del cervello, ma di due modalità operative: il Sistema 1 consiste nei giudizi istantanei; il Sistema 2 nel pensarci due volte.

Il nostro barcamenarci per i mondi poco conosciuti, con cui l’aggressione della malattia ci ha costretto a confrontarci, ha fatto emergere quanto le persone abbiano difficoltà a misurarsi con i parametri della razionalità.

Questo dovrebbe essere un obiettivo dell’istruzione: padroneggiare gli strumenti intellettuali di un corretto ragionamento. Logica, pensiero critico, i modi ottimali per adeguare le nostre convinzioni e prendere decisioni, strumenti di ragionamento indispensabili per evitare la follia nella nostra vita personale e nelle politiche pubbliche.

Francesco Bacone [Qui] scrisse di un uomo al quale, condotto in una chiesa, era stato mostrato un dipinto che raffigurava dei marinai scampati a un naufragio grazie a un voto: «E dove sono dipinti» chiese l’uomo «quelli che, dopo aver fatto il voto, sono periti ugualmente?».

La razionalità non va di moda. Secondo un recente luogo comune vivremmo nell’era della “postverità”. Come dire che siamo al paradosso, considerato che l’affermazione non può essere vera. Se lo fosse affermerebbe qualcosa di vero sull’epoca in cui viviamo.

Insomma, la razionalità ci scarseggia, l’istruzione non ci aiuta. A ben vedere la nostra cultura umanistica riesce con straordinario equilibrismo a tenere insieme razionale e irrazionale, fisico e metafisico, dio, santi, madonne e miracoli con la fisica dei quanti.

Perché allora stupirsi se la pandemia da Covid-19 ha dato la stura al delirio nazional-fascio-populista della dittatura sanitaria, delle teorie del complotto, della malattia come arma biologica messa a punto dal nemico sinico, un trucco di Bill Gates per impiantare microchip tracciabili nei corpi delle persone, il complotto di una cricca di élite globali per controllare l’economia mondiale. La fiera della ciarlataneria e della cialtroneria  avallata da celebrità, filosofi e politici.

Inquietante. Ma ormai tutto si beve, come se intorno a noi fosse esplosa una grande maionese impazzita, che non risparmia i suoi schizzi né a destra né a sinistra. Sottomettere tutte le proprie credenze al tribunale della ragione e delle prove è una capacità innaturale, come saper leggere, scrivere e fare di conto, e, quindi, va appresa e coltivata.

È a questo che servono le scuole e le altre istituzioni, che hanno il compito di rendere le persone più razionali. Sviluppare la razionalità con cui nasciamo e cresciamo, il nostro buonsenso, la nostra capacità di cavarcela, usando gli strumenti di ragionamento più potenti messi a punto dai migliori pensatori nel corso dei millenni. Kahneman ha osservato che gli esseri umani non sono mai così irrazionali come quando proteggono le loro idee predilette.

Come conciliare la razionalità, che ha permesso alla nostra specie di cavarsela nelle diverse epoche, con i nostri sbandamenti, ossia i nostri bias, vale a dire pregiudizi, illusioni e fallacie cognitive? Come la nostra specie possa essere così intelligente e, tuttavia, venire tanto facilmente illusa?

Per quanto il nostro sistema cognitivo sia eccellente, nel mondo della complessità, delle conoscenze ancora sconosciute dobbiamo sapere quando ignorarlo e affidare il nostro ragionamento agli strumenti della logica, della probabilità e del pensiero critico, che estendono le facoltà della nostra ragione al di là di ciò che ci è stato dato dalla natura.

Nel XXI secolo, se pensiamo di basarci sul nostro istinto, sulla fiducia in noi stessi, assisteremo, come del resto sta già accadendo, al concreto rischio di mandare oltre le persone anche la nostra democrazia al cimitero.

Nonostante tutte le conquiste della scienza, i progressi tecnologici, l’affermarsi sempre più del principio di realtà, la mentalità mitologica occupa ancora vasti territori nel continente delle credenze mainstream. L’esempio ovvio sono le religioni. A vent’anni dall’inizio del terzo millennio  i “nuovi atei”, Sam Harris, Daniel Dennett, Christopher Hitchens e Richard Dawkins, sono ancora vituperati.

Principi base, per esempio che l’universo, per quanto riguarda gli esseri umani, non ha alcuno scopo, che tutte le interazioni fisiche sono governate da poche forze fondamentali, che i corpi viventi sono complesse macchine molecolari e che la mente è l’attività di elaborazione delle informazioni del cervello, non vengono mai spiegati, forse per timore di offendere sensibilità religiose e morali. Non deve sorprendere, quindi, che ciò che la gente ricava dall’istruzione scientifica sia un guazzabuglio sincretico, in cui gravità ed elettromagnetismo convivono con karma e poteri curativi dei cristalli.

Del resto nelle nostre scuole d’infanzia pubbliche è permesso inculcare per un’ora e mezza alla settimana a bambini di tre anni l’idea di dio e i principi di una religione, quella cattolica. Per poi continuare negli altri gradi di istruzione, con un’insistenza oraria soprattutto quando le menti dei piccoli sono più malleabili, vedi le due ore nella scuola primaria.

Pretendere di educare le intelligenze alla razionalità e alla logica quando si chiedono atti di fede è un paradosso, che però noi coltiviamo nell’assoluta indifferenza generale. La stessa con la quale siamo sedotti dalle sirene dei reduci del latino e dalla inossidabilità dei licei classici, dove ancora la matematica è insegnata per due ore alla settimana contro le diciannove riservate alle materie umanistiche.

Non dovremmo dunque neppure meravigliarci delle emozioni stupide ed illogiche degli esseri umani, quelle che fanno dire al signor Spock di Star Trek, che per lui sono una costante causa di irritazione e per questo non gli è mai piaciuto lavorare a contatto con gli umani.

Dall’assalto alla CGIL alle manifestazioni di piazza dei no-vax e dei no-pass, a nessuno dotato di razionalità piacerebbe lavorare a contatto di queste persone. La lezione che ci viene da questi due anni di aggressione del virus riguarda prima di tutto la razionalità, come recuperarla, come difenderla, come farla crescere.

Un’altra questione  che investe la scuola, contenuti, qualità e contraddizioni della nostra istruzione, della formazione che vendiamo, in cambio del loro tempo, a bambine e bambini, a ragazzi e ragazze.

Invece di inventarci nuove giornate da celebrare a scuola, nuovi format di educazione civica, la prima educazione è quella di far funzionare i cervelli, di allenarli alla ragione, alla logica, al pensiero critico, da subito, anziché indottrinarli con materie di fede. Allenarli almeno ogni giorno per le trentatré settimane di scuola di ogni anno.

C’è l’ecosistema del pianeta da salvare, ma se non curiamo prima l’ecosistema dei nostri cervelli  sarà difficile pensare per il futuro ad una esistenza sostenibile.

Per leggere gli altri articoli di Giovanni Fioravanti della sua rubrica La città della conoscenza clicca [Qui]



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

  • Prima che sia violenza

  • Fotografare in teatro:
    un seminario al Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013