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Denata Ndreca: Alcune poesie da “In quale lingua devo morire”

Parole a capo
Denata Ndreca: Alcune poesie da “In quale lingua devo morire”.

In questo numero di “Parole a capo” diamo spazio e voce ad alcune poesie della poetessa Denata Ndreca tratte dal volume “In quale lingua devo morire”, Besa Muci, 2025. Un incedere senza sconti e senza fronzoli. Nella prefazione, Eugenio Lucrezi scrive «[…] carne e pianta, sangue e foglia si muovono sulla pagina nel mentre di un processo metamorfico che è insieme progressivo e retrogrado, oltranza e seppellimento. Il racconto è vivido perché la lingua è denudata, spoglia dei significati logori, ancorché funzionali a una circolazione inequivoca dei messaggi, di cui si ammanta la lingua del quotidiano».

 

*

Adesso non scrivo più con il sangue,
mi hanno segato la cassa toracica
e hanno aspirato tutto,
hanno aspirato anche
l’ultima goccia rimasta

poca era la carne tra ossa e pelle
e di filo di sutura ne occorreva poco

e allora mi sono alzata dal letto dove
mi credevano morta
sotto quella luce bianca che
accieca gli occhi del giorno

e mi sono detta: riprenditi lo scheletro –
                                                                         ora
così sono tornata al foglio –
                                 come all’albero torna la foglia

 

*

 

E allora scrivo
scrivo per non dimenticare
scrivo per queste strade dove
ho potuto camminare
scrivo per tutte le porte dove
mi è stato vietato bussare

scrivo del letto di questo fiume
e di tutto quello che porta dentro
scrivo del cielo che tinge di
                                                   blu il verbo

scrivo dell’attrito che si oppone
al movimento
alla quantità di acqua che passa
in un certo punto – in un solo momento

scrivo di attrazione che
si esercita tra due oggetti dotati di massa
scrivo di
RX – tracce di verità su lastra

 

*

 

Chi sa pregare preghi
in qualsiasi religione
chi sa cantare canti
e faccia un bel rumore

chi sa amare ami
ad ogni costo e tutto
purché non vada via
da codardo, purché
non vada via in lutto

 

*

 

bruna la corteccia
del vecchio pino –
verdi le spighe che
cadono nel giardino

nudo si sveglia
sempre il dolore
per lo stelo sradicato
che lentamente muore

 

*

 

Si predica la pace
per la carriera si fa guerra
si affoga nel pozzo delle menzogne
si sciacqua la bocca con la parola – vera
si ammazza per una striscia di terra
uccidiamo i bambini
poi accendiamo una candela

 

*

 

In quale lingua devo morire - Denata Ndreca - copertina

Tutto si è allontanato
le strade, la gente, le cose,
muri e travi vecchi aspettano
marzo per veder scoppiare le mimose

stendo nei fili fuori
le tovaglie con foglie e fiori di limoni
qualcuno tira fuori le sedie
le posa davanti ai portoni

si sentono scricchiolare
aprirsi le finestre
tutto si è allontano dal mio paese

nelle case svuotate – vivono
                                            tutte le assenze

 

*

 

La vita,
forse, è questa −
dove ci sono
le mura
devi immaginare
una finestra

 

Denata Ndreca è poeta, giornalista, pedagogista, traduttrice albanese che vive a Firenze dal 2000. Ha pubblicato: Fiori dei Balcani; A nord delle mie costole; La ragazza del ponte Vecchio; Tempo negato; Un faro nella nebbia; Senza paura; Calicanto; Intorno a me e i testi di letteratura per ragazzi I giorni della pace – insieme a Ven. Phra Medhivajirodom; Sonio io; La carrozzina magica. È stata tradotta in inglese, spagnolo, francese, thailandese, albanese, rumeno ed è inserita in diversi programmi scolastici. Si occupa di diritti umani. Già insignita del “Women for Culture and Peace” ed Eccellenze Europee.  

“Parole a capo” è una iniziativa dell’Associazione culturale “Ultimo Rosso”.
Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contributo all’ IBAN: IT75P0538713004000003826665

La redazione di “Parole a capo” informa che è possibile inviare proprie poesie per una possibile pubblicazione gratuita nella rubrica all’indirizzo mail: gigiguerrini@gmail.com 

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Periscopio. Questo che leggete è il 360° numero. Per leggere i numeri precedenti clicca sul nome della rubrica.

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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