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E così siamo arrivati all’ultima settimana.
Quest’anno inizia in tromba magna (cit.) con Santo Stefano per poi finire con San Silvestro, petardi tutta la settimana.
L’altra settimana un amico mi ha raccontato di quando, sul palco, disse delle “stronzate giovanili” sul Santo Natale e questa cosa mi ha mandato un po’ in palla.
Non ho ancora capito come mi sono sentito, se giovanissimo o vecchissimo – perché più vado avanti con gli anni e più faccio fatica con il temibile dominio delle feste.
Ma mica per Gesù, Gesù è sempre nel mio cuore, lui e il suo carico di ritrattistica, best seller, fan club sparsi per il mondo, mesi di stipendio attesi con fervore per giorni e subito polverizzati in poche ore.
Ma è soprattutto una cosa di Gesù che mi resta sempre nel cuore: quel suo essere così incline all’incazzatura.
Non ce la potrò mai avere con quel Buon Cristo, è impossibile.
Un bambino prodigio con una spiccata tendenza al rompere i maroni che si trasforma poi in teenager che fa preoccupare i genitori che poi si trasorma in uno splendido trentenne che gira per la Palestina con la sua gang facendo incazzare pezzi da 90 come “il popolo eletto” (dal popolo stesso) e “l’impero che non ha mai avuto fine” (cit.) quindi complimentoni.
A tutti, allo splendido trentenne, alla sua gang, al popolo eletto ma un po’ meno all’impero che non ha mai avuto fine.
Insomma, ognuno la può vedere come vuole sulla religione ma quel tipo lì aveva senz’altro dei numeri.
In più continua a generare complotti e altre robe varie a distanza di anni, ce n’è proprio per tutti.
Uno non può neanche dire “se non ci fosse bisognerebbe inventarlo” perché stai sicuro che si alza in piedi un altro che ti risponde “ma infatti l’hanno inventato blah blah blah l’ho letto non su un libro ma su più libri”.
Proprio come quel tipo che si alzò in piedi blaterando quando quel mio amico disse le sue “stronzate giovanili” sul Sant.mo Natale.
Poi il nostro uomo generato e non creato ha generato tutti questi qua con la “S” prima del nome quindi il dibattito è garantito al limone.
E infatti a anche qua si potrebbe alzare in piedi un tipo – probabilmente lo stesso di prima – che parte con la filippica sui santi.
Ma cosa posso fare io?
Niente.
Ci siamo dentro tutti, persino gli atei perché poi si alzerà pure il tipo che te la mena con “le radici pagane delle feste” come un Marcello Pera al contrario.
Ed è qui che casca l’asino, cioè io: pera.
Questi sono i giorni in cui penso e penso e mi convinco sempre di più che forse ha ragione quel proverbio là, “una pera al giorno toglie il medico di torno”.
Via, a letto e buone feste a tutti, io dormo.
Ma purtroppo quella roba è illegale, costosa e fa male quindi non ne vale la pena, prevale il buon senso e uno si sottomette per forza a questo tour de force che per me diventa in realtà un “turd-de-forse”.
Domande di qua, domande di là, vieni qua, vieni là e la mia risposta è sempre un vago, indolente, anche sbadigliato “forse”.
E come direbbe qualcuno sì, “I am a turd”, e me ne vanto.
Ma sono trent’anni che non me ne salto una di ‘ste menate quindi forse non sono così stronzo.
Il mondo civilizzato anzi, “il mondo libero” chiede questo biglietto e tutti rispondiamo come Totò.
Quindi anche quest’anno eccoci qua col nostro bel biglietto per una settimana di fuoco che presto si trasformerà nella prima domenica di un anno nuovo di zecca.
Francamente non capisco ma condivido e allora condividerò con chi sta leggendo questo pezzo che forse – a parte il chiarissimo titolo e la menata su San Silvestro – non capisco fino in fondo.
Ma condivido di brutto, soprattutto quel “AAAAWWWW YEAAAAAAAHHHH” che parte senza motivo dopo soli dieci secondi.
Quella è proprio una cosa che condivido dal profondo del cuore.
E quindi più o meno dal cuore: buone feste.
Possiate Voi gestirvele meglio di come riesco io.
blue-oyster-cult-secret-treaties
Blue Öyster Cultv “Dominance and Submission” (Secret Treaties – 1974)

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Caro lettore

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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