Passa al contenuto principale

La poesia di Kathleen Jamie, una dei più importanti ‘nature writers’

Tempo di lettura: 6 minuti

Ascolta l'articolo
09:38
00:00 09:38

La poesia di Kathleen Jamie, una dei più importanti ‘nature writers’

Ho conosciuto Kathleen Jamie nel 2015. Da qualche anno conoscevo e apprezzavo la sua poesia e mi sarebbe piaciuto tradurla. Finalmente nel 2015 mi sono decisa a scriverle. Mi ha subito risposto, molto cortese e affabile, in un certo senso sorpresa che qualcuno in Italia volesse tradurre la sua poesia. Nel 2016 era uscita, per Giuliano Ladolfi Editore, la mia prima traduzione delle sue poesie, La casa sull’albero, poesie scelte, che l’anno dopo avrebbe ricevuto il premio Achille Marazza per la traduzione poetica.

Nel 1994 una giovanissima Kathleen Jamie era diventata nottetempo famosa nel Regno Unito con la raccolta The Queen of Sheba, Bloodaxe Editore. Seguirono, Jizzen 1999, Mr and Mrs Scotland Are Dead, poesie scelte 2002, The Tree House 2004, The Overhaul 2012, Frissure, una collaborazione con l’artista Brigid Collins, Polygon 2013,The Bonniest Companie 2015, e tutta una serie di prestigiosi premi in UK.

Nel 2024 pubblica Cairn, Sort of Books, e infine nello stesso anno The Keelie Hawk, la sua prima raccolta interamente in Scots. Nel 2021 Kathleen Jamie viene nominata Makar, poeta nazionale della Scozia, con un mandato triennale.

Ma ritorniamo a La casa sull’albero. Che cosa mi aveva colpito nella poesia di Jamie? Oltre, naturalmente, ai temi cari all’autrice, la natura, l’interazione tra mondo naturale ed essere umano, la personificazione di alberi, animali, uccelli, fiori, l’empatia verso questo mondo, empatia priva di sentimentalismo (la natura di Jamie non è mai romantica), quello che mi colpì di più fu l’immediatezza delle immagini abbinata alla profondità di pensiero.

La casa sull'albero

La lingua, lucida e scarna, solo apparentemente semplice e i ritmi concorrevano a dare a ricreare la  naturalezza della lingua parlata. Una lingua rarefatta, ricca di sorprendenti metafore, veniva esaltata esaltata nella sua musicalità dal ritmo e dagli accenti della parlata scozzese.  Inoltre, come traduttrice ne apprezzavo anche la facilità di comprensione – cosa diversa dalla difficoltà di traduzione – capivo di che cosa parlava la poesia che volevo tradurre.

…ma bacche rosse

di biancospino si tendevano verso di me,

e tra le foglie cadute

sbocciavano fiorellini bianchi

tardivi. Cercai

di chiamarti , o credo

di averlo fatto, ma il tuo nome

mi si appassì sulla lingua…

[da Incantesimo pg.141]

Nessuna difficoltà era rappresentata dalle parole in Scots, facilmente comprensibili o traducibili con l’aiuto dell’online Dictionary of the Scots Language. Solo in un caso, per la poesia ‘Bairnsang’, (‘Ninnananna’), scritta in occasione della nascita del suo primogenito, ho chiesto aiuto a Kathleen che me ne ha fornito una versione inglese.

Nel 2018 traduco e pubblico, per l’editore Medusa, La compagnia più bella (The Bonniest Companie 2015). Questa è la sua settima raccolta, scritta e sostenuta dalla ‘tremendous energy’ – parole sue – generata dalla campagna per l’indipendenza della Scozia in vista del referendum del settembre 2014, che però sancirà la vittoria del NO. Attivista e fervente sostenitrice del SI, Jamie decise di esprimere quell’energia scrivendo, se possibile, una poesia la settimana.

La sfida della scrittura fu vinta, la sconfitta del referendum cocente, ma l’energia intatta. Così dice, infatti, nella poesia ‘23/9/14’, qualche giorno dopo il risultato:

“Dunque eccoci qua, 

abbattuti e sfiniti

ammantati di speranze in frantumi …

È martedì. Di nuovo in piedi.

Oggi si ricomincia.

I temi di questa silloge sono quelli delle sue raccolte poetiche a cominciare dal 1999: il mondo naturale scozzese, i suoi grandi paesaggi, gli animali, i fiori, gli alberi, gli uccelli (per esempio i falchi pescatori che lei stessa può osservare con l’inseparabile binocolo dalla finestra della sua cucina), ma anche liriche personali, ricordi di gioventù e dell’infanzia in una originale commistione di selvatico e domestico. Ho detto della freschezza e immediatezza della lingua poetica di Jamie, della sua vitalità ed energia, della sua ricchezza lessicale. Tutto ciò viene esaltato dall’uso che lei fa dello Scots.

Alcune poesie, sia in questa sia in precedenti raccolte, sono scritte interamente in uno scozzese colloquiale; la maggior parte, invece, è scritta in ‘standard English’ ma con termini scozzesi qua e là, per ottenere i più diversi effetti speciali, a volte di vigore, energia, vitalità, oppure di familiarità, tenerezza, intimità, a volte ancora di affettuoso umorismo, di ironica simpatia.

Nella primavera del 2018 Jamie viene invitata al festival ‘Incroci di Civiltà’, a Venezia, e a seguire a ‘Poetry Vicenza’. Ed è a Venezia che finalmente ci conosciamo di persona.   Nel settembre dello stesso anno ci incontriamo di nuovo perché viene invitata al festival di ‘Pordenonelegge‘. Nella primavera del 2019 Jamie riceve il Premio Internazionale del Ceppo di Pistoia nella categoria Poesia Piero Bigongiari dal direttore del premio, il poeta  Paolo Fabrizio Iacuzzi. In occasione del Premio pubblichiamo un’auto antologia dal titolo Falco e ombra (Hawk and Shadow), Interno Poesia Editore, la cui prefazione ‘I quattro fili della vita e dell’arte’ è la lectio magistralis che Jamie legge alla consegna del premio. Falco e ombra contiene poesie dalle raccolte da lei pubblicate fino a quel momento e brevi prose dalle sue opere di non-fiction.

Jamie è, infatti, uno dei più importanti ‘nature writers’ del panorama mondiale.  La sua fama è dovuta principalmente alla trilogia Findings, 2005,  Sightlines 2012  e Surfacing 2019.  Sightlines è stato pubblicato in mia traduzione italiana col titolo Scrutare gli orizzonti da  Luciana Tufani Editrice nel 2018, Surfacing uscirà prossimamente per Interno Poesia.

Nel 2024 Jamie pubblica Cairn (Sort of Books), brevi saggi e racconti in prosa, e qua e là qualche poesia. Testimonianze, osservazioni, un’accumulazione di momenti, e poi gli uccelli a lei cari, gheppi, chiurli, sule, e fiori, alberi, e passeggiate nel paesaggio scozzese. Nel ‘Prologo’ Jamie spiega i motivi delle sue scelte:

“Avvicinandomi ai sessanta, mi sono ritrovata a un inizio – sempre un momento solitario ma almeno ora familiare. A scrivere di nuovo ma in modo diverso: pezzi brevi, micro-saggi, pagine, chiamateli come preferite. Come la pietra locale qui, si frantumano facilmente. Ho scritto di fatti, ricordi, momenti che hanno attirato la mia attenzione. Sono stati distillazioni e osservazioni. Testimonianze. Si sono accumulati nel corso degli anni e, alla fine, mi sono ritrovata a raccoglierli in questo libro. Una specie di cairn…Lascio qui Cairn come un segnavia, un momento annotato, una vista da questo strano qui-e-ora”.

Ho preferito non tradurre il titolo in italiano, Cairn, Interno Poesia 2026, contando anche sulla conoscenza e familiarità del termine da parte dei lettori italiani. Un segnavia, un cumulo di pietre.

Nello stesso anno Jamie pubblica The Keelie Hawk, Poems in Scots. Una delle sue raccolte poetiche più affascinanti. Lo traduco immediatamente. L’editore Il Ponte del Sale ne capisce la grandezza e lo pubblica col titolo Il gheppio, 2026.

Il Ponte del Sale - Homepage

The Keelie Hawk, come dice l’autrice nella postfazione, è la sua prima raccolta interamente in Scots:

“Da tempo volevo scrivere una raccolta di poesie interamente in scozzese… Mi ero accontentata di sparpagliare qualche parola di scozzese in una frase inglese, fare qualche traduzione. Aggiungevano un sapore estraneo, una diversa atmosfera emotiva… C’è un’intimità emotiva nello scozzese…Lo attraversa una sensibilità non manifesta, sfuggente al radar… Una volta tradotte in inglese queste opere le trovo altisonanti, superbe, e questo è dovuto ai suoni vocalici”.

Aggiunge poi l’autrice: “Imbattersi nello scozzese in un mondo di lingua inglese è come vedere fiori di campo sbocciare nelle crepe di un marciapiedi…”.

Traduco The Keelie Hawk ma non conosco lo scozzese. Per fortuna l’autrice ne fa una sua traduzione in inglese, per i lettori inglesi e per chi non conosce lo Scots. Una sua traduzione in prosa, versione già altamente lirica. Questo mi ha consentito di confrontarmi con la struttura dell’originale scozzese, notarne le parole a volte simili a volte totalmente diverse, immaginarne il suono. A volte, indecisa sulla scelta di un termine lessicale, era alla versione scozzese che mi rivolgevo. Un gioco linguistico, un’esperienza preziosa, che mi ha arricchito.

Abbiamo presentato sia Cairn sia Il gheppio all’ultima edizione del festival Pordenonelegge lo scorso 20 settembre.

Cover: La poetessa Kathleen Jamie è stata nominata nuova “Makar” della Scozia. La prima ministra Nicola Sturgeon le ha dato formalmente il benvenuto nel nuovo incarico presso la Scottish Poetry Library di Edimburgo – Foto su licenza Wikimedia Commons.

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Giorgia Sensi

Giorgia Sensi ha insegnato Inglese presso il Liceo Roiti e, come Professoressa a contratto, Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Ferrara. Traduttrice freelance ha tradotto e fatto conoscere in Italia diversi poeti e soprattutto poetesse anglosassoni tra le quali Kathleen Jamie, Margaret Atwood e Ilya Kaminsky. Ha ricevuto il Premio nazionale di traduzione 2019 dal Ministero dei Beni e Attività Culturali ( MIBACT).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *