24 Dicembre 2019

“Collezione di Franco Farina” in mostra. E Ferrara torna vetrina d’arte mondiale

Giorgia Mazzotti

Tempo di lettura: 7 minuti

La città vista attraverso le opere degli artisti che sono passati da Ferrara portandoci un pezzetto di mondo inaspettato e dirompente: la pop-art di Andy Warhol e Jim Dine; il Cile che con Sebastiàn Matta si contrappone a Pinochet; ma anche Emilio Vedova che con le sue opere di arte informale-gestuale contesta il tradizionalismo della Biennale di Venezia. È dedicata a Franco Farina, mente e organizzatore delle mostre che hanno portato alla ribalta Ferrara nella sua dimensione contemporanea l’esposizione su “La collezione Franco Farina / Arte e avanguardia a Ferrara 1963/1993”, visitabile al PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea (corso Porta Mare 5) di Ferrara.

Foto e scambi epistolari in mostra per la “Collezione Franco Farina” al Pac di Ferrara (foto GioM)

Perché l’allestimento incentrato sul lascito del direttore di Palazzo dei Diamanti, o meglio di colui che quello spazio ha ricreato e riportato alle vette di rinascimentale memoria, è fatto di persone e di incontri, di pezzi unici enormi e di disegni piccoli ed eterei, di bozzetti e incisioni, poster e scambi epistolari, fotografie e filmati che mettono in mostra e raccontano una personalità pionieristica e travolgente, unica eppure  spontaneamente capace di dialogare tanto con i massimi esponenti del jet set artistico mondiale, quanto con ogni persona che incontrava per le strade e le piazze della città, chiacchierando e confrontandosi, dispensando consigli e accogliendone altrettanti, aperto e curioso, ma anche determinato ed energico nell’intrecciare e coltivare relazioni, nel valorizzare talenti, nel confezionare vetrine eclatanti delle più svariate correnti artistiche con dentro sempre qualcosa di esplosivo.

Come ha detto Maria Luisa Pacelli, già direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea “era una persona capace di parlare a tutti. Intratteneva rapporti personali con figure importanti di caratura nazionale e internazionale, ma era in grado di parlare alla città e alla gente. Trovava sempre le parole per spiegare la situazione artistica più ermetica. Ha vissuto l’arte come impegno intellettuale e impegno civile, riuscendo a coinvolgere l’intera città, che è legatissima alla figura di Franco. E credo che la mostra sia in grado di risvegliare emozioni in chi lo ha conosciuto e ha vissuto quegli anni e quelle esperienze”.

Opere di Mario Schifano della “Collezione Franco Farina” (foto GioM)

Va ricordato che è stato Franco Farina – nato a Ferrara  il 14 maggio 1928 e morto nella sua città il 18 maggio 2018 – che ha rilanciando il palazzo-simbolo del Rinascimento estense rendendolo un’icona di arte contemporanea e di qualità culturale riconosciuta a livello internazionale. Quando nel 1963 Farina diventa il direttore dei Musei civici d’arte moderna, i Diamanti erano usati come spazio di custodia di opere di proprietà comunale ed è lui a decidere di farne invece la base operativa del suo lavoro e poi la cornice espositiva delle rassegne cha va ideando.

Presentazione in Municipio della mostra
Sgarbi con Lola Bonora, la Fiorillo Gulinelli e la Pacelli
Presentazione della “Collezione Franco Farina”
Il sindaco Alan Fabbri alla presentazione

Di questo, delle sue passioni e dei suoi legami rende conto la mostra realizzata dalla fondazione Ferrara Arte e dalle civiche Gallerie d’arte moderna e contemporanea in collaborazione con l’Università di Ferrara. La rassegna delle opere d’arte di cui Farina si è circondato racconta infatti il fermento culturale così ricco che lui coltiva, stimola e trasforma in eventi che hanno fatto scuola. Come ha detto alla presentazione alla stampa della mostra Vittorio Sgarbi, nominato a fine novembre presidente della Fondazione Ferrara Arte che raccoglie in qualche modo l’eredità dell’opera svolta da Farina per un trentennio, “in quegli anni a Ferrara ci si è abituati a guardare e conoscere l’arte contemporanea con un’assiduità che ha fatto sì che per noi diventasse un fatto naturale”, mentre le altre città restavano più ancorate ai classici e all’arte ormai consacrata. “Persino Bologna – ha fatto notare Sgarbi – ha cominciato ad avere familiarità con l’arte contemporanea dopo, quando nel 1974 nasce Arte Fiera, ma comunque mantiene l’arte contemporanea dentro una manifestazione fieristica e fuori dai contenitori istituzionali e ci vorrà tempo perché nel resto d’Italia nascano quei musei che sono ora un punto di riferimento per questo tipo di visione, dal Castello di Rivoli (1984) al Pecci di Prato (1988) per arrivare agli attuali Madre, Mart e Maxxi di Roma. Ma Ferrara, con lui, fu prima di tutti”.
A suo tempo fu il critico d’arte e giornalista Janus ad affermare sulla stampa nazionale che negli anni Settanta Ferrara diventa con Farina “la vetrina del più grande spettacolo d’arte contemporanea che l’Italia abbia mai avuto”.

Locandina della mostra con il ritratto di Franco Farina realizzato da Marco Caselli Nirmal

Una mostra che vuole quindi restituire l’atmosfera della collezione privata, degli artisti arrivati a Ferrara grazie a un uomo di cultura e passione e dei quadri che animavano la sua casa, che gli facevano compagnia e gli rammentavano i legami che aveva e manteneva con artisti chiamati ad esporre qui da oltreoceano così come quelli più vicini, che incontrava nella sua Ferrara e che pure sono stati protagonisti delle mostre che organizzava e stimolava a realizzare, facendo da trampolino di lancio o da cassa di risonanza per talenti decollati oltre i confini territoriali.
È questa sensazione, di arte che pervade la sfera privata come quella pubblica, che vuole e riesce a trasmettere l’esposizione dedicata a “La collezione Franco Farina / Arte e avanguardia a Ferrara 1963/1993”.

Sala dedicata a Ludovico Ariosto nella “Collezione Franco Farina” (foto GioM)

Lo conferma un poco commossa Lola Bonora, la sua compagna ed erede che giusto nella primavera 2019 ha donato le opere al Comune seguendo quella che era la sua volontà. “In particolare – racconta Lola Bonora che in quegli anni ha diretto l’altrettanto pionieristico Centro di Video Arte – l’allestimento è riuscito a ricreare il corridoio della casa di Franco, con le opere che erano appese da una parte e dall’altra e che lui amava avere intorno sempre”.

La “Collezione Franco Farina” coi quadri esposti come nel corridoio della sua casa (foto GioM)

Una carrellata che spazia dai grandi maestri come Giorgio Morandi e Alberto Burri agli amici-artisti che con lui hanno lavorato e condiviso affetti, tempo ed energie, primo fra tutti Franco Patruno – sacerdote e direttore di Casa Cini – insieme con l’immaginifico scultore Maurizio Bonora, il video-artista Maurizio Camerani, il recentemente scomparso Fabbriano. In questa mostra ci sono dentro Farina, le persone e la carica artistica che sempre lo circondavano, quello che ha fatto storia e un poco di quello che avveniva dietro le quinte dei vernissage. Una rassegna che dà vita a quel lavoro di ricerca e studio avviato da Ada Patrizia Fiorillo, docente della Sezione di arti dell’Università di Ferrara, e pubblicato alla fine del 2017 nel volume “Arte contemporanea a Ferrara” (Mimesis editore), all’interno del quale si va a ricostruire in maniera sistematica  il lavoro di organizzazione di mostre e ricerca portato avanti da Farina, al quale il libro dedica anche una lunga intervista.

Da Nespolo a Fabriano i quadri in mostra così come erano esposti nel corridoio di casa Farina (foto GioM)

“Era una persona che ti lasciava sempre un sacco di cose – dice Lola Bonora – anche quando non era sua esplicita volontà di farlo, ma sapeva sempre trasmetterti il suo vissuto, la sua maniera di pensare, la sua visione”.  È lei a ricordare che “Franco diceva di aver avuto la fortuna di fare questo lavoro e di avere avuto il grande dono di queste opere a cui teneva, ma che voleva che alla fine tornassero alla città dove erano approdate”.
Franco Farina è stato molto amato e – come ha detto Vittorio Sgarbi – in qualche modo ha portato avanti il suo lavoro all’interno del Comune ma indipendentemente dalle indicazioni di chi amministrava. Lui stesso con il consueto aplomb autoironico raccontava: “Il merito dell’Amministrazione comunale fu quello di lasciarmi fare”. E lui fece. Al punto che il critico e storico dell’arte Renato Barilli nel volume riassuntivo dell’attività di quegli anni uscito nel 1993 per i tipi di Corbo editore scrisse: “Se un giorno si farà la storia delle attività espositive in Italia, nell’ambito dell’ente pubblico e relativamente all’arte contemporanea, un capitolo di essa dovrà riguardare Franco Farina, forse il caso più perspicuo”.

“La collezione Franco Farina / Arte e avanguardia a Ferrara 1963/1993”, PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea, corso Porta Mare 5, Ferrara. Da sabato 21 dicembre 2019 a domenica 15 marzo 2020, aperto ore 9.30-13 e 15-18 tutti i giorni eccetto il lunedì. Chiuso il 25 dicembre, aperto 26 dicembre 2019. Ingresso a pagamento.
A cura di Maria Luisa Pacelli, Ada Patrizia Fiorillo, Massimo Marchetti, Chiara Vorrasi, Lorenza Roversi.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giorgia Mazzotti

Da sempre attenta al rapporto tra parola e immagine è giornalista professionista. Laurea in Lettere e filosofia e diploma dell’Accademia di belle arti, collabora con la rivista del “Gambero Rosso”, il periodico “Econerre” sull’economia dell’Emilia-Romagna e “CasAntica”. Per la Provincia di Bologna ha curato il sito “Turismo in pianura” e le segnalazioni su “Emiliaromagnaturismo” dedicate ad arte e cultura, gastronomia ed eventi del territorio.
Giorgia Mazzotti

Ti potrebbe interessare:

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

  • Prima che sia violenza

  • Fotografare in teatro:
    un seminario al Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013