12 Maggio 2015

LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Educazione permanente, un capitolo che non sappiamo scrivere

Giovanni Fioravanti

Tempo di lettura: 4 minuti

educazione-permanente

Il forte impatto che i cambiamenti economici hanno prodotto sulla struttura del tessuto occupazionale di settori come l’industria e l’agricoltura avrebbe dovuto collocare il tema dell’educazione permanente al centro dell’agenda politica ed economica del nostro Paese con l’obiettivo di riconnettere tra loro istruzione, formazione, occupazione e lavoro. Di fronte a un tasso di disoccupazione del 12,7% in Italia contro il 4,8% della Germania è urgente riappropriarsi di un tema così gravemente trascurato come quello dell’educazione degli adulti, perché pare che questo sia ampiamente sconosciuto al mondo politico e sindacale.

Eppure gli strumenti legislativi per avviare politiche innovative in questo campo non mancano, a partire dalla tanto vituperata riforma del lavoro Fornero. Mi riferisco all’articolo 4 e ai commi dal 51 al 58 di questa legge, che come minimo dovrebbero indurre il Parlamento a rimettere mano all’istituzione dei Cpia, cioè i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti di mero impianto scolastico.
Educazione degli adulti e formazione permanente significano disporre di una forza lavoro qualificata come condizione indispensabile per sbloccare la paludosa stasi economica e occupazionale in cui versa il Paese. Più i livelli di istruzione sono alti, più crescono i redditi e l’occupazione. Lo dicono i dati dell’Ocse, in media il tasso di occupazione delle persone con alti livelli di qualificazione è di circa l’80%, contro meno del 50% per le persone con livelli bassi. I benefici derivanti da un’elevata qualificazione sono incrementali: al crescere di conoscenze e competenze aumenta la capacità di acquisirne nuove, di partecipare ad ulteriori attività formative. Inoltre l’istruzione permanente ha ripercussioni importantissime sulla vita sociale delle persone; gli individui istruiti sanno gestire meglio le proprie condizioni di salute, sono attivi nella vita sociale, politica e culturale.
Le cause della crisi del nostro Paese sono prodotte anche dall’incapacità dei governi di misurarsi con queste questioni. I nuovi fabbisogni professionali, le nuove e le future competenze richieste dal mercato del lavoro e dal mondo delle imprese, le veloci innovazioni tecnologiche dovrebbero indurre ad archiviare vecchi profili professionali senza mercato e un sistema di istruzione e formazione professionale ormai inadeguato non solo per i tempi, ma pure rispetto al dettato legislativo.

Con la legge Fornero del 2012 per la prima volta l’Italia si pone in linea con le indicazioni dell’Unione europea in materia di ‘lifelong learning’. Ciò che nel nostro Paese è sempre stato considerato come recupero scolastico, qualcosa di meramente accessorio e secondario, diviene la chiave per ripensare radicalmente il nostro sistema di istruzione, non solo nell’interesse del diritto allo studio di ogni singola persona, ma per le istituzioni pubbliche e per il mondo delle imprese che ne trarrebbe notevoli vantaggi in termini di competitività, innovazione, produttività.
Secondo la legge, per apprendimento permanente si intende qualsiasi attività intrapresa dalle persone in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale. Finalmente anche il nostro Paese riconosce ufficialmente, ciò che da decenni numerosi Paesi dell’Europa e del mondo hanno già fatto, il ‘life wide learning’, l’apprendimento per l’intero arco della vita. Ma allora se non c’è più un tempo per lo studio, uno per il lavoro, uno per la pensione, se questa scansione così rigida non ha più ragione d’essere, è possibile che tutto continui come prima? È possibile che il nostro sistema di istruzione resti identico a se stesso? Credo che nessuno in questo Paese si sia accorto di proposte avanzate dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, come pure la legge prevede. Neppure le parti sociali, a partire dai sindacati, mi sembra che abbiano battuto un colpo.

Tutto continua come prima. Invece di provvedere, come prescrive la legge, alla individuazione e al riconoscimento del patrimonio culturale e professionale comunque accumulato dai cittadini e dai lavoratori nella loro storia personale e professionale, nel nostro Paese si persiste a ritenere che l’apprendimento si faccia solo a scuola. Così si istituiscono i Cpia per l’alfabetizzazione e il recupero scolastico degli adulti, niente più che una versione aggiornata delle scuole popolari di un tempo.
Centri, invece, che dovrebbero essere radicalmente ripensati alla luce di quanto la legge Fornero prescrive, a partire dal riconoscimento dei crediti formativi, dalla certificazione degli apprendimenti comunque acquisiti, da documentare attraverso la realizzazione di una dorsale informatica unica. Ma su questo terreno neppure gli enti locali sono attivi, così non si realizzano le reti territoriali indispensabili per tenere insieme istruzione, formazione e lavoro, per collegarli organicamente alle strategie per la crescita economica, per l’accesso dei giovani al lavoro, per l’invecchiamento attivo, per l’esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati.

Un’intenzione legislativa, di ispirazione europea, che colloca l’apprendimento permanente come strumento ‘princeps’ per una vera crescita personale, civica, sociale e occupazionale, finisce ancora una volta per essere sacrificata dall’insipienza di chi ci governa. Stiamo in Europa come ci pare evidentemente, o in Europa non ci sappiamo stare. Dovremmo chiedere ragione del ‘Life Learning Programme’, strategico per l’Europa 2020, che punta a creare un’economia con un più alto tasso di occupazione attraverso una crescita intelligente, solidale, sostenibile: intelligente innanzitutto con investimenti più efficaci nell’istruzione, la ricerca e l’innovazione. L’iniziativa lanciata dall’Unione europea si propone di migliorare la cooperazione tra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione con l’obiettivo di “ritagliare su misura” le competenze necessarie alle persone e al mondo professionale, ma passa per le politiche dell’educazione permanente, dell’educazione degli adulti: un capitolo che il nostro Paese non ha ancora imparato a scrivere.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Giovanni Fioravanti

Docente, formatore, dirigente scolastico a riposo è esperto di istruzione e formazione. Ha ricoperto diversi incarichi nel mondo della scuola a livello provinciale, regionale e nazionale. Suoi scritti sono pubblicati in diverse riviste specializzate del settore. Ha pubblicato “La città della conoscenza” (2016) e “Scuola e apprendimento nell’epoca della conoscenza” (2020). Gestisce il blog Istruire il Futuro.
Giovanni Fioravanti

Ti potrebbe interessare:

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013