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La porta stretta di Lampedusa
La porta stretta di Lampedusa
La foto che vedete nella cover ha qualcosa di incantevole e perfetto: l’incrocio dei piani e dei colori: il cielo con le nuvole dipinte da Canaletto, il blu profondo e immobile del Mediterraneo, la spiaggia tiepida e accogliente. Al centro del quadro “La porta di Lampedusa”, la grande opera di Mimmo Paladino dedicata alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare. Ai piedi della “Porta d’Europa”, miraggio o sentiero di salvezza tra acqua e terra, la siepe sorridente dei ragazzi del Comitato 3 ottobre, arrivati sull’isola e impegnati proprio in questi giorni in un festival periferico e alternativo centrato su “Memoria, Dialogo, Accoglienza”
11 anni fa, il 3 ottobre del 2013, il grande naufragio, almeno 368 morti, corpi senza vita arrivati a riva e raccolti pietosamente dagli isolani. Quindi questa non è solo una foto magnifica (iconica, se l’aggettivo non fosse ormai appannaggio delle bancarelle televisive), ma è una foto indimenticabile, almeno per chi, come i ragazzi di Lampedusa, hanno scelto di non dimenticare.
In copertina: il gruppo dei volontari del Comitato 3 ottobre sulla spiaggia di Lampedusa ai piedi del Memoriale del grande naufragio (foto: isola di Lampedusa, 30 settembre 2024)

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Francesco Monini
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PAESE REALE
di Piermaria Romani
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
Grazie Checco, di ricordare con il tuo articolo che non si può dimenticare. Purtroppo il presente non è migliore e il dolore per le continue morti è la nostra attualità.