GLI INVITATI SEGRETI DI DONALD TRUMP
GLI INVITATI SEGRETI DI DONALD TRUMP
(dal nostro inviato in Campidoglio)
Abbiamo visto tutti quanti gli invitati alla cerimonia d’insediamento di Donald Trump, li conosciamo, da Elon Musk a Jeff Bezos e Mark Zukemberg, fino agli esponenti della destra europea, come Giorgia Meloni, Mateus Morawiecki, Tino Chrupalla, per arrivare al presidente argentino Javier Milei. Ma il vostro inarrestabile inviato, è riuscito, con l’aiuto del cugino dello zio del barbiere di Trump: Arnold il toelettatore prediletto dal Commissario Rex, ad accedere alla lista dei cosiddetti invitati “personali”. Ovvero gli amici del Tycoon, appartenenti ad un passato scomodo e compromettente per la sua immagine attuale, e di cui un po’ si vergogna, ma che ha voluto far presenziare di nascosto alla cerimonia, dietro uno specchio finto, che dava sul salone principale della Rotonda del Campidoglio. Grazie al gommista della nipote del giardiniere in pensione di John Monkeybrain, uno dei bodyguard storici di Trump, ho potuto individuare l’ingresso nascosto alla sala segreta, un enorme gonfiabile di Ronald Mc Donald, il pagliaccio dell’omonima catena di fast-food, riuscendo così ad intervistare alcuni fra gli invitati personali.
Ore 11:30 – Arrivano i primi due invitati-ombra: Kermit la rana e Miss Piggy, riesco ad intercettarli prima che entrino nell’enorme bocca di Ronnie.
- Miss Piggy, Miss Piggy come mai si trova qui? –
- Non volevo certo perdere questo momento così importante per i pupazzi, pensi: uno di noi diventa addirittura Presidente degli Stati Uniti! –
- Ma come uno di voi? –
- Sì, Donald ha iniziato a lavorare con noi sin dalle prime puntate del Muppet Show, allora era diverso, faceva il batterista nella nostra band, con il nome di Animal, non gli avevano ancora fatto la plastica facciale, che poi è pure riuscita male, ma se lei osserva bene, ha i capelli di un pupazzo, si muove come un pupazzo, perché E’ un pupazzo! –
- Ho capito, davvero sconcertante, grazie –
Ore 11: 36 – Vedo avvicinarsi un ometto insignificante, con barba e baffi folti, lo guardo attentamente e…
- Lei è Vladimir Putin! –
- Oh porco Lenin, mi hanno già scoperto –
- Non ci credo, lei qui, negli Stati Uniti –
- Da, cosa crede? Io e Iosif siamo una cosa sola –
- Iosif? Ma non era il nome di Stalin? –
- Si, ma nell’intimità lo chiamo così, in fondo è un tenerone dolce dolce, che ama gli animali, si figuri che l’ultima volta, nella mia Dacia, berlina quattro porte, sul Mar Nero, voleva deportare il mio chihuahua, sostenendo che era un immigrato illegale messicano –
- Ma allora voi due vi siete già spartiti il mondo! –
- A’ Morè, ma n’do vivi? A Zagarolo? –
- Lei parla romanesco? –
- Che ‘n se sente? Mo’ te lo manno a dì? Volevo capì quanno canta er Piotta, e me so fatto aijutà da Ggiorgia –
- La nostra Presidente del Consiglio? –
- E ‘ccerto, stavamo a ggiocà ar Risiko con Iosif e Salvini, ma lei s’è’ngrifò de’ bbrutto, perché er ministro de li trasporti, se stava a magnà tutti li cararmatini, diceva che ereno treni in ritardo! Iosif pe’ ripicca, ‘nvece de la Kamchatka, se voleva pijà la Groenlandia e Panama. Mo’ te devo salutà a Morè, sennò faccio pure tardi –
Ore 11:40 – Un uomo alto, con i capelli brizzolati ai lati, ed un filo di barba attorno alla bocca, con un completo blu aderente ed un mantello rosso, arriva dal fondo del parco, accompagnato da un cinese cicciottello. Mi sembra di riconoscerlo.
- Ma lei non è…
- Doctor Strange, prego, Signore delle arti mistiche –
- Ah, mi perdoni, anche lei è tra gli amici di Trump? –
- Amico no, diciamo suo Mentore, l’ho creato io –
- In che senso scusi? –
- Molti anni fa, volli tentare un incantesimo molto lungo e complesso, per dare all’Umanità un nuovo Mahatma Ghandi –
- E allora? Continuo a non capire –
- Eh, purtroppo, proprio nel mezzo dell’evocazione spirituale di Ghandi, mentre recitavo la formula che lo avrebbe reincarnato, Clea, la mia compagna, ha deciso che voleva fare sesso estremo con me –
- Quindi? –
- Si è vestita da ufficiale nazista con tanto di autoreggenti, divisa sexy in lattex nero e frustino –
- Lei ha resistito vero? Ha portato a termine l’incantesimo –
- Macché. Ho iniziato ad avere vaghi pensieri sado-nazi. Allora ho cercato almeno di pensare a Marlene Dietrich, ma era troppo tardi: si è materializzato Donald Trump vestito da coniglietta di Playboy –
- Che disastro! –
- Sì, ma la cosa peggiore è che era un incantesimo irreversibile, nemmeno l’Antico ha saputo modificarne il risultato –
- Per cui ce lo dobbiamo tenere così –
- Purtroppo sì. Negli anni ho viaggiato per tutte le dimensioni esistenti nel Multiverso, compresa la cassa integrazione di Stellantis, contattato ogni entità che conosco, da Eternità al mago Otelma, ma non c’è niente da fare. Non rimane altro se non stargli accanto e cercare di consigliarlo per il meglio –
- Non mi pare ci sia riuscito molto finora –
- Mi ha preso per Gesù Cristo? Non faccio mica i miracoli! Ora mi lasci andare, devo assolutamente essere presente, per tentare di correggere i suoi eccessi durante la cerimonia di insediamento –
Ore 11: 48 – Mi avevano assicurato che l’entrata era senza sorveglianza, per non attirare l’attenzione, ma veniamo intercettati da una ronda della CIA padana, che ci scambia per una troupe di Report. Per fortuna il mio travestimento da Valerio Staffelli funziona: consegno loro un paio di Tapiri d’oro, e ce la caviamo con una breve ripresa filmata. Cosa non farebbero quelli di destra (Barbareschi escluso), pur di finire su Mediaset!
Cover: Donald Trump – Foto di ErikaWittlieb da Pixabay
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Stefano Agnelli
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PAESE REALE
di Piermaria Romani
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
Delizioso, caro Stefano! Intelligente e divertente!