Il Report 2025 “Bambini Vittime” dell’Associazione Meter ha documentato la crescente gravità e complessità delle minacce che colpiscono i minori negli ambienti digitali e reali. Nel corso dell’anno, le attività di monitoraggio hanno portato alla segnalazione di 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori.
A questi si aggiunge il fenomeno emergente dei deepnude (Deep Nude: letter. Nudo Profondo), con 8.213 minori vittime: la loro immagine è stata manipolata mediante l’intelligenza artificiale per creare contenuti sessualmente espliciti inesistenti, configurando una profonda violazione della loro dignità e identità.
Si tratta di dati che confermano l’urgenza di rafforzare le attività di prevenzione, educazione digitale e tutela dei minori, promuovendo una maggiore consapevolezza e una collaborazione concreta tra istituzioni, operatori dell’informazione e società civile.
Il recente dossier “Fragili Voci” (un’analisi puntuale sulle richieste d’aiuto giunte al Centro Ascolto dell’Associazione Meter nell’ultimo anno) ha confermato con i 110 casi seguiti nel 2025 le sofferenze silenziose che colpiscono bambini e adolescenti. Dal 2002 a oggi, il Centro Ascolto ha accolto 3.013 richieste, ma è l’istantanea del 2025 a delineare un quadro attuale e aggiornato. Solo nell’ultimo anno, la macroarea “Abuso” ha rappresentato il 32% dei casi seguiti totali (35 casi su 110).
Di questi, la maggioranza riguarda abusi sessuali attuali (21 vittime), mentre crescono gli abusi avvenuti nel passato che emergono solo a distanza di tempo (10 casi), segnale di un sommerso che fatica a venire alla luce: vedi un mio recente articolo su pressenza.
Di recente la Società Italiana di Pediatria ha pubblicato, sulla base della più recente revisione della letteratura scientifica, delle nuove raccomandazioni per l’uso di strumenti digitali da parte dei minori:
evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni, per i rischi legati all’esposizione a contenuti inappropriati;
rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni, per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale;
ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti per legge;
evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire; incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo;
mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età;
promuovere a scuola un’educazione digitale consapevole.
I pediatri, in continuità con le raccomandazioni che avevano lanciato nel 2018 consigliano: nessun dispositivo sotto i 2 anni; meno di 1 ora al giorno tra i 2 e i 5 anni; meno di 2 ore al giorno dopo i 5 anni; sempre sotto la supervisione dell’adulto.
In estate i bambini e gli adolescenti trascorrono più tempo online, spesso utilizzando smartphone, tablet, videogiochi e social network durante i periodi di vacanza. Ed è proprio in questi mesi che aumentano i rischi legati all’adescamento, alla diffusione non consensuale di immagini intime e all’esposizione dei minori negli ambienti digitali.
L’Associazione Meter propone 10 semplici buone prassi per aiutare le famiglie a proteggere i più piccoli nel mondo online. In breve:
1. La regola del “No-Share” in costume;
2. Attenzione all’Intelligenza Artificiale (AI);
3. Configurare la privacy in modo restrittivo;
4. Gestione dei metadati, Geotagging;
5. Educazione al consenso familiare;
6. Attenzione agli adescamenti Grooming;
7. Il valore dell’esempio;
8. Verificare le policy di centri estivi e scuole;
9. Occhio alla condivisione di “fatti di vita;
10. Segnalazione tempestiva.
Scarica la Guida dell’Associazione Meter “E-state Responsabili” con il decalogo per proteggere i minori nel mondo digitale: https://associazionemeter.org/wp-content/uploads/2026/06/decalogo-estate-meter-2026-web.pdf
Foto di copertina: safetysecuritymagazine.com
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