23 Aprile 2018

DIARIO IN PUBBLICO
Il ciuco e il poeta

Gianni Venturi

Tempo di lettura: 5 minuti

Una settimana strepitosa divisa, o meglio dilaniata, tra esperienze socio-politiche indegne e straordinari momenti culturali.
Tra le prime il tentativo di formare un governo attraverso inciuci che diventano ‘inciucci’ cioè banali e quasi disgustosi tentativi di inciuciarsi che sono condotti da in-ciucci. Tutti sanno nel linguaggio popolare chi sono i ciucci cioè i ciuchi. Quindi un significato da applicarsi al termine è: ‘sostantivo maschile Asino (anche come simbolo dell’ignoranza). Voce imitativa, vedi ciuco. metà sec. XVIII’.
Così i ciuchi per inciuciarsi e lappare in questo modo il latte democratico ottengono una vittoria strepitosa quando esce la sentenza del complotto mafia-stato e viene ribadita la condanna a Dell’Utri, vale a dire allo stesso B. Figurarsi il buon Salvini che fino allora difendeva la verità dei ciuchi e che ora si trova con le mani libere, ma in completa balìa del M5stelle. Così ridendo e scherzando passano sotto gli occhi le nefandezze provocate dalla ‘inciuccità’ a cui ormai tutti sono fatalmente asserviti come un basto addosso ai ciuchi.

Insegnanti dileggiati e asserviti da una violenza giovanile così profondamente radicata da avere solo una spiegazione: l’ignoranza non solo loro, ma dei genitori e anche delle deboli difese che la scuola, un altro e fondamentale basto dei ciuchi, non sa più opporre in maniera decente alla schifezza in cui razzola e s’imputridisce l’universo giovanile. Perfino il buon Michele Serra, stimato compagno di idee, si lascia sfuggire strafalcioni tra scuole per classi sociali alte e scuole da poveri in una sua ‘Amaca’ tutta da dimenticare.
E in città il bullismo colpisce la così detta scuola bene. Una bambina deve trasferirsi per le offese subite, si gettano nei cessi i giubbotti dei compagni tra il colpevolissimo stupore dei genitori.

Sui giornali si legge che a Monfalcone retto da una amministrazione leghista gli operai del cantiere che permette alla città un alto tenore di vita invadono il centro con le tute e siccome tra loro ci sono molti ‘negri’ costoro puzzano. Perché non si fanno la doccia in cantiere? Ci si domanda. Perché la doccia costa, a farla in cantiere, un euro, per cui si va a raggiungere la famiglia in centro con ancora addosso la tuta da lavoro sporca. Per contrapasso si toglie la pedonalizzazione alla via ‘elegante’, si tolgono le panchine per evitare soste indesiderate, non si fa più il parco in centro in cui – non sia mai! – potrebbero giocare i figli di un troppo indesiderato melting people.
Traggo le informazioni da ‘La repubblica’, che non sembra sia stata finora querelata dall’amministrazione della città.

Eppure in questo mondo ignorante la nostra città sforna eventi di altissima qualità che, come al solito, s’infoltiscono in un precipitare di perle culturali che tolgono il fiato e non lasciano tempo alla riflessione. Non c’è tempo per degustare le mirabilia: sotto un altro. E tra raffinatissimi ‘eventi’ degni di capitali nordiche ecco la sagra della birra acida (chissà cosa vuol dire), le vulandre, i banchetti e i palchetti e l’apertura di un altro segmento del parco dedicato ad Abbado a cui veramente mi è dispiaciuto, causa Ariosto, rinunciare ad assistere.
Una vera joie de vivre.
Arriva in città ospite del Meis e della sua solerte direttrice Simonetta della Seta nonché del presidente Dario Disegni il grande regista israeliano Amos Gitai onusto di premi. Dal suo profilo si apprende che: “Il padre di Amos Gitai era un ebreo tedesco, architetto del Bauhaus, fuggito dalla Germania nazista nel 1934; sua madre era nata nella Palestina britannica da genitori di origine russa immigrati all’inizio del secolo. Gitai partecipa come riservista alla guerra del Kippur del 1973, nel corso della quale sopravvive all’abbattimento dell’elicottero su cui viaggiava. Proprio durante i voli in elicottero perfeziona la qualità delle sue riprese con la Super 8”.

Il suo atteggiamento critico verso la politica israeliana gli procura una dura contestazione che lo induce a trasferirsi a Parigi per poi recentemente far ritorno in Israele. La complessità del suo lavoro, anzi dei suoi molteplici interessi, tra cui spiccano quello di regista e architetto, lo induce a interessarsi a un progetto che gli sottopone la grande attrice Isabelle Huppert: quello che si riferisce alla possibile realizzazione di un film su di una straordinaria personalità quale Doña Gracia Nasi, la donna d’affari rinascimentale che scelse la città estense per tornare alla propria cultura madre, l’ebraismo. Sarebbe troppo lungo ripercorrerne la vita. Basti qui ricordare come la sua qualità di banchiere del duca Ercole venne ricompensata con il dono di palazzo Magnanini ora Roverella, ultima opera di Biagio Rossetti. Poi la potenza della signora si estese all’area mediterranea fino a diventare banchiere di Solimano il magnifico a Istanbul e concludersi con il suo trasferimento finale sul Lago di Tiberiade nella terra promessa. Il caso e le pieghe della storia hanno voluto che la vita di Gracia Nasi venisse raccontata in un libro fondamentale pubblicato da Olschki, ‘La nazione ebraica spagnola e portoghese di Ferrara’ di Aron di Leone Leoni, a cui demmo rilievo e pubblicità l’amico carissimo Paolo Ravenna e chi scrive, allora presidente dell’Istituto di Studi Rinascimentali, L’incontro con il regista e la possibilità che, attraverso l’illustrazione dei luoghi deputati di Ferrara, possa concludersi in molte riprese nella città e non solo nello studio di Cinecittà si è concluso con la proiezione di un magnifico film di Gitai, ‘Tsili’, tratto da un racconto di Appenfeld, il grandissimo scrittore israeliano a cui si riferiscono i protagonisti di questa storia ebrea e ferrarese, Amos Gitai e il suo amico Alain Elkann.

Non passano 24 ore ed ecco che sono chiamato a testimoniare sulla conoscenza del nostro Leopoldo Cicognara del filosofo Kant e della sua idea di sublime. Dici niente! Approdo a Venezia in una giornata a dir poco memorabile e lì incontro all’Accademia amici e colleghi tra cui Sergio Givone il grande estetologo che tiene una conferenza sul concetto d’infinito in Leopardi e nel pittore Friederich. Appare in luce nuova la qualità di conoscitore del conte ferrarese Cicognara negli anni neoclassici primo presidente dell’Accademia di Venezia.

Grande attesa poi per la rappresentazione teatrale di uno dei capolavori della musica barocca al Tetro comunale, ‘Esther’ di Georg Friederich Haendel. Una lotta con un gigante e con uno dei testi più difficili da eseguire. Eppure la sfida è stata vinta in quanto dopo un primo tempo un po’ deboluccio nella seconda parte si è assistito a una straordinaria performance attribuibile soprattutto a Marco Bellussi – regista – e al coro dell’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara diretto da Francesco Pinamonti. Ancora una battaglia vinta e dalla politica del Teatro comunale Abbado e dalle nostre forze culturali

Infine ieri l’apertura della mostra dei cimeli ariosteschi alla Biblioteca Ariostea alla presenza della presidente delle celebrazioni per il centenario Lina Bolzoni della Scuola Normale di Pisa, organizzata dal valentissimo direttore (purtroppo ancora per poco) Spinelli e dalla sua bravissima collaboratrice Mirna Bonazza. La sala era al completo e non a caso il titolo della mostra dava ragione all’eternità nella storia, direbbe Foscolo! Quel che mi ha impressionato era la gente, tanta, e una bambina, Anna, di 5 anni, figlia di un relatore a suo agio con l’Ariosto, che ha resistito per due ore ai discorsi dei relatori. Alla fine le ho fatto un sacco di ‘facce’ per premiarla della sua costanza. E Ariosto+bimba è stato un mix meraviglioso.
Così il titolo della mostra ‘Ariosto per sempre Ariosto’ era ed è indicatissimo soprattutto nell’asserzione mediana: per sempre.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Gianni Venturi

Gianni Venturi è ordinario a riposo di Letteratura italiana all’Università di Firenze, presidente dell’edizione nazionale delle opere di Antonio Canova e co-curatore del Centro Studi Bassaniani di Ferrara. Ha insegnato per decenni Dante alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. E’ specialista di letteratura rinascimentale, neoclassica e novecentesca. S’interessa soprattutto dei rapporti tra letteratura e arti figurative e della letteratura dei giardini e del paesaggio.
Gianni Venturi

Ti potrebbe interessare:

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013