23 Dicembre 2018

BORDO PAGINA
E’ a pezzi l’Europa delle banche a trazione francotedesca

Roby Guerra

Tempo di lettura: 3 minuti

Germania dopoguerra

“L’Europa è a pezzi e difficilmente potrà uscire da una crisi strutturale che sembra essere irreversibile. Non è la tesi di un qualunque organo di stampa “sovranista” o euroscettico ma di Foreign Affairs, l’autorevole rivista statunitense dedicata alle relazioni internazionali pubblicata dal Council on Foreign Relations. È un’analisi a tinte foschissime per il futuro dell’eurozona quella descritta da Helen Thompson, professoressa di economia politica presso l’università di Cambridge. Secondo Foreign Affairs, lo scontro tra il governo italiano e la Commissione Europea sulla manovra economica è la dimostrazione dell’incapacità dell’Ue di rispettare la sovranità e il voto democratico dei suoi stati membri” (leggi l’articolo)
In Italia, periferia della Terra, si discute ancora di antipolitica, populismo, del futuro (sic!) del Pd, della Tav, dei vaccini, dei migranti da accogliere con un Paese in semidefault, del ritorno del fascismo (dopo quasi 80 anni!) della Ferragni o di Fedez… mentre questa previsione autorevole dal cuore planetario degli Usa, molto semplicemente è come una Tac che viene da lontano sul problema invece probabilmente strutturale del nostro tempo che riguarda in primis proprio l’Europa e per cascata ovviamente l’Italia. E non a caso il monito viene dagli Usa, piaccia o meno al Bel Paese, dove nel 2018 l’Intelllighenzia sogna ancora miraggi anticapitalistici! E l’analisi indicata è impietosa: in Usa le 50 Stelle e passa delle nazioni federate funzionano sincronicamente con il Governo centrale senza problemi di sovranità relative nel rispetto della Sovranità generale americana: con regole però similari non solo monetarie e finanziocratiche come nell’Unione Europea, ma anche fiscali, penali, civili, militari e culturali. Quell’unione nella diversità culturale che poteva fare grande l’Europa, fallita come pure i punti chiavi non solo elusi nel miraggio europeo ma neppure – se non vagamente – all’orizzonte!
Se l’analisi previsionale è verosimile come probabile, quel che è anomalo non è lo scenario “distopico” annunciato ma persino la sua semplicità. E i segnali nello specifico italiano erano già visibili, come pure certuni – politicamente scorretti – proclamavano a suo tempo, eleggendo un 25 Aprile alla rovescia quando tutto il pseudo progressismo italiano inneggiò al golpe Napolitano-Merckel-Monti per fare saltare l’ultimo governo democratico e “sovranista” italiano dell’ex premier Berlusconi (almeno fino al 4 marzo scorso, ma come noto – e come scrive la testata americana – sotto ricatto dall’Europa): l’analista autorevole del Forreign Affairs è esplicita, al di là delle rivoluzioni liberali fallite per gravi limiti come politico e statista dell’imprenditore Berlusconi e quelle stagioni… Lì l’Italia ha iniziato la sua perdita di sovranità e s’è infilata nel Buco Nero dell’Unione Europea finanzocratica a trazione tedesca già in atto dall’Unione Monetaria (e solo quella!). Unione Europea a ben vedere, poi, nata morta (almeno nella sua versione dominante finanzocratica e francotedesca) quando in realtà fin da Yalta dopo la seconda guerra mondiale, l’Europa era regredita a una grande periferia geopolitica della Terra, ma periferia, con il sistema nervoso del Pianeta pulsante soprattutto e strutturale in Usa, l’Urss, e via via l’emersione prima del Giappone e dopo la fine dell’Urss (con ulteriore regressione continentale con l’Europa dell’Est) della Cina. Nessuno ricorda che fino al Pci era zeit geist italico “progressista” sbandierare ai 4 venti l’inconsistenza dell’Europa colonizzata dal consumismo americano capitalista, altro modo di dire che dopo Yalta l’Europa non contava più nulla o quasi? Ecco, ai tempi della Guerra Fredda, poteva avere un senso una Super Nazione Europea (ma unitaria nei punti chiave di cui sopra) per bilanciare le superpotenze Usa e Urss. Invece, tra altri errori strutturali, non ultimo che una Nazione Nuova artificiale e non secondo i ritmi della Storia che è lenta a livello psicologico e antropologico, è impossibile come Istant Creazione… se non con un Regime Totalitario. Hanno fondato l’Unione Europea come fosse l’Esperanto!
Inoltre, l’Unione Europea è nata in realtà come supernazionalismo, fatta in quel modo, storicamente proprio mentre i mercati sono diventati globali e planetari, una grave contraddizione in termini. La nota crisi infine strutturale e occidentale ancora in corso è stata ed è il Marcatore neoplastico per l’Unione Europea…
Ergo, qualsiasi riflessione italiana sul Futuro , in qualsiasi ottica sociopolitica, neoconservatrice o neoprogressista non dovrebbe prescindere dall’abc di una Unione Europea strutturalmente in coma e nata geneticamente malata. Altrimenti, come poi i fatti segnalano fin da dopo Tangentopoli nel sottomenu italico rispetto al mondo, è, male o bene poco importa con sguardi – pensieri diversi futuribili (per dirla con Wittgenstein e altri “lungimiranti”) sempre Piccola Politica, mai quella Grande Politica che certi bivii nel divenire storico esigono, come ben pronosticava Nietzche, sul piano intellettuale il più grande degli Europei….



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