27 Ottobre 2017

BORDO PAGINA
Dj Afghan intervistato per Soul Shakedown Party di Radio Fujiko di Bologna

Roby Guerra

Tempo di lettura: 4 minuti

E’ probabilmente il più importante musicista “totale” (per dirla con Adriano Spatola) contemporaneo ferrarese, famoso in tutta Europa e non solo dove spesso da anni è protagonista come Dj d’avanguardia postpop o meglio, vista certa costante cifra sound di Andrea Manservigi (il suo vero nome diversamente alias di Afghan), reggae euroafro, con live set nei più prestigiosi palcoscenici del genere, secondo noi persino afrofuturismo doc per l’attenzione musicale culturale etnica specifica o meglio con un neologismo technetnica.
Non ultimo come produttore musicale di fama stessa internazionale con Soulove Records. “Critica” per la cronaca unanime tra i diversamente “addetti” ai lavori, tutti postavanguardisti, come dimostra anche l’intervista special guest in Soul Shakedown Party, in questi giorni (puntata-episodio dello scorso 24 Ottobre) a cura del noto altrettanto Dj e radio art director, Pier Tosi….per la storica emittente libertaria di Bologna, Radio Città Fujiko.
Binomio che, come ben evidenziato nell’audio radio intervista, parte da lontano, dal mitico Link bolognese degli anni ’90. A Ferrara Afghan è noto per il grande esperimento per circa 15 anni di High Foundation Festival, mai avanguardia del genere musicale in città, con ospiti di fama internazionale o tra certa diversamente nicchia culturale e artistica ben nota e spesso ancor di più fuori mura, in Italia e non solo, sempre dinamica e plurigenerazionale visto che Afghan calca le scene appunto da fine secolo e fine secondo millennio.
Numerose anche le collaborazioni autoctone, Strike, Franco Ferioli, Andrea Amaducci, Eva De Adamo, Max Czertok eccetera eccetera, musica e video o semplicemente arte “elettrica” ed “elettronica” e semplicemente come produttore inventore del logo Soulove Records, noto a livello appunto internazionale! E tale altitudine, come anche in altri casi di ferraristi molto creativi (è) soprattutto fuori dai sempre malware provinciali che inquinano anche come noto le istituzioni, non necessariamente negative in ambito culturale, ma, piaccia o meno poco inclini a ottimizzare il talento local vero global se non filtrati da genuflessioni ben note o comunque tacite di Corte (e ideologia naturalmente neppure ormai dissimulata: lo stesso Afghan, non indolore in tal senso la fine pochissimi anni fa proprio di High Foundation).
Così il curatore del programma radiofonico e dell’intervista ha presentato la puntata-episodio con come incipit nel sito attinente proprio Afghan (e integrale l’intervista, dove Afghan e Soulove Record sono stati subito evidenziati di spessore internazionale per il raggae mondiale). Artista eclettico, poliedrico, quasi sempre in tour oppure in Studio, Afghan, nel settore, è quasi una specie di Brian Eno per il dinamismo e la sua innata quasi facile combinatoria dei suoni e dei puzzle sonori come un alchimista…:
Soulove Records Special: Afghan di persona in studio ci racconta gli sviluppi di questa ottima etichetta con base a Ferrara – Nuovo singolo in vinile per Alpheus sulla madrilena Liquidator Sempre su Liquidator ottimo album per Keith & Tex Grande tune con la chitarra del veterano Ernest Ranglin dal progetto Havana Meets Kingston Sly & Robbie producono il talentuoso giovane cantante Junior Militant Nuova compilation dedicata alla dancehall Studio One su Soul Jazz: Alton Ellis e Johnny Osbourne Il resto della parte vintage: Dennis Alcapone, Roman Stewart, Mighty Diamonds, Freddie McKay, Hugh Mundell, Fred Locks…” .
Ulteriormente ecco, più o meno, la trama e il divenire dell’intervista: una costante segnalazione della scena underground Raggae 2.0 (tra numerose sottomenu variabili del genere) e delle molteplici sinergie internazionali di Afghan, attuale e anche storica, a partire dalle proprie sinergie stesse e concerti e produzioni e progetti di ieri e oggi e prossime.
Ancora molto recentemente Afghan in tour francese con una deliziosa querelle laterale. In Francia le iniziative di Afghan e dei musicisti in generale prescelti, sono selezionate secondo criteri meritocratici. praticamente prodotti e curati dal sistema pubblico come scommessa sui talenti e la creatività, tra nomi già noti o emergenti, in Italia, ad esempio a Ferrara, sulla fine di High Foundation abbiamo già detto…come esempio sintomatico di certo andazzo con lo Stato latitante o sinergico con gli artisti in generale o comunque troppo spesso secondo logiche politichesi o diversamente solidali, amici degli amici e cosi via il girotondo… Logiche politichesi totalmente estranee, nell’arte e nella vita a Afghan, irriducibile, riassumendo, musicista controculturale, la musica e il raggae come Libertà.
Afghan anche deliziosamente polemico come un gatto sornione in un excursus sull’ambiente italiano stesso che spesso parla anche di certe dinamiche musicali senza particolare comprensione e basi conoscitive e vero e proprio robot intelligente lavoratore quando discorrendo di alcune sinergie di altissimo livello con certi diversamente big, sottolinea tali esperienze come sorta di speciali università ad personam, perché (ma senza alcuna retorica) fondamentale è sempre imparare, perfezionarsi.

Buon ascolto…
https://www.podomatic.com/podcasts/piertosi/episodes/2017-10-24T15_23_18-07_00

Info Afghan/Soullove Records
http://www.souloverecords.it/
https://www.youtube.com/user/Souloverec



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Roby Guerra

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