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Patti Smith, la provinciale del Rock

Patti Smith, la provinciale del Rock

In occasione del suo prossimo concerto al Circo Massimo, Patti Smith ha rilasciato un’intervista a Stefano Mannucci de Il Fatto Quotidiano, dove tra le altre cose parla dell’era dei barbari che la sua America sta attraversando per colpa di un “…re malato che si circonda di balocchi…” e che, in fin dei conti, rappresenta “…solo una piccola pedina del male …”. A questo proposito si dice molto orgogliosa che “… un chicagoano come me, Leone, contrasti Trump con una tattica moderna e astuta…”.

Ma quello che davvero colpisce dell’arzilla ottantenne del rock è questa consapevolezza che tutti, proprio tutti, viviamo in un mondo inevitabilmente, e paradossalmente provinciale: Patti pare volerci dire che ormai è il pianeta ad essere provincia, quasi a intendere che dovremmo allargare il nostro orizzonte rispetto a quanto fino ad oggi abbiamo considerato centro del mondo, anche del nostro proprio e personale mondo.

Come si sa il provincialismo indica una mentalità ristretta, un attaccamento a consuetudini locali o appartenenti a una certa cerchia limitata (egoista e privilegiata) di persone, comunità e popoli; una mentalità che rende incapaci di aprirsi a prospettive più ampie o cosmopolite se non proprio, appunto, globali.

Non avendo uno sfondo consolidato al quale contrappore la figura di un “provincialismo planetario” – a meno che non venisse provata, incontrovertibilmente, l’esistenza di civiltà extraterrestri come auspicato nell’ultimo film di S. Spielberg – per forza di cose dobbiamo riferirci a questo nostro intrinseco provincialismo di terrestri , conformisti e diffidenti gli uni verso gli altri e verso un altrove che non sia il proprio striminzito giardino.

Ad un certo punto dell’intervista la rocker confessa che non parteciperà – anche perché non invitata ufficialmente – al MEGA LIVE anti-Trump che si terrà in Maryland il prossimo 3 Ottobre.

Quel mega evento organizzato da Bruce Springsteen e Tom Morello ha un focus totalmente americano! E Patti Smith chiosa la questione con queste parole: “… io sono vista come un’artista controversa, coinvolta su priorità internazionali. I bambini che muoiono nelle miniere del Congo per i chip dei nostri cellulari. Il genocidio di Palestina, le bombe sul Libano. Le radici degli ulivi estirpate e bruciate, la terra riempita con il fosforo. Gli ospedali rasi al suolo…”.

In poche parole l’artista sembra dirci che non possiamo permetterci più di essere provinciali, anzi forse è proprio questo provincialismo planetario la causa di tanti mali perché “… se sei una madre, ciascuno di quei bambini è tuo figlio. Pensando a Gaza mi sono sentita divorata dalla colpa per il privilegio di poter fare il mio lavoro…”.

E dunque forse questo è il modo giusto di non cadere nella trappola pericolosa del primo dei due atteggiamenti provinciali: contrapporre all’orgoglio MAGA un evento che non sia per forza… MEGA, tanto per smontare il gioco perverso della corsa alla grandezza. È evidente che a un grande mega live intenzionato a scalfire l’arroganza della …provincia MAGA del mondo contemporaneo, verrà automaticamente innescata una risposta MEGA MAGA, in un gioco perverso di puerile revanscismo.

Dall’altra parte per combattere l’altra forma di provincialismo – quella che vuole convincere che nella propria provincia non accada mai nulla di nuovo – basterebbe ancora meno come ci suggerisce Patti Smith: ad esempio cominciare a credere che anche un nostro piccolo comportamento potrebbe stravolgere la nostra piccola zona di conforto fisico sociale e morale,  provando ad empatizzare davvero con la madre di un bambino del Congo e decidendo, per esempio, di non usare il telefonino per… una giornata intera.

Basterebbe questo: uno “sciopero social”, ben organizzato (magari fatto un venerdì) dove ognuna/ognuno decida di far tacere per una giornata intera la propria “voce”. Una semplice, banale, breve “direttissima live” che ci farebbe sentire vivi e sobriamente orgogliosi tutti noi, anche coloro che vivono nella più sperduta delle province del pianeta Terra.

Cover: Patti Smith immagine su licenza Wikimedia commons

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Giuseppe Ferrara

Giuseppe Ferrara – Nato a Napoli. Cresciuto a Potenza fino alla maturità Classica presso il Liceo-Ginnasio Q.O. Flacco. Laureato in Fisica all’Università di Salerno. Dal 1990 vive e lavora a Ferrara, dove collabora a CDS Cultura . Autore di cinque raccolte poetiche; è presente in diverse antologie. In rete è possibile trovare e leggere alcune sue poesie e commenti su altri poeti e autori. Tiene un blog “Il Post delle fragole”: https://thestrawberrypost.blogspot.com/

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