Parole a capo
Vincenzo Russo: «All’ingresso del giardino» e altre poesie
Parole a capo <br> Vincenzo Russo: «All’ingresso del giardino» e altre poesie
Le poesie, che pongo questa settimana all’attenzione di chi legge questa rubrica, rivelano a mio giudizio una crescita nell’espressione poetica di Vincenzo Russo. La conferma di questo mio pensiero credo la si possa trovare, in particolare, nelle liriche “Il coraggio sottile del ramo”, “Ai giorni di silenzi” (…Alle rincorse che non fanno rumore/ alle mete raggiunte in punta di cuore), nelle parole semplici che bucano le indifferenze della vita in “Grandezza nel poco”. (PLG)
Il coraggio sottile del ramo
C’è aria gelida.
Per strada, ancora un po’ di neve
dei giorni che non vogliono passare.
Da un’asola del muro
spunta un ramo solitario,
magro come un pensiero ostinato,
con poche foglie rimaste
per distrazione o coraggio.
Il vento le convince una a una,
le prende senza fretta,
le porta via
come promesse sussurrate
che non hanno trovato casa.
Il muro resta,
freddo e antico.
Il ramo trema,
ma insiste.
E nel silenzio d’inverno
la vita fa questo:
si sporge appena,
resiste al gelo,
impara a lasciare andare.
*
Ai giorni di silenzi
Ai giorni di silenzi,
di pensieri che sfiorano l’alba
e speranze posate leggere
sul bordo del domani.
Agli sguardi che parlano piano,
ai sorrisi che nascono senza chiedere nulla,
agli incontri che riconoscono l’anima
prima ancora del volto.
Alle rincorse che non fanno rumore,
alle mete raggiunte in punta di cuore,
ai passi incerti che pure avanzano
come preghiere in cammino.
Al cuore che si sfuma nei colori delle lacrime,
nelle ombre dell’ansia,
nei sospiri che tremano
e nei sogni che resistono.
All’amore, paradigma di vita,
che accende e consola,
che lascia impronte di luce
anche nei giorni più stanchi.
Al bene che vibra sottopelle,
alle emozioni in ogni loro declinazione,
che ci fanno vivi, fragili, immensi —
umani, fino in fondo.
*
Brindo alle donne coraggiose
Brindo alle donne coraggiose,
che portano il mondo negli occhi,
e non temono il vento né il giudizio,
perché conoscono la forza del cuore.
Brindo alle madri, sentinelle dell’amore,
che vegliano nel silenzio della notte,
che stringono la vita tra le braccia,
difendendo un sogno, un respiro, un domani.
Brindo alle mogli, compagne leali,
che conoscono l’arte del rispetto,
che costruiscono pace con gesti gentili
e parole che curano come carezze.
Brindo alle donne tutte,
a chi cade e si rialza,
a chi ama senza misura,
a chi cammina fiera, anche da sola.
Perché in ogni donna vive un canto antico,
un fuoco che non si spegne,
una promessa al mondo:
essere vita, anche nel dolore.
*
All’ingresso del giardino
Entra piano,
non serve bussare.
Qui il vento conosce il tuo nome
prima ancora che tu lo ricordi.
Togli le scarpe del rumore,
lascia fuori i pensieri stanchi.
Ogni fiore che vedi
è nato da un verso che ha pregato in silenzio.
Non cercare risposte,
né domande da sciogliere tra i rami.
Siediti accanto alla luce
e ascolta ciò che non ha voce.
Questo giardino non ti parla,
ti ascolta.
E ti riconosce
anche quando tu ti sei dimenticato
*
Grandezza nel poco
Non è ciò che hai
a farti luce nel mondo,
ma ciò che accendi dentro
quando tutto sembra spento.
Puoi avere mani vuote,
ma se stringono speranza
diventano fiumi che nutrono
terre aride di sogni.
Non serve oro né corona
a chi porta nel cuore il sole —
basta un passo sincero,
una parola che scalda,
un gesto che cura.
Perché la vera grandezza
non si pesa col possesso,
ma con la forza di restare
puri,
umani,
vivi,
anche con poco.
Vincenzo Russo nasce ad Aversa l’8 marzo 1966. Nel luglio del 1990 si trasferisce a Ferrara, dove tuttora vive. È qui che le radici del Sud si intrecciano con una nuova terra e con una nuova stagione della sua vita, senza però spegnere la scintilla che fin da ragazzo lo spinge a scrivere: la poesia come urgenza dell’anima.
Le sue prime parole, appuntate di getto su fogli consumati, nascono da un bisogno profondo: dare forma a emozioni, inquietudini e nostalgie; raccontare l’amore e le fragilità; custodire la memoria del dolore e della speranza.
Laureato in Scienze dell’Amministrazione presso l’Università “La Sapienza” di Roma, affianca alla sua attività lavorativa un intenso impegno culturale, convinto che la scrittura non sia soltanto espressione personale, ma anche strumento di condivisione, incontro e solidarietà.
Nel 2021 la poesia Messaggio d’amore sospeso si classifica al 9° posto al concorso “La Panchina dei Versi” promosso da Aletti Editore, entrando a far parte dell’antologia dedicata.
Nel 2022 pubblica il suo primo libro di poesie, Quando il cuore sfugge, destinando i proventi a un progetto solidale a favore di associazioni locali. Da quel momento la sua scrittura diventa sempre più strumento di connessione, incontro e resistenza umana. Ne sono testimonianza i progetti collettivi che cura e promuove: dal fotolibro “Poeti al trivio – Dissonanze” (2023, con Rita Consiglio e Nicola Corrado) alla rassegna internazionale “Fantasie Tricolori”, che porta alla pubblicazione dell’omonima antologia contenente sei sue liriche inedite.
Nel 2024 organizza la prima edizione della rassegna poetica “Il Giardino dei Versi”, uno spazio aperto e sensibile dove parole, volti e storie si incontrano tra poesia e vita. Nello stesso anno, con la poesia “Auschwitz”, ottiene il 4° posto al concorso internazionale “Un cuore, una voce”, a conferma della sua capacità di affrontare temi profondi con delicatezza e verità.
Il 2 giugno riceve dal Prefetto di Ferrara l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per il suo impegno culturale e solidale.
Nel 2025 realizza la seconda edizione de Il Giardino dei Versi. In febbraio pubblica Ritorni, una raccolta poetica dal respiro intimo e autobiografico, che segna un punto di arrivo ma anche un nuovo inizio.
In novembre coordina “Il Giardino dei Poeti”, un progetto che dà vita a un luogo dell’anima, uno spazio senza confini in cui venticinque autori si raccontano in stile giornalistico, lasciando che le parole diventino radici, foglie e silenzi.
Pubblica “Il tempo dentro”, un libro nato dall’incontro tra memoria e immaginazione: cento racconti brevi, cento piccole lanterne capaci di illuminare emozioni che tutti abbiamo vissuto, sfiorato o solo sognato. Il 1° dicembre Radio 24, emittente de Il Sole 24 Ore, dedica al primo capitolo del libro – Il pane nel lavatoio – una puntata della rubrica matteocacciaracconta, dal titolo Pane secco.
È membro del Collettivo poetico “Ultimo Rosso”, con cui condivide l’idea della poesia come gesto civile, capace di smuovere coscienze e creare legami.
In “Parole a capo” sono state pubblicate diverse poesie di Vincenzo Russo. In particolare il 31 marzo 2022; l’8 giugno 2023 e il 18 aprile 2024.
Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contributo all’IBAN: IT36I0567617295PR0002114236
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