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1960, Ferrara seduta al cinema: da L’Avventura alla Lunga notte del ’43

1960, Ferrara seduta al cinema:
da L’Avventura alla Lunga notte del ’43.

Questa piccola ricerca di cui fornisco i risultati, è stata compiuta dal sottoscritto, sulle pagine de Il resto del Carlino del 1960, in preparazione di un convegno di studi poi non realizzato. A questo proposito desidero ringraziare il personale della biblioteca Ariostea, presso la quale ho potuto visionare la raccolta, disponibile in microfilm, del quotidiano bolognese.
Era mia intenzione raccogliere quante più notizie avrei trovato sul film capolavoro L’avventura, del regista ferrarese Michelangelo Antonioni, uscito nelle sale durante il 1960 (non sapevo in quale mese…). Sfogliando le pagine del Carlino però, mi soffermavo con interesse sulle notizie riguardanti altri film, sulle notizie di politica, interna o estera, e di costume. Ecco quindi un piccolo quadro del periodo che va dal mese di febbraio a quello di ottobre dell’anno 1960.

All’epoca esistevano a Ferrara dieci cinema, tra prima e seconda visione, i loro nomi erano: Apollo, Nuovo, Corso, Ristori, Astra, Garibaldi, Estense, Verdi, Manzoni e San Pietro. Tra questi Nuovo e Verdi alternavano le proiezioni a spettacoli teatrali e di varietà, ma ciò non ha impedito che, a distanza di cinquant’anni, tutti – tranne l’Apollo, che per ora resiste – abbiano chiuso i battenti.

Abbandoniamo ora le facili nostalgie, ed iniziamo il nostro breve viaggio nel passato. Febbraio 1960, mentre al Manzoni è in programmazione Il grido  di Michelangelo Antonioni, Florestano Vancini, altro regista ferrarese, inizia le riprese de La lunga notte del ’43.

Scena del film “La lunga notte del ’43” girata sopra la farmacia Navarra

Intanto (siamo sempre nel 1960), al cinema Nuovo esce (rigorosamente vietato ai sedici anni) La dolce vita di Federico Fellini che, tra prima e seconda visione (Estense), resisterà quasi un mese. Nel marzo dello stesso anno escono due film dal contenuto scabroso: Il bell’Antonio di Mauro Bolognini e Scandalo al sole di Delmer Daves, quest’ultimo vietato ai ventuno, poiché dovette apparire ben più pericoloso dell’opera di Bolognini, che in fondo trattava un problema, quello del gallismo, ben noto agli italiani.

Il mese di aprile si apre con la notte degli Oscar, che fruttò a Ben Hur ben undici statuette, ma anche con l’insediamento di Tambroni al governo, con il paese di Bondeno in gara a Campanile sera– una popolare trasmissione televisiva – e con la visita di De Gaulle a Londra.
E’ anche il mese di una riunione bollente del Consiglio comunale di Ferrara, che approva un o.d.g. a sostegno de La lunga notte del ’43, contro la commissione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo, che voleva negare al film il contributo statale e i diritti di esportazione.

Finalmente, nel mese di maggio, ecco la prima notizia riguardante L’avventura. La pagina degli spettacoli del giorno 21 maggio riporta come il film di Antonioni abbia vinto a Cannes il premio speciale della giuria, anche se tace sui fischi che l’opera ricevette al termine della proiezione.

Il mese di giugno non presenta notizie sul mondo della celluloide, e mentre, in modo triste e sconsolato, la programmazione estiva presenta opere come I mostri delle rocce atomiche, Minorenni proibite o peggio, Nuda tra le tigri, l’attualità irrompe con forza nel mese di luglio, quando il 7 luglio, durante una manifestazione a Reggio Emilia, vengono uccise cinque persone. E’ la fine del governo Tambroni, travolto dall’enorme ondata d’indignazione popolare.

Reggio Emilia 9 luglio 1960, I funerali dei 5 lavoratori uccisi dalla polizia del governo Tambroni – foto della Fondazione Gramsci

Nei mesi successivi tutto sembra rientrare nella norma: si aprono le Olimpiadi di Roma e ai primi di settembre Livio Berruti vince i duecento metri; qualche giorno prima era morto Mario Riva, il conduttore televisivo reso celebre da Il musichiere.
Al teatro Nuovo il varietà si mescola al cinema: “Cecé Doris presenta i fratelli Rizzo, sullo schermo Guardia, guardia scelta, maresciallo.”

Il 14 settembre però è un giorno speciale per i ferraresi, li attende la prima de La lunga notte del ’43 che, grazie all’attesa e all’argomento trattato, rimane in proiezione quasi un mese, tra prima e seconda visione, eguagliando così il record de La dolce vita.

Mentre cominciavo già a dubitare delle mie informazioni, il Carlino annuncia per il 6 ottobre la “grande prima” de L’avventura al cinema Ristori, con un titolo in risalto mai concesso a nessun film in precedenza. Ai ferraresi però non piace. Dopo soli sette giorni di programmazione il film è sostituito da La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, tutto questo mentre Cento si prepara a Campanile sera…

Termina così, con i puntini di sospensione, questo breve salto nel passato che si è volutamente abbandonato un po’ in fretta, senza esprimere alcun giudizio, se non il manifestare grande nostalgia per le piccole sale di proiezione parrocchiali, tra rotelle di liquirizia e caramelle colorate come i primi film in Technicolor.

In copertina: Gabriele Ferzetti e Lea Massari in una scena del film L’avventura di Michelangelo Antonioni.

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Stefano Agnelli

Stefano Agnelli è laureato in Storia Contemporanea, ed insegna materie letterarie negli Istituti di Istruzione Secondaria. Ha pubblicato due raccolte di poesie: “La stagione del sonno fecondo”, Corbo Editore, Ferrara, 2007 e “Turno di notte”, Albatros, Roma, 2011. Ha collaborato con il sito internet Spigolature. Spigoli & Culture, e collabora con la rivista online: Il giornale di Rodafà. Rivista di liturgia del quotidiano.

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