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sabato 8 / domenica 9 / sabato 22 / domenica 23 giugno 2024

al Fienile di Baura – Via Raffanello 79 Baura (FE)

Come rendere accessibili gli spettacoli di danza ad un pubblico di persone con deficit visivi?  Come descrivere poeticamente uno spettacolo di danza ad una persona non vedente, con un linguaggio che non sia quello del movimento ma che dal movimento prenda ispirazione?

Audiodescrizioni poetiche  per la danza

Un percorso di formazione in quattro incontri
con Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino

  

La fruizione di spettacoli di danza da parte di un pubblico non vedente oggi è ancora molto limitata. Tuttavia negli ultimi anni diversi teatri stanno introducendo l’audiodescrizione all’interno della propria offerta, generando una richiesta di competenze per questa funzione.

L’attenzione alle forme di accessibilità che consentono di aumentare la gamma e la tipologia di esperienze artistiche fruibili da persone con disabilità è fra gli obiettivi del programma R.ACCOLTO del Fienile di Baura. Per questa ragione gli organizzatori hanno deciso di ospitare in quella sede il percorso formativo promosso dal performer e danzatore non vedente  Giuseppe Comuniello e dalla performer, danzatrice e drammaturga Camilla Guarino, con l’obiettivo di formare persone a questa specifica pratica di accessibilità messa a punto e perfezionata da questi artisti, già ospitati nel programma di R.ACCOLTO del 2022 con un workshop e un incontro pubblico.

Il percorso formativo si articola in quattro incontri in due fine settimana di Giugno (sabato 8, domenica 9, sabato 22, domenica 23) con sessioni di lavoro al mattino (10.00 – 13.00) e al pomeriggio (14.30 – 17.30).

Il costo complessivo del percorso è di 150 euro a persona. Al raggiungimento del numero minimo di potenziali partecipanti gli organizzatori invieranno la richiesta di confermare la propria iscrizione versando la caparra di 70 euro (la quota residua potrà essere pagata sul posto il primo giorno di corso).

Seppur di particolare interesse per chi opera in ambito artistico, operatori teatrali e studenti, la partecipazione al corso non necessita di esperienza pregressa in nessun ambito performativo: la proposta formativa si rivolge a chiunque desideri conoscere e imparare ad applicare questa pratica di accessibilità, e a chiunque abbia una personale inclinazione ad acquisire competenze che agevolino la partecipazione sociale delle persone con disabilità.

PRE-ISCRIZIONE: 

l’invio della pre-iscrizione avviene compilando il Modulo di adesione entro il 25 Maggio a questo link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSek7sPux9Xsk-7ecCm58UKL-s7xgrr4NVv02deJu0q_ZWqxAw/viewform?usp=pp_url

ISCRIZIONE:

la conferma dell’iscrizione avviene versando la caparra  Causale-: Caparra per Corso formazione audiodescrizioni poetiche per la danza

Lo staff di R.ACCOLTO del Fienile di Baura
INFO: info.lstferrara@gamil.com

LA SEDE DEL CORSO: Fienile di Baura
Via Raffanello 79 – Baura, Ferrara

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Agnese Di Martino

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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