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R.ACCOGLIERE, IN TUTTI I SENSI
incontriamo Mirko Artuso al Fienile di Baura: venerdì 15 settembre alle 18.30

Un fienile dedicato agli incontri

Al Fienile di Baura si incontrano differenti forme di umanità. Immerso nella campagna ferrarese a pochi chilometri dalla città, è un centro socio-occupazionale per persone con disabilità e in situazione di svantaggio sociale. Insieme agli sguardi animali e vegetali che lo abitano, l’umanità che vive o frequenta questo luogo gestito dalla Cooperativa sociale Integrazione Lavoro (www.integrazionelavoro.org), indica un ritmo di vita, di ascolto e di pensiero differente. Si tessono relazioni umane, si accudiscono animali, si accolgono iniziative e si trasformano cibi e cose, attività che richiedono tempo, un tempo diverso e ritrovato, un nuovo modo di stare fra le cose del mondo. Al Fienile di Baura ci sono persone, gli orti, la fattoria didattica, la casa-famiglia, il centro residenziale, il centro eventi, i prati attorno, i fiori, i frutti, le erbe mediche e aromatiche, e tutto richiede cura per conservare la sua funzione e la sua bellezza. E tutto, richiama i sensi con armonia.

Al Fienile si vuole che il visitatore osservi il contesto con una visione d’insieme, che non consideri le persone senza il luogo attorno, e che non consideri quel luogo senza le persone che lo vivono. Seppur con effetto raccolto e misurato, chi arriva al Fienile ha la possibilità di uscire dai soli orli umani per fare esperienza del mito, quel tempo in cui animali, umani, piante e paesaggi si riguardavano reciprocamente in un legame naturale e indissolubile. Non diciamo nulla di nuovo se affermiamo che di quel legame – che gli stili di vita contemporanei più diffusi tendono ad assottigliare – abbiamo ancora bisogno, perché risveglia in noi l’eco di un’appartenenza a quella dimensione comunitaria in cui tutte le differenze hanno posto e pari dignità, e dove ci si occupa di umani, di animali, e di terra.

Fra le cose che nascono in un luogo di relazioni con queste caratteristiche e queste energie, è nata anche la volontà di organizzare incontri fra artisti e pubblico. Perché le arti, soprattutto quelle performative, mettono in relazione le persone attorno ad esperienze che coinvolgono le emozioni, i sensi, il pensiero. Da questa volontà nel 2021 è nato R.ACCOLTO, un piccolo programma di sguardi e testimonianze d’artisti sul mondo che viviamo e che, spesso, abitiamo senza adeguata coscienza. Proposte culturali che si aggiungono e si mescolano ai connotati del Fienile e alla sua piccola comunità, passando per la parola scritta, la parola detta, il gesto teatrale, il lampo coreografico ed ogni altra traccia artistica che porti un seme di coscienza nuovo e senso, nel tempo condiviso con il pubblico.

Nel cercare la traiettoria di questa nuova intenzione ci siamo accorti che, forse accompagnati per mano dalle caratteristiche del luogo, abbiamo scelto esperienze in cui la dimensione sensoriale è stata spesso protagonista. Lo è stato con Antonio Viganò, che con il teatro-danza della sua compagnia di attori con disabilità ci ha messo negli occhi un nuovo senso di bellezza e nuovi modi di entrare in contatto con corpi differenti. Lo è stato con Giuseppe Comuniello e la sua danza cieca, che ci ha portato dentro alle possibilità del buio e dell’esperienza tattile nella danza senza la vista, per costruire lo spazio del proprio movimento. Lo è stato con il Teatro delle Ariette, che ha messo tutto il pubblico a tavola e, cucinando in scena, lo ha coinvolto nel trascinante racconto della loro vita artistica e contadina, tra fumi di cottura e profumi di pasta sfoglia e tagliatelle. Lo è stato con Silvano Antonelli e il suo sapiente uso di musica e parole, che all’udito dei più piccoli porta canzoni e narrazioni per trasformare in poesia la realtà, anche la più complessa, dando ai loro occhi bambini strumenti per guardare il mondo in modo aperto e più lieve.

Lo sarà anche con il prossimo ospite, Mirko Artuso, regista e attore fra cinema e teatro, dedito anche a scultura, scrittura e illustrazione. Le sue creazioni scaturiscono sempre dall’impulso di raccontare e di restituire allo spettatore un sentimento di stupore, sempre più raro perché sacrificato da quel ritmo frenetico delle nostre vite che ci fa spesso guardare il mondo con occhi distratti, anche involontariamente. Artuso sarà al Fienile di Baura nel R.ACCOLTO di fine estate venerdì 15 Settembre alle 18.30, con la sua lettura scenica di Sotto il sole giaguaro (Italo Calvino).

A seguire, ci saluteremo con un aperitivo alle 19.45. Questo sesto appuntamento di R.ACCOLTO fra parole, musica e cibo, invita il pubblico a considerare il valore dei sensi che abbiamo in dote. Quei sensi che, come osservò lo stesso Calvino, l’uomo contemporaneo ha disimparato ad usare. Nella sua stimolante cornice di colori, profumi e sapori, il Fienile incontrerà tre racconti che parlano proprio di sensi, dalla voce di questo eclettico artista trevigiano con l’accompagnamento musicale di Isaac De Martin alla chitarra ed elementi elettronici. Con questo incontro, in un tempo in cui la tecnologia è entrata nel nostro uso e abuso quotidiano, vogliamo ricordarci del nostro naturale rapporto sensoriale con il mondo che abitiamo.

Dopo Silvano Antonelli (21 Aprile) e Mirko Artuso (15 Settembre), il RACCOLTO di quest’anno proseguirà con Babilonia Teatri (Ottobre). Ci racconteranno la necessità, lo sviluppo e la tonalità drammaturgica di un’interrogazione sul caso Carlo Regeni, sul quale nel 2022 hanno realizzato una delle loro ultime produzioni. In questo caso – e per questo caso – il senso è civico, e richiede pratica e allenamento in tutte le forme possibili, anche artistiche.

Agnese Di Martino – scritto insieme a Nicola Folletti e Marino Pedroni

Programma:

ore 18.30 lettura scenica

ore 19.45 aperitivo

Ingresso:

biglietto unico 20 euro (comprensivo di spettacolo e aperitivo). Pagamento in loco.

Partecipazione:

prenotazione obbligatoria compilando il modulo di partecipazione:

https://docs.google.com/forms/d/12-ji1Zv4n9UTvCBuftpgXU7zDHEi33EFk3wBqzI0ao8/viewform?edit_requested=true

Info: 337 10 96 448 / info.lstferrara@gmail.com

Note biografiche 

Autore, regista e attore teatrale e cinematografico, Mirko Artuso debutta nella compagnia Laboratorio Teatro Settimo di Torino con gli spettacoli Nel tempo tra le guerreLibera Nos e La storia di Romeo e Giulietta (Premio UBU), formandosi insieme a molti artisti fra cui Laura Curino, Eugenio Allegri e Marco Paolini. Lavora anche per il cinema, partecipando ai film I piccoli maestri di Daniele Lucchetti, Non è mai colpa di nessuno di Andrea Prendstaller, Piccola patria di Alessandro Rossetto, La giusta distanza e La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati, fino ai più recenti La pelle dell’orso di Marco Segato, Resina di Renzo Carbonera, Menocchio di Alberto Fasulo, Effetto domino e The italian Banker di Rossetto.
Nel 1995 inizia Teatro & Diversità, un progetto di seminari, laboratori e spettacoli che porta in diverse città italiane per promuovere, con le arti performative, il benessere e la partecipazione sociale delle persone disabili. Con questo progetto arriva anche a Ferrara, dove conduce laboratori e realizza spettacoli dal 2003 al 2015 con l’allora gruppo Le altre parole.
Dal 2013 è direttore artistico del Teatro del Pane, un piccolo teatro in provincia di Treviso dove cucina e spettacolo si fondono e per il quale cura anche il festival estivo La giusta distanza. Oltre a teatro e cinema, Artuso si dedica anche alla scrittura ed alla realizzazione di illustrazioni e sculture.

In copertina: Mirko Artuso (foto di Alfonso Lorenzetto)

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Agnese Di Martino

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Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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