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“ In questi giorni abbiamo firmato la convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha visto il nostro Comune assegnatario di 18 milioni di euro per la realizzazione del Nuovo quartiere nell’area della Darsena di S.Paolo, ex Mof e MEIS.

Con il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie del 2016 il Governo ha voluto sollecitare le città capoluogo di provincia e le città metropolitane alla presentazione di progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana, pronti per essere attuati, ai fini di una completa finanziabilità, messa prontamente in campo negli anni 2016 e 2017.

Con questo strumento, straordinario, che si auspica possa diventare ordinario, è stato possibile affrontare il tema di fornire nuovi servizi a parti di città, anche centrali, che necessitano di interventi pubblici come chiave per la loro riqualificazione. In questi ultimi anni la realizzazione della città pubblica (gli spazi e i luoghi disponibili per tutti i cittadini) ha vissuto una forte contrazione, dovuta alla scarsità di risorse pubbliche in campo (necessarie alla cura e al mantenimento dell’esistente), e alla contemporanea contrazione della partecipazione dei capitali privati, ampiamente programmata negli anni in cui la crisi del mercato edilizio era solo un lontano miraggio. Oggi le città necessitano di risorse pubbliche dedicate alla rigenerazione urbana, e il Governo ha dato risposte precise con bandi specifici, capaci di colmare l’assenza da troppi anni di politiche di questo tipo.

La nostra città ha colto la possibilità di riqualificare un’area centrale, che lega il centro storico al fiume, attraversando spazi urbani in disuso, dal Meis alla darsena di S.Paolo. Il progetto del nuovo quartiere è stato approvato in Consiglio Comunale nel 2011, ed è quindi pronto per essere attuato. I 18 milioni saranno investiti per realizzare spazi pubblici di qualità, dall’area della darsena, ai cunei verdi di collegamento col Sottomura, fino alla continuazione del parco delle Mura sull’area dell’ex Mof. Spazi pubblici (aree verdi, piazze, collegamenti ciclo-pedonali), il rifacimento di via Darsena, parcheggi, reti infrastrutturali di sottoservizi (acqua, luce, fognature), che possano rendere l’area attrattiva anche per l’investimento di privati per realizzare edifici compatibili col progetto del piano.

In questi ultimi anni sull’area si sono realizzati importanti interventi pubblici: l’apertura del Meis con il futuro completamento che vedrà l’ingresso principale del museo nazionale aprirsi proprio verso le Mura; il restauro della palazzina anni ’30 dell’ex Mercato Ortofrutticolo, che da gennaio sarà sede dell’Urban Center del Comune di Ferrara e dell’Ordine degli Architetti; le importanti attività del Consorzio Wunderkammer e delle associazioni insediate in Darsena, che portano alla frequentazione dell’area da parte di numerosissimi cittadini. L’area era pronta per la sua trasformazione non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nel desiderio delle persone che vivono la nostra città. E’ il momento di riavvicinarsi al fiume, di ampliare la possibilità di vivere il centro storico oltre le piazze centrali, in un contesto più libero e aperto. La convenzione sottoscritta prevede un cronoprogramma per la realizzazione degli interventi che termina entro il 2020. Non manca molto.

Il Sindaco
Tiziano Tagliani”

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COMUNE DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

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