La Destra alle prese con la vanità di Vannacci: una mini-scissione che può far molto male
La Destra alle prese con la vanità di Vannacci: una mini-scissione che può far molto male
Si vedrà presto quale consistenza potrà avere questa operazione. I primi sondaggi attestavano di recente il partito di Vannacci un po’ sotto al due per cento. Poca, pochissima cosa nel panorama politico nazionale, ma abbastanza per creare un piccolo terremoto nell’attuale maggioranza di governo. A cominciare, naturalmente, dalla Lega, già penalizzata in tutte le più recenti elezioni dopo i fasti del governo giallo-verde.
E si vedrà se a risponderne sarà alla fine chiamato il leader Matteo Salvini che aveva nominato il generale tra i suoi vice, nonostante la contrarietà di molti dirigenti di primo piano: ma c’è da dubitarne, visto che neppure il tracollo elettorale dal 34 all’8 per cento è bastato perché il gruppo dirigente optasse per un cambio di cavallo. Il segretario comunque ha reagito con parole dure: “Pensavo avesse il senso dell’onore…”.
Ma il danno rischia di riflettersi sull’intera destra che sostiene il governo. Il vantaggio nei confronti del centrosinistra – a stare ai sondaggi – si è alquanto ridotto e perdere un paio di punti di percentuale può essere molto pericoloso per la coalizione di Giorgia Meloni. A meno che non si finisca per associare all’alleanza anche la lista del generale: scenario alquanto improbabile, anche perché sarebbe uno sgarbo imperdonabile nei confronti della Lega, già sotto schiaffo.
Non deve comunque trarre in inganno la spiegazione data da Vannacci al suo gesto: “Non è più tempo di linguaggi moderati”. Lo strappo verso l’estrema destra non ha infatti nulla a che fare con una presunta cautela del Carroccio e dell’esecutivo. Al contrario. Il generale – che si è reso ridicolo in tutto il mondo con la sua polemica con la pallavolista Paola Egonu per i suoi tratti somatici considerati poco italiani – in qualche modo è stato in piena sintonia con la destra al governo su molti temi – dall’immigrazione alla sicurezza, al filo-trumpismo senza se e senza ma – e con il suo ex segretario anche sul filo-putinismo e sull’ostilità nei confronti della resistenza ucraina.
A muoverlo sembra più che altro un crescendo di vanità e di auto-considerazione, dopo il successo editoriale del suo libro sul “mondo al contrario”. Replicarlo in politica, però, è tutt’altro che semplice e Vannacci rischia di uscirne con le ossa rotte. Poco male se a pagare il prezzo di una scissione sarà per una volta la destra. E comunque – come si usa dire in questi casi – ce ne faremo una ragione.
Cover: L’ex generale Roberto Vannacci – immagine Wikimedia Commons
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