Skip to main content

il paese dei miracoli

Uno spettacolo teatrale-evento finale della VII edizione del progetto “Il teatro e il benessere
Venerdì 21 Giugno 2024 – ore 21.15
Centro Teatro Universitario di Ferrara (via Savonarola 19)

Il progetto “Il teatro e il benessere” è rivolto a persone con malattie neurodegenerative, caregivers familiari e non, con la partecipazione di studenti universitari, promosso dal Comune di Ferrara, Assessorato alle Politiche Sociali, e la collaborazione del Centro Teatro Universitario di Ferrara

conduzione progetto e regia spettacolo teatrale: Michalis Traitsis

collaborazione artistica: Patrizia Ninu

contributo della banda filarmonica Giuseppe Verdi di Cona APS, direttore Roberto Manuzzi

scene: Amir Sharifpour, foto: Andrea Casari, video: Marco Valentini

con: Chiara Alberani, Valeria Brina, Antonella Burini, Roberta Capisani, Giancarla Cavallari, Maria Angela D’Aloya, Angela Di Bari, Fabrizio Felisati, Svetlana Grundan, Laura Intelisano, Marilena Marzola, Rosalia Menegatti, Patrizia Mezzogori, Patrizia Ninu, Negar Panah, Rosina Pititto, Giusy Platanìa, Sandra Pozzato, Paolo Maria Ragazzi, Maria Silvia Rolfini, Stefania Romani, Marco Sacchetto, Rosa Sandri, Fiamma Schiavi, Roberta Verri

ingresso libero su prenotazione: ctu@unife.it

Lo spettacolo teatrale “Il paese dei miracoli” conclude la settima edizione  del progetto “Il teatro e il benessere”, rivolto a persone affette da malattie neurodegenerative, vulnerabilità psichiatriche, care givers familiari e non, operatori socio assistenziali e studenti universitari.

Il progetto è diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro con la collaborazione artistica di Patrizia Ninu. Dalla prima edizione ad oggi, c’è un filo conduttore sotteso al percorso e alla scelta dei temi dell’evento finale, ed è la ricerca di una mappa di relazioni che vada al di là di un raggruppamento di persone, che alluda a legami e condivisioni autentici, solidali, che curi l’urgenza di un viaggio comune inteso come viaggio verso l’integrazione del proprio essere con le proprie qualità e fragilità, ricchezze e povertà, luci e ombre, verso la conquista di una accettazione reciproca fondata sulla pazienza, la fiducia, la comprensione reciproca, la delicatezza.

E poiché l’evento finale è solitamente l’insieme di fili che confluiscono in un ricamo, in un arazzo, il tema privilegiato – sia che si tratti di un condominio o di una piazza o di una radio – non può che essere quello della ricerca di appartenenza, di socialità, di resistenza allo sfaldarsi odierno dei rapporti comunitari.

Da queste riflessioni è originata la scelta della festa del paese, come occasione di aggregazione, interazione e allegria. Come le feste di una volta, dove i suonatori, preceduti dal maestro, aprivano i festeggiamenti sfilando per le vie del paese per invitare la gente alla festa e accompagnando il santo/a protettore del paese medesimo.

La Santa del Il paese dei miracoli” è particolare, non ha un nome, forse neppure un volto e viene raffigurata con fogli appesi, lanciati, curati. E’ la Santa Protettrice delle storie e a lei sarà dedicata la serata, attraverso un festival in cui ciascun abitante sarà cantastorie e regalerà alla comunità un racconto. Uno che l’ha fatto piangere o ridere o sconsolare o avvelenare, non ha importanza, perché le storie sono comunque miracoli. Per chi le legge, per chi le scrive, per chi le ascolta.

Il progetto “Il teatro e il benessere”

Creare  un ulteriore legame tra processi di cura e processi creativi è uno degli intenti del percorso. La malattia e la sua cronicizzazione impongono un cambiamento radicale di vita, delle persone direttamente coinvolte e anche dei familiari, che almeno agli esordi è vissuto prevalentemente come un arresto totale di vita, uno scompaginamento in cui sembra difficile attivare risorse. Un’ esperienza teatrale, se integrata nell’insieme delle attività riabilitative, può considerarsi un efficace strumento all’interno di una riabilitazione multifunzionale.

Il percorso laboratoriale si propone come spazio-tempo separato dalla quotidianità, dove è possibile soprattutto presentarsi agli altri a prescindere dalla malattia, sperimentare insieme ai compagni e ai familiari, un cerchio di attenzione, di solidarietà, di incoraggiamenti reciproci, di costruzione di una impresa comune che crea un respiro collettivo, che mette in contatto con i propri limiti ma nel contempo con le proprie risorse, che mira a riattivare le parti “sane” per contrastare la mortificazione della malattia, che crea nuove modalità relazionali.

La metodologia proposta non prevede copioni preconfezionati ma prende spunto da suggestioni, immagini, reazioni dei partecipanti agli stimoli indotti attraverso  musiche, canti, improvvisazioni, esercizi teatrali. La rappresentazione finale risulta dunque intrinseca ai temi emersi durante il percorso.

Nella prima edizione del progetto “Il teatro e il benessere” si è scelto di lavorare sulla memoria emotiva, sul passato inteso come patrimonio di ricordi tradotti in storie e narrazioni.

Nella seconda edizione si è affrontata la sfida del futuro, come  sogno da ritrovare, da svelare a se stessi prima che agli altri.

Nella terza edizione si è esplorata, attraverso le storie di bizzarri e surreali personaggi, la possibilità di un Altrove dove è possibile costruirsi realtà altre che sostengono e alleggeriscono le proprie.

Nella quarta edizione ci si è accostati al tema dell’ amore. E cosa poteva esemplificare meglio l’amore, per una certa generazione, di una epistola?

Nella quinta edizione del progetto, gli allievi del laboratorio hanno dato vita alla comunità che abita un condominio condividendo uno spazio abitato da sensibilità e storie diverse.

Nella sesta edizione del progetto è una radio che cerca di raccontare oltre il già detto, di far sentire oltre il già ascoltato e cerca di far vedere l’oltre il già visto, dando voce a tutti i componenti della comunità, soprattutto a quelli meno visibili o almeno a chi sente la necessità di voler dire qualcosa, esprimere la propria visione del mondo. La piazza e il suo mercato che crea una sensazione di appartenenza non appena vai a zonzo alla ricerca di una fame di vita comune. E la sua radio che la promuove la condivisione e l’uscita dall’invisibilità quotidiana.

Lo spettacolo è dedicato a tutti coloro che non ci sono più, o che non ci possono essere, ma che continuano a essere Presenze impossibili da dimenticare.

tag:

Scelto da Periscopio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it