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Il Forum presenta le sue proposte: Beni Comuni, Diritti e Partecipazione. Venerdì 16 febbraio, ore 17,30

Il Forum Ferrara Partecipata organizza il suo terzo appuntamento di riflessione sulla visione del futuro di Ferrara venerdì 16 febbraio alle ore 17,30 c/ Parrocchia S.Giacomo Apostolo, via Arginone 161.

Dopo aver affrontato il tema della democrazia partecipativa e della città “decarbonizzata”, ci occupiamo ora dei beni comuni, quelli che garantiscono diritti fondamentali delle persone e rispondono a bisogni socialmente rilevanti. Beni comuni naturali come aria, acqua, energia, ambiente e beni comuni sociali come salute, casa, istruzione, previdenza e trasporti, che, proprio per essere fruiti collettivamente, necessitano di una gestione pubblica e partecipata, basata su un forte ruolo decisionale dei lavoratori e dei cittadini.

Occorre invertire la tendenza, per cui, a partire dagli anni’80 del secolo scorso, nel mondo, in Italia e anche a Ferrara, i beni comuni sono stati progressivamente privatizzati.

E’ decisivo che che la gestione pubblica partecipata e il ruolo dell’intervento pubblico sia affermato e rafforzato, anche a Ferrara, nella sanità, nel trasporto pubblico locale, nell’edilizia pubblica; lo stesso vale anche per quei servizi comunali, dai nidi alle scuole dell’infanzia e alle biblioteche, che sono stati oggetto di privatizzazione dal 2010 in avanti.

Ci occuperemo poi in modo specifico del servizio dei rifiuti urbani e del servizio idrico, dove le concessioni ad Hera Spa sono scadute o lo saranno nei prossimi anni.

Per quanto riguarda il servizio dei rifiuti urbani, ciò è già successo alla fine del 2017, mentre per il servizio idrico questo avverrà con la fine del 2027. Scadenze che rendono possibile procedere, da subito o in tempi ravvicinati, alla loro ripubblicizzazione, ad una partecipazione forte da parte della cittadinanza, alla realizzazione di obiettivi orientati dall’interesse generale.

 

Riproduciamo di seguito un estratto del documento prodotto dal Forum 

PER I BENI COMUNI, LA LORO GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA

Parte integrante di quest’idea di città che guarda al tema centrale della transizione e della conversione ecologica è rappresentato dalla gestione pubblice e partecipata dei beni comuni, intendeno con essi quei beni ( e i servizi che li erogano) che garantiscono fondamentali diritti di cittadinanza, siano essi di carattere naturale ( acqua, ciclo dei rifiuti, energia ecc.) che di carattere sociale ( salute, casa, istruzione, cultura, trasporti ecc.). Gestione pubblica perché solo essa può costruire politiche effettivamente capaci di rispondere all’interesse generale e non a fini privatistici e di profitto ( come invece è avvenuto da diversi decenni in qua) e gestione partecipata, perché solo la rappresentanza di lavoratori e cittadini può consentire, anche nella loro gestione, l’effettivo indirizzo e controllo di tale finalità. In specifico, per quanto riguarda la situazione di Ferrara, risultano imprescindibili le seguenti iniziative:

  • ripubblicizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani, mediante un’azienda pubblica comunale e con il passaggio al sistema porta a porta, a fronte del fatto che la concessione ad Hera è scaduta alla fine del 2017, e chiusura di una linea dell’inceneritore, dato che oggi oltre il 50% dei rifiuti bruciati sono rifiuti speciali, provenienti soprattutto da fuori Ferrara)
  • pubblicizzazione del servizio idrico, quando a fine 2027 verranno a scadenza gli affidamenti attuali ( Hera per il Comune di Ferrara e l’Alto Ferrarese e CADF, azienda a totale capitale pubblico, per il Basso Ferrarese). Vista l’attuale normativa, l’obiettivo è quello di costituire un’unica azienda pubblica provinciale, per il quale occorre mettere in campo un lavoro sin da subito, senza aspettare la scadenza del 2027. Ciò sia perché quest’operazione ha una sua complessità, necessita della predisposizione di un adeguato piano industriale-economico e finanziario e, soprattutto, va compiuta con un forte meccanismo partecipativo, che coinvolga sia i vari Comuni interessati sia i soggetti di cittadinanza interessati.
  • sostegno alla gestione pubblica della sanità, contro i processi striscianti di privatizzazione. Occorre invertire la situazione di definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale ed eliminare i vincoli che impediscono il depauperamento quantitativo e qualitativo del personale, anche a livello territoriale. Si tratta, poi, di avere presente che il tema della salute va inteso nel senso più ampio del termine, ovvero di un completo stato di benessere,  fisico, psicologico e sociale, che abbracci tutto l’esistente: gli individui, compresi quelli appartenenti alle popolazioni più fragili e alle generazioni future, le forme di vita non umane, che nel complesso costituiscono la biosfera, e il vasto ecosistema che ne rende possibile la vita. In questo senso, parte fondamentale di quest’impostazione è quella di dar vita alle Case della Comunità, che vengono esplicitamente definite come “un progetto di innovazione in cui la comunità degli assistiti non è solo destinataria di servizi ma è parte attiva nella valorizzazione delle competenze presenti all’interno della comunità stessa: disegnando nuove soluzioni di servizio, contribuendo a costruire e organizzare le opportunità di cui ha bisogno al fine di migliorare qualità della vita e del territorio, rimettendo al centro dei propri valori le relazioni e la condivisione.”
  • reinternalizzazione delle parti di servizi pubblici comunali ( parte dei nidi, delle scuole d’ infanzia e del sistema bibliotecario) che sono stati coinvolti nelle privatizzazioni negli anni passati.

PRIORITA’ E SCELTE OPERATIVE

  • Dare effettiva finalità pubblica a tutti i servizi pubblici, pubblicizzando la loro gestione e dando potere decisionale a cittadini e lavoratori
  • Priorità alla gestione pubblica partecipata al trasporto pubblico, al servizio idrico e a quello dei rifiuti
  • No uso privato di spazi pubblici
  • Piano casa, con particolare riferimento all’edilizia popolare
  • Diffusione delle Case delle della Salute
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FORUM FERRARA PARTECIPATA

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di Piermaria Romani

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Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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