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Da Confagricoltura Ferrara

Anga Emilia Romagna, l’Associazione regionale dei giovani di Confagricoltura, ha nominato i vertici che guideranno l’Associazione per il prossimo triennio. Confagricoltura Ferrara esprime grande soddisfazione per l’elezione a Vicepresidente regionale di Francesco Manca, Presidente della Sezione Anga di Ferrara. Alla guida della Presidenza regionale, Flavia Montroni di Bologna, mentre il piacentino Corrado Peratici sarà l’altro Vicepresidente Anga. Francesco Manca, poco più che trentenne, due lauree, una in Agraria e l’altra in Filosofia, è Presidente dei Giovani di Confagricoltura Ferrara dal 2016, ha scelto di proseguire la tradizione agricola familiare, 400 ha di terreno seminativo-cerealicolo nei Comuni di Argenta e Portomaggiore, con l’entusiasmo e le capacità che lo contraddistinguono. A lui chiediamo le prime impressioni su questo nuovo importante incarico a carattere regionale e un aggiornamento sui progetti ai quali Anga Ferrara sta lavorando in ambito provinciale. “L’anno che volge al termine è stato un periodo di forte crescita per il gruppo Anga Ferrara. L’attività di formazione e networking svolta durante il 2017 ci ha permesso di conoscere importanti realtà nell’ambito della melicoltura, della nocicoltura, dei piccoli frutti, dell’agricoltura di precisione, della vitivinicoltura, sia a livello provinciale che nazionale. Questa ricerca di nuove e migliori vie per l’agricoltura, confrontandosi con esperienze straordinarie sul campo della conoscenza e dei saperi, si è rivelata contagiosa: infatti il gruppo si è più che raddoppiato nell’arco di un anno, diventando una delle realtà più rilevanti a livello nazionale. Partecipare all’Anga significa anche entrare in una rete di contatti e stimoli che amplifica il potenziale di crescita per il socio, significa poter partecipare agli incontri e viaggi che si sono svolti in Toscana, in Abruzzo, in Sicilia, in Israele. Così come permette di sviluppare una profonda sinergia con Confagricoltura Ferrara – prosegue Francesco Manca – collaborando all’organizzazione di importanti eventi come la Giornata mondiale dell’alimentazione nelle Scuole del territorio, “Autunno Ducale” nel centro cittadino e il convegno sulle moderne biotecnologie a Giurisprudenza. A livello regionale – puntualizza il neo Vicepresidente regionale – nel prossimo triennio sarà necessario svolgere un lavoro capillare di collegamento fra le province e organizzare momenti formativi “di qualità”. Il nuovo consiglio si è già messo all’opera, le idee non mancano e presto verranno proposti eventi sul mercato delle commodities (insieme a Borsa Italiana) e sulle prove in campo di fitosanitari (insieme a UniBo). Il 2018 sarà un anno di ulteriore crescita per Anga Ferrara, ne siamo certi. Le basi che sono state poste, serviranno per stringere nuovi contatti con il mondo della ricerca e della consulenza tecnica, così come con le altre associazioni di giovani imprenditori (agricoli e non). Un occhio alla scienza e alla tecnica e l’altro occhio alle imprese più innovative e al mercato. Questo è il futuro, per il gruppo di Anga Ferrara”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

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Francesco Monini
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