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È stato pubblicato sul sito Eirenefest  il ricco programma che caratterizzerà la seconda edizione di Eirenefest, il Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza che si svolgerà nel quartiere romano di San Lorenzo dal 26 al 28 maggio.

Il programma consiste in eventi gratuiti: dibattiti, tavole rotonde, proiezioni, laboratori spettacoli e un programma per le bambine e i bambini e le scuole che si svolgerà presso la Biblioteca Tullio de Mauro e i suoi giardini di Villa Mercede.

Il festival verrà inaugurato Venerdì 26 Maggio alle 9.00 presso la Biblioteca Tullio de Mauro e si chiuderà Domenica 28 Maggio alle 18.00, ai Giardini del Verano con L’obbedienza non è più una virtù: l’insegnamento di Don Lorenzo Milani a 100 anni dalla nascita.

Il programma è frutto di un lavoro collettivo realizzato interamente da volontari che ha coinvolto il comitato promotore, le realtà editoriali e le associazioni aderenti ed anche singole persone in una costruzione nonviolenta, solidale e collaborativa, a dimostrazione che un altro mondo è possibile.

Gli stand delle realtà editoriali saranno ai Giardini del Verano; le tavole rotonde e presentazioni di libri si svolgeranno ai Giardini del Verano, alla Biblioteca Tullio De Mauro, alla Casa Umanista, alla Libreria Antigone e presso l’Associazione AMKA; le proiezioni presso la sala ENGIM; i laboratori alla Galleria delle Arti, le attività dedicate ai bambini ai giardini di Villa Mercede (esterno della Biblioteca Tullio de Mauro).

Ai Giardini del Verano, per tutto il periodo del festival sarà presente l’installazione Manifesti amo la Pace, video-proiezione di manifesti con storie vissute di pace e nonviolenza, a cura del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale (CDMPI); sarà possibile scambiarsi libri presso lo Scaffale della Nonviolenza installato a cura della Comunità per lo Sviluppo Umano e del Comitato promotore del festival.

Tutte le info, l’iscrizione gratuita per restare informati e per dare eventualmente una mano durante il festival sono sul sito ufficiale del festival: www.eirenefest.it. Se pensate di ospitare qualcuno dei partecipanti al festival o di condividere il viaggio e per qualunque altra informazione scrivete a info@eirenefest.it.

Il festival ha un canale Instagram, un canale Telegram e una pagina Facebook che si possono trovare con la chiave di ricerca Eirenefest

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Riceviamo e pubblichiamo

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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