Le voci da dentro / Il coraggio di trasformarsi
Le voci da dentro. Il coraggio di trasformarsi
di Guido
Il filosofo e pedagogista Duccio Demetrio scrive nella presentazione del suo libro “Raccontarsi” del 1996: “Arriva un momento nell’età adulta in cui si avverte il desiderio di raccontare la propria storia di vita. Per fare un po’ d’ordine dentro di sé e capire il presente; per ritrovare emozioni perdute e sapere come si è diventati, chi dobbiamo ringraziare o dimenticare. Quando questo bisogno ci sorprende, l’autobiografia di quel che abbiamo fatto, amato, sofferto, inizia a prendere forma. Diventa scrittura di sé e alimenta l’esaltante passione di voler lasciare traccia di noi a chi verrà dopo o ci sarà accanto. Sperimentiamo così il “pensiero autobiografico”, che richiede lavoro, coraggio, metodo, ma procura, al contempo, non poco benessere.”
Il raccontarsi però non è facile e il testo che segue dimostra come il suo autore abbia la necessità di condividere parte della propria esperienza.
(Mauro Presini)
Mi chiamo Guido e ho 55 anni. Le mie origini provengono dalla regione Abruzzo, ma le mie radici sono di etnia rom.
Nel lontano 1976 la mia famiglia era composta da sei figli. Eravamo una famiglia molto povera, talmente povera da allestire ad uso abitativo la nostra auto. In quell’anno i miei genitori furono messi di fronte ad una dura scelta. Pur di non farmi fare più quella vita fatta di tanta povertà e di tanta miseria mi rinchiusero presso un istituto gestito da sole suore.
All’epoca era un bambino molto ribelle a causa della vita selvaggia vissuta. Ero talmente ribelle che le suore un giorno adottarono il pugno forte.
Mi rinchiusero in uno sgabuzzino. Piansi così tanto da accasciarmi al suolo.
Dopo quel giorno, iniziai a rispettare tutte le regole che mi venivano impartite. Ricordo ancora quel bellissimo giorno, una suora mi si avvicinò e mi regalò una piccola armonica. Non passò nemmeno un mese che già avevo imparato a farla suonare.
Le suore rimasero talmente stupite da inserirmi subito nella prima elementare. Per cinque anni venni premiato come il primo della classe: ero un bimbo felice con tanti sogni nel cassetto, ma tutto ciò andò in fumo in un attimo. Mi dissero che purtroppo non potevano più restare in quell’istituto perché non avevano le medie.
Così, una volta per strada, mi ritrovai ad imparare tutto ciò che comportava quel tipo di vita: elemosinare, rubare, fino ad arrivare non solo a spacciare sostanze stupefacenti ma anche ad usarle personalmente.
All’età di 43 anni entrai in carcere per la prima volta con una condanna pesantissima.
Presi coraggio e chiesi aiuto all’area trattamentale che, dopo aver ascoltato la mia storia, decisero di riportarmi indietro nel tempo all’età di 11 anni mettendomi a disposizione tutto ciò che mi era stato tolto all’epoca: la scuola, la musica, soprattutto la fede.
Tutto ciò mi ha fatto riacquistare nel tempo la stima e la fiducia in me stesso.
Ma a rendermi oggi un uomo migliore è stato l’incontro con un uomo di 83 anni che ho accudito con amore per cinque anni. Così successivamente, grazie a questa esperienza, ho deciso di scrivere di mio pugno questo bellissimo pensiero di pace per scuotere anche la coscienza dei più duri.
Cover: disegno di Guido
Per leggere le altre uscite di Le Voci da Dentro clicca sul nome della rubrica.
Per leggere invece tutti gli articoli di Mauro Presini su Periscopio, clicca sul nome dell’autore
Lascia un commento