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da: Servizi Informativi Scolastici Educativi e per le Famiglie Comune di Ferrara

Venerdì ricco di iniziative rivolte ai ragazzi all’acquedotto monumentale di piazza XXIV maggio; la giornata di Estate Bambini si apre in anticipo perché proprio oggi iniziano i laboratori del mattino, un ricco ventaglio di possibilità ulteriori per i bambini che sono curiosi di sperimentare.
Tra le proposte, una caccia al tesoro fotografica (Il Terzo Occhio), un viaggio tra i miti, i riti e i sapori dell’India (Il Mito di Madre Natura) e un laboratorio di falegnameria creativa (Lo faccio io, per me e per tutti). I laboratori mattutini sono a prenotazione.

Il pomeriggio parte come di consueto con le mille attività creative delle Botteghe delle Arti (ore 16,30), si sviluppa per tutto il pomeriggio attraverso un fitto programma di spettacoli e incontri. Prosegue il mercato del Baratto, presso la Tenda del Volontariato familiare e le fiabe da leggere e ascoltare alla Tana delle Storie: oggi si bisbigliano segreti della festa!
Il Teatro dei Piccoli mette in scena Più veloce di un raglio della compagnia Cada Die Teatro, la storia di un asino spelacchiato e malconcio che stupirà gli spettatori con le sue imprese.
Alle 18,30 lo spettacolo per tutti Raperonzola, con i pupazzi animati del Teatrino dell’erba matta.

In questo venerdì il Ristorante dei ragazzi all’interno dell’Isola propone ai visitatori di Estate Bambini un menù ispirato ai sapori evocati da Lo Cunto de li Cunti di G. Basile, che offre, tra le altre cose, i fusilli alla cenere della Gatta Cenerentola o un curioso secondo piatto ispirato al racconto La papera caca denari (ore 20, su prenotazione presso il punto informativo).
Dopo cena, alle 21,15 la Giuria Popolare di Festebà – che quest’anno è lievitata a 90 componenti ed è presieduta da un ferrarese d’eccezione e scrittore per ragazzi, Luigi Dal Cin, assisterà assieme alle famiglie e ai bambini allo spettacolo in gara dal titolo Il gatto con gli stivali. O della povertà che si riscatta, della compagnia Cà Luogo d’Arte, che propone una rilettura tra le righe della fiaba di Perrault. Un racconto in cui si celebra la possibilità del cambiamento e del riscatto per ciascuno dei piccoli personaggi coinvolti.

Il programma completo su www.estatebambini.it

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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