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Tutti gli amici e le amiche, i compagni di viaggio e di lotta di Daniele Lugli, i gruppi e le associazioni che l’hanno visto impegnato, chiunque voglia lasciare un suo ricordo, possono inviarlo a:  direttore@periscopionline,it

Come Coordinamento Provinciale di Libera abbiamo appreso con dolore e con sconcerto dell’improvvisa scomparsa del caro Daniele Lugli, che è stato fra i fondatori del nostro gruppo ed il nostro primo referente. Siamo vicini ai suoi famigliari e agli amici del Movimento Nonviolento, ai quali rivolgiamo un forte e caloroso abbraccio, e ci uniamo ai tanti messaggi di condoglianze da parte dei molti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un tratto di strada.

Ti immagino in cammino, con gli amici di sempre al tuo fianco, seguito da tutti coloro che, in questi lunghi anni di tua militanza nonviolenta al servizio della collettività, ti hanno conosciuto ed apprezzato.
Ci siamo conosciuti, Daniele, a metà degli anni novanta del secolo scorso. Con alcuni amici cercavamo di far conoscere Libera, appena nata a livello nazionale, sul territorio regionale e farle mettere radici. A Ferrara ci hai accolto, consigliato, fatto conoscere. La nostra storia, a Ferrara, inizia con il tuo incontro. Sei stato il nostro primo Referente, fino al Maggio del 2008, quando sei diventato il Difensore Civico della Regione Emilia Romagna. Ricordo che, allora, sei venuto nel mio ufficio, a Bologna, per darmi la bella notizia.
Ora siamo in cammino, dietro di te, fra i tanti che piangono la tua scomparsa.
Buon cammino Daniele, qualunque esso sia e dovunque esso ti porti!
Daniele Borghi
Referente di Libera Emilia Romagna

Ho votato Daniele come primo Referente per il Coordinamento di Ferrara di Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
L’ho fatto 16 anni fa con la stessa fiducia con la quale lo rifarei oggi. Perché Daniele, per la persona che era e per la sua storia, possedeva tutte le qualità necessarie per fondare e guidare il nostro Coordinamento. Per dare spinta, visione e direzione, aggregando individui e realtà associative diverse, essendo naturalmente coerente con l’insieme di valori alla base di Libera.
Ha continuato a farlo, con pacata autorevolezza, sino al momento in cui, prima ancora che qualcuno potesse porre la questione, ha ritenuto opportuno fare un passo indietro, mettendo le sue competenze al servizio dei cittadini emiliano-romagnoli come Difensore Civico.
Mi e ci mancherà il confronto con lui, la sua voce, anche “fuori dal coro”, il suo supporto e la sua amicizia.
Donato La Muscatella
Referente di Libera Ferrara

Ho conosciuto Daniele quando ho iniziato la mia attività di volontariato nel Coordinamento di Ferrara di Libera: una sorta di saggia guida, anche se forse a lui questa espressione non sarebbe piaciuta.
Solo in seguito, quando ho scoperto del Movimento Nonviolento e di tutto il resto, ho capito che Libera era solo uno dei tanti tasselli attraverso i quali ha speso le sue energie per la comunità, intesa nel senso più ampio, tanto che forse sarebbe meglio dire le comunità. Mi e ci ha insegnato tanto, ci mancheranno la sua onestà, la sua integrità e soprattutto la sua credibilità, la sua mitezza e, come ha detto una volta, la sua ‘calma fermezza’.
Ciao Daniele, tu sicuramente hai seminato tanto e bene, ora sta a noi continuare a coltivare nel tuo solco.
Federica Pezzoli
Co-referente di Libera Ferrara

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Riceviamo e pubblichiamo

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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