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OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI: LE ADESIONI CRESCONO

OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI: LE ADESIONI CRESCONO

La spesa per il riarmo supera i 32 miliardi di euro e aumenta di oltre il 20% rispetto alle ultime due leggi di bilancio. Nel 2026 arriverà a 32,4 miliardi, con una crescita di oltre 1,1 miliardi rispetto al 2025. In dieci anni la spesa militare è cresciuta di 12,5 miliardi (+63,8%).
Mai come oggi l’Italia investe così tanto in armamenti e così poco in diritti.

A Ferrara, nel ventunesimo anno della nostra Campagna di obiezione alle spese militari registriamo 205 adesioni per un totale di 5.060 euro di contributi di pace. Un trend crescente a dire il vero ma che quest’anno ha aumentato significativamente il numero dei nuovi aderenti.

Forse proprio a causa delle guerre che ci attorniano, la campagna portata avanti a Ferrara dal nodo locale della Rete Lilliput, ha avuto un nuovo impulso.
Promossa da Lega Obiettori di Coscienza (L.O.C.), Lega Disarmo Unilaterale (L.D.U.), Disarmisti esigenti, WILPF Italia, la Campagna OSM fa parte di quella Rete di movimenti che non si arrendono al pensiero dominante della Difesa armata.

Ogni anno, da tutta Italia, i moduli di adesione alla campagna spediti al Presidente della  Repubblica, chiedono la riduzione delle spese militari a favore di quelle sociali, il riconoscimento legale della opzione fiscale che dia la possibilità ai cittadini di indirizzare le proprie tasse verso la costruzione di una difesa alternativa civile e nonviolenta, il cambiamento del sistema di difesa offensivo realizzando una struttura per la difesa civile non armata.

In attesa di una legge che ci permetta di agire in sede di dichiarazione dei redditi noi obiettori anticipiamo quanto vorremmo detrarre dalle tasse per sostenere un progetto di pace.
La somma di 5.060 euro è stata appena inviata, come da anni, alla Fondazione Alexander Langer Stiftung- Onlus per il sostegno al progetto “Adopt Srebrenica” che da dopo il conflitto nei Balcani agisce per il recupero della memoria del genocidio (avvenuto nel 1995) e per ristabilire le relazioni  “umane” tra le persone delle diverse etnie. Il difficile lavoro dei reduci di Srebrenica dovrebbe ricordarci che oltre l’orrore della guerra c’è un dopo che è altrettanto spaventoso.

La raccolta del contributo, per quanto possa sembrare modesto testimonia la volontà degli obiettori di voler devolvere la quota della loro futura detrazione fiscale a sostegno dei progetti di pace ed è diventata essenziale per il mantenimento dell’attività di Adopt Srebrenica.
E’ dunque molto importante essere riusciti ancora una volta a raccogliere una cifra che consentirà ai ragazzi superstiti di Srebrenica di continuare la loro difficile opera di ricostruzione del tessuto sociale devastato dalle guerre etniche, attraverso il lavoro “Centro di documentazione della
memoria”.
Chi volesse saperne di più può scrivere utilizzando la mail davide.scaglianti@alice.it

Davide Scaglianti per
Rete Lilliput Ferrara

Cover: Progetto Adopt Srebrenica: il futuro poggia sulle fondamenta del passato -Fonte Balkan Diskurs

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