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Da: Cna Ferrara

La manifattura dei marinati ha ospitato un affollatissimo convegno sulle nuove forme di ricettività extra alberghiera – il settore in dieci anni ha avuto un fortissimo sviluppo – CNA si rivolge anche alle nuove realtà

“Il turismo sta subendo un profondo cambiamento. Sul mercato si stanno affacciando nuove forme di ricettività diverse da quelle tradizionali: per esempio i piccoli proprietari di immobili che possono essere valorizzati a fini turistici. CNA intende rivolgersi anche a queste nuove realtà, fornendo loro servizi e professionalità. In questo contesto, è necessario ricalibrare la normativa regionale sul turismo, in modo che le piccole realtà non siano escluse dal mercato turistico globale”

Davide Bellotti, Presidente provinciale della CNA di Ferrara, sintetizza così il significato del Convegno – “Il tuo immobile a fini turistici?” – organizzato dall’Associazione alla Manifattura dei marinati di Comacchio: “la nuova ricettività turistica va inserita nel mercato senza creare contrapposizioni con la ricettività tradizionale di tipo alberghiero”.

“Nell’arco di dieci anni, dal 2007 al 2017 – spiega il Presidente di CNA Turismo e Commercio Dario Guidi – la ricettività extralberghiera in Regione è molto aumentata. Si è passati da 3.333 esercizi imprenditoriali che offrivano 132mila posti letto nel 2007, a 11.148 esercizi con 169mila posti letto nel 2017. In particolare è aumentato moltissimo il settore degli alloggi dati in affitto in forma imprenditoriale: da 15mila posti letto nel 2007 a 37mila posti letto nel 2017. E’ chiaro che queste nuove realtà rispondono a una nuova richiesta del mercato, che non si contrappone alla ricettività più tradizionale ma può completarla per valorizzare al meglio il territorio”.

Era affollatissima giovedì pomeriggio la manifattura dei marinati di Comacchio per il convegno, coordinato dal direttore di CNA Ferrara Diego Benatti: oltre agli interventi di Davide Bellotti e Dario Guidi, si sono avvicendati l’assessore al turismo di Comacchio Riccardo Patuelli, che ha illustrato le strategie adottate dall’amministrazione lagunare; Enrico Zappaterra, responsabile di CNA Area Delta, che ha ripercorso le opportunità a disposizione di coloro che intendono riqualificare un proprio immobile; il Presidente di Delta 2000 Lorenzo Marchesini, che è intervenuto sulle molteplici opportunità per lo sviluppo turistico del territorio e Maria Pia Pagliarusco, Direttore del Parco del Delta del PO che ha parlato del valore del MAB Unesco come brand per la valorizzazione del Delta. Stefania Tomei di Sixtema ha riepilogato i criteri su cui può basarsi chi intende effettuare investimenti nella ricettività extra-alberghiera.

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CNA FERRARA


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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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