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Lettera aperta al sindaco di Ferrara per impedire l’abbattimento di 5 alberi maturi in viale Marco Polo

 Al Sindaco del Comune di Ferrara

Oggetto: riqualificazione accesso est – abbattimento alberi sani – richiesta informazioni.

Gentile Sig. Sindaco,
abbiamo appreso che è in corso di realizzazione un importante progetto di riqualificazione dell’accesso est della città (ponte di San Giorgio), finanziato con i fondi PNRR e abbiamo visto che i lavori sono iniziati con l’abbattimento dell’edificio situato nell’attuale isola spartitraffico di via San Maurelio.
Abbiamo avuto informazione che i lavori potrebbero prevedere in viale Marco Polo l’abbattimento di cinque robinie per far posto a nuovi parcheggi.

Sperando in una sua smentita, le chiediamo di confermarci se tale notizia, che si è diffusa recentemente, corrisponda al vero.

In caso che la notizia sia fondata, le chiediamo di intervenire urgentemente per salvare i cinque alberi sani che ora fanno ombra e abbelliscono il viale Marco Polo.
Abbiamo appreso che il progetto (come illustrato su Cronaca Comune del 23/10/23 ) prevede che i parcheggi che cingono l’attuale isola spartitraffico siano “ricavati su via Marco Polo, grazie a un intervento ad hoc di creazione di un’area sosta con stalli ‘a pettine’.” Non vorremmo che la realizzazione dei parcheggi previsti comportasse l’eliminazione di alberi sani.
Riteniamo che ogni nuovo progetto di intervento pubblico, tanto più in una città della pianura Padana, inquinata, cementificata e surriscaldata, debba essere coerente con i prioritari interventi di adattamento alla crisi climatica (blocco del consumo di suolo e rinaturalizzazione della città in primis ) e che non sia proprio più accettabile sacrificare alberi, e i benefici ecosistemici che ne derivano, per far posto a parcheggi.

Ricordiamo che gli alberi maturi rimuovono gli inquinanti atmosferici circa 70 volte più efficacemente di quelli giovani (Nowak e Dwyer, 2007).

Cogliamo l’occasione per sottolineare che in ogni futuro intervento di riqualificazione urbana la scelta dei materiali per la pavimentazione delle aree destinate a parcheggi, a ciclovie e percorsi pedonali, debba ricadere su pavimentazioni drenanti e non su fondi impermeabili.
Vogliamo sperare che la sua voce possa essere in contrasto con qualsiasi progetto che preveda ulteriore cementificazione e conseguente eliminazione di verde

In attesa di cortese riscontro, inviamo cordiali saluti.

Seguono firme

Marcella Ravaglia
Angela Soriani
Beatrice Pagnoni
Patrizia Dimella
Simonetta Fabian
Maurrizio Penna
Lucrezia Penna
Marcello Guidorzi
Pier Giorgio Cipriano
Francesca Cigala
Rita Casaroli
Amelia Guidorzi
Leonardo Polastri
Marino Pedroni
Andrea Firrincieli
Antonio Raimondo
Paola Gatti
Lidia Goldoni
Elisa Mantovani
Alessandro Tagliti
Lucia Ghiglione
Caterina Orsoni
Corrado Oddi
Bruno Veronesi
Laura Trentini
Stella Messina
Alessandra Guidorzi
Claudia Spisani
Samuele Pampolini
Milena Stefanini
Daniela Schiavi
Sergio Fiocchi
Grazia Ramponi
Gian Paolo Crepaldi
Paola Perrone
Michele Nani
Cecilia Chiappini
Rossana Stefanini
Moreno Ballarini
Marco Sgalla
Patrizia Cavallini
Davide Fiorini
Fabio Guidorzi
Giovanna Foddis
Marianna Mazzanti
Nicola Molino
Michele Fabbri
Alessandra Guerrini
Simonetta Rossi
Laura Corvino
Pietro Soriani
Marco Roboni
Caterina Palli
Daniela Libanori
Adriana Contrastini
Daniela Cataldo
Raniera Gioacchini
Paolo Ceccherelli
Rosa Dalbuono
Maria Grazia Palmonari
Sergio Golinelli
Francesca Solmi
Alberto Urro
Federico Besio
Miriam Cariani
Raffaella Bianchi
Enrico Boari
Lorenza Rabbi
Angela Alvisi
Cristina Boato
Adriana Balestra
Francesco Monini

Per aderire:
Alessandra Guidorzi Cell : 347 8242031  – Email:  alesguidorzi@gmail.co

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Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “Periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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