14 Marzo 2014

La vita e la morte scorrono lungo il corso del fiume. Storia del Po e delle sue piene

Redazione

Tempo di lettura: 4 minuti

padimetro-ferrara

di Maurizio Andreotti

Abbiamo tenuto gli occhi puntati sui fiumi durante tutto l’inverno. Le alluvioni ci fanno ancora paura.
L’acqua, che un tempo invadeva la nostra città e che ancora oggi ogni tanto si riprende le nostre terre, è un elemento che continuamente riaffiora nella nostra storia. Tanti sono attorno a noi i segni che lo ricordano: gli argini, i nomi delle vie come viale Po, viale Volano, porta Reno o i nomi dei paesi come Porotto, Borgo Scoline, Fondoreno.

padimetro
Il padimetro riportato su una colonna in marmo del palazzo municipale, all’angolo con piazza Savonarola (foto FeDetails)

Poi c’è anche un altro manufatto, che è sotto gli occhi di tutti proprio nel centro di Ferrara, ma al quale forse pochi prestano attenzione, pur passandoci davanti ogni giorno. E’ lì a testimoniare che quello tra l’uomo e l’acqua è sempre stato un rapporto difficile, una lotta continua, mai finita. Stiamo parlando del Padimetro, il misuratore delle massime piene del Po, che si trova all’angolo fra corso Martiri della Libertà e Piazza Savonarola.
E’ un bell’esempio di documento murale, en plein air e accessibile a tutti. Un idrometro monumentale, come ci dice Wikipedia, che ci racconta la storia della situazione idrologica del Po, attraverso la successione delle grandi piene del fiume dal 1705 al 1951, misurate su uno zero idrometrico, o livello di guardia, individuato a Pontelagoscuro.
Ciascuna di loro supera in altezza quella precedente, con l’eccezione di quelle del 1857 e del 1872.
Pur non avendo un valore storico, poiché non sono registrati tutti gli avvenimenti che si sono succeduti nel tempo, il Padimetro riesce a dare un’idea precisa di quello che si è verificato nel bacino del Po, e dei suoi affluenti, dal ‘700 in poi.
Da quel periodo le frequenze delle piene, e il loro livello, hanno avuto un costante incremento, dovuto a un peggioramento climatico, ma anche all’azione antropica di disboscamento nelle parti montane del bacino del fiume.

La conseguenza di questi fenomeni è stata l’ aumento di portata del Po e l’incremento di sedimenti, con il conseguente aumento del livello idrometrico.
Di questi avvenimenti segnalati dal Padimetro, alcuni hanno solo gonfiato il letto del fiume o hanno provocato delle rotte a monte di Ferrara, altri invece hanno riversato masse d’acqua nel nostro territorio provocando danni e lutti.
Volendo individuare le rotte più importanti nei tre secoli presi in considerazione, meritano attenzione quella del 1705, del 1872 e quella del 1951, anche se in questo caso la rottura dell’argine avvenne a sinistra del fiume, a Occhiobello.
La prima, documentata da Franco Cazzola (nel suo “La Bonifica del Polesine di Ferrara dall’Età Estense al 1885 “) si verificò nel novembre del 1705. Forti venti di scirocco da Sud-Est portarono abbondanti piogge in tutta l’Italia del Nord ed un contemporaneo rialzo del livello dell’Adriatico. Il Po ruppe in 15 punti. Cominciando dal mantovano e dal modenese, le acque entrarono nell’alveo del Panaro e ne ruppero l’argine di destra. Da qui arrivarono fino a Ferrara, dove, per evitare danni maggiori, furono pure murate le porte della città.

La piena fu talmente potente che le acque allagarono tutto il territorio fra Po e Volano per defluire nelle Valli di Comacchio. Solamente dopo molti giorni, i venti si attenuarono e il mare cominciò ricevere le acque che ormai ricoprivano gran parte del territorio.
Più di un secolo dopo, particolarmente grave è risultata la rotta di Revere del 28 ottobre 1872, chiusa solamente il 18 gennaio dell’anno successivo. Questa rotta avvenne fra il Secchia e il Panaro. L’angolo fra quest’ultimo e il Po era più basso rispetto alle zone contigue, per cui si formò un grande lago all’interno del comune di Bondeno che raggiunse la profondità massima il 30 ottobre con 7,14 metri. Numerose abitazioni furono distrutte e circa 50.000 persone furono costrette ad essere ospitate nei paesi vicini, molti si adattarono costruendo delle capanne con fango e paglia nei punti più alti dell’argine del Po, in attesa del ritiro delle acque. Il deflusso durò per molti mesi. Quotidianamente la Gazzetta Ferrarese (il giornale locale dell’epoca) pubblicò per un lungo periodo l’altezza dell’acqua nel territorio sommerso. Ancora ad aprile del 1873 erano allagati i terreni più bassi fra Scortichino e Pilastri.
Infine nel secolo scorso, il 14 novembre 1951, in seguito ad abbondanti precipitazioni si aprirono sull’argine di sinistra del Po, nel territorio del comune di Occhiobello tre bocche di rotta che rimasero attive fino al 20 dicembre dello stesso anno.
Furono allagati oltre 100.000 ettari della province di Rovigo e di Venezia, trovarono la morte circa cento persone, mentre più di 180.000 dovettero lasciare le proprie abitazioni: andarono perduti migliaia di capi bovini e di altri animali d’allevamento. Nel decennio successivo lasciarono in modo definitivo il Polesine 80.000 abitanti con un calo della popolazione nella provincia di Rovigo del 22%.

Le tacche del Padimetro, e le storie che raccontano, ci riportano ad oggi, con ancora negli occhi le tristi immagini delle campagne modenesi allagate. Un disastro che forse si poteva evitare se si fosse mantenuta la memoria del complesso rapporto tra la terra e l’acqua che ha da sempre caratterizzato la storia del bacino del Po e in particolare di Ferrara.


I commenti sono chiusi.


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Redazione

Redazione

Ti potrebbe interessare:

  • Mi chiamo Rose Rosse

  • Storie in pellicola / Nostalgia canaglia

  • Parole a capo
    Maria Laura Valente: “Io maledico l’anno il mese il giorno” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Donne: ne uccide e ne salva più la lingua

  • Parole e figure / Parole e ali, Strenne Natalizie 1

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013