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Da: Organizzatori

Il concerto prenatalizio del Circolo Frescobaldi, domenica 22 dicembre 2019 alle ore 17 alla Sala della Musica di via Boccaleone 19, Ferrara, vedrà impegnate la flautista Laura Trapani e la pianista Rina Cellini (denominato “Duo Estense”), in una speciale anteprima: saranno infatti eseguite musiche di Ferdinand Ries (1784-1838), allievo di Beethoven, e la monografia musicale che presenteranno le due artiste sarà incisa per la Casa discografica Brillant, per la prima volta nella formazione per un duo flauto e pianoforte.

Il programma di sala del concerto prevede le Sonatine per op.5 n.1 e op. 5 n.2; la Sonata sentimentale op.169 e le tre Sonate per flauto e pianoforte. L’ingresso è a offerta libera.

Laura Trapani è nata a Corpus Christi, Texas, nel 1977, e ancor giovane si trasferisce in Italia dove attualmente risiede, a Ferrara. Diplomata in lingue (inglese, francese, spagnolo) e studentessa di flauto al Conservatorio di Milano, si diploma con Gabriele Gallotta ottenendo il massimo dei voti. Consegue in seguito il diploma accademico di secondo livello ad indirizzo interpretativo e compositivo in flauto presso l’istituto O.Vecchi di Modena, con una tesi di laurea su E.Varèse in collaborazione con l’Università di Parigi II.
Si è perfezionata con Davide Formisano,Michele Marasco e Philippe Bernold. A Parigi conosce un allievo di E. Varèse, Marcel Dortort, membro dell’American music composers, che le dedica nel 2012 due brani per flauto solo (fantasia in Mdrg e Mixolirien) ora depositati nel centro di studi musicali Ircam di Parigi ed editi in Francia.
Le sono stati dedicati diversi brani anche da autori di musica contemporanea. Ha partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali conseguendo sempre le prime posizioni.

Ha vinto una borsa di studio offertale da Ferrara Musica ,direttore artistico Claudio Abbado , che le ha dato la possibilità di suonare ed esibirsi con la Mahler Chamber Orchestra e i Berliner.

Ha suonato come solista accompagnata da orchestre quali la Verdi di Milano, eseguendo tutti i concerti di Mozart, Vivaldi, Cimarosa e Mercadante. Ha collaborato con diverse orchestre nazionali come primo flauto solista sotto la direzione del maestro Marcello Rota e, al teatro Regio di Parma, sotto la direzione orchestrale di Temirkanov.

E’ stata presidente di giurie del concorso come Tim (International music competition). Presiede in commissione di flauto al concorso “Ars nova international competition di Trieste”. E’ stata il direttore artistico della stagione concertistica dell’alto Frignano (Modena) e dei pomeriggi musicali a casa di Ariosto (Ferrara). Collabora nella formazione dei giovani studenti del conservatorio di Ferrara per la preparazione di concerti di musica da camera,è solista per varie orchestre nazionali.Il duo estense nel 2019 eseguirà in prima assoluta composizioni di F.Ries per la casa discografica Brillant.
Rina Cellini è nata a Venezia dove si è formata sia dal punto di vista culturale che da quello professionale e artistico. Ha studiato al conservatorio B. Marcello con i famosi Sergio Lorenzi e Gino Gorini: con quest’ultimo si è diplomata a pieni voti. Si è, in seguito, perfezionata con Luisa Baccara, Ornella Santoliquido e Vincenzo Vitale. Si è diplomata, inoltre, in Canto: ramo didattico e ramo cantanti. Nel corso della sua carriera ha tenuto e tiene, con successo di pubblico e di critica, concerti in Italia e all’estero come solista, in duo pianistico, in varie formazioni concertistiche, in orchestra e per clavicembalo. Il suo repertorio spazia dalla musica rinascimentale a quella classica e romantica. E’ particolarmente attenta alla musica contemporanea per la quale è stata più volte invitata alle manifestazioni internazionali con successo e riconoscimento di famosi compositori che le hanno dedicato dei loro lavori. Viene chiamata a tenere dei corsi di perfezionamento pianistico, dei Master Classes e a fare parte di giurie in concorsi nazionali e internazionali di esecuzione pianistica. Ha inciso, con critiche favorevoli in Italia, Francia e Germania, per la Casa Musicale Bongiovanni, la P.I .L.Z e numerose altre. Ha effettuato, inoltre, delle registrazioni etichette. In video e in radio è stata trasmessa dalla Rai, Radio Vaticana, la Tv di Monaco di Baviera, la Tv Spagnola e alcune delle principali televisioni private. E’ particolarmente onorata e orgogliosa di essere stata nominata nel 1985 Accademica della Accademia Filarmonica di Bologna E’ stata titolare della cattedra di Pianoforte Principale nei Conservatori di Verona, Adria e Ferrara.

Con Laura Trapani ha fondato il il “Duo Estense” che ha tenuto numerosi concerti in molte città italiane.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

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