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Da Partito Democratico Emilia Romagna

Calvano e Zappaterra (Pd): “Ottimi risultati nel Ferrarese con progetti di riqualificazione urbana e di marketing territoriale”

Sono circa 462.000 euro i finanziamenti che arrivano dalla Regione a quattro Comuni della provincia di Ferrara per progetti di riqualificazione urbana e commerciale e di marketing territoriale.

“Un sostegno diretto al commercio e turismo, ma anche investimenti per migliorare la qualità della vita urbana partendo da quelle che sono le piazze più importanti delle nostre città e dei paesi più piccoli. – spiegano i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra – A ottenere il finanziamento, infatti, sono Argenta e Copparo, entrambi comuni di meno di 25 mila abitanti, che avranno rispettivamente 250.000 e 98.000 euro per la valorizzazione e riqualificazione delle aree commerciali, mercati, spazi e arredi urbani. Un impulso diretto all’economia di vicinato ma anche ad aumentare il benessere delle comunità che frequentano quelle piazze”.

“A questi interventi – proseguono i consiglieri Pd – se ne aggiungono altri due presentati da Ferrara e Comacchio e che ricevono entrambi 57.000 euro. Si tratta di progetti di marketing territoriale volti quindi allo sviluppo di reti commerciali qualificate e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Il primo rientra nel quadro generale delle iniziative MyFerrara, il secondo invece è denominato Emporio 2.0”.

“Si conferma un messaggio chiaro dalla Regione Emilia-Romagna: vogliamo valorizzare le aree urbane non solo nei centri più grandi, naturalmente vocati al commercio e al turismo, ma anche in quelle realtà più piccole che sono dei veri fiori all’occhiello nel panorama regionale. – commenta Marcella Zappaterra – Queste attività hanno un doppio valore, quello economico-commerciale e quello sociale, legato alla qualità delle relazioni dei cittadini residenti”.

“30 nuove piazze in Emilia-Romagna a partire dai comuni sotto i 25 mila abitanti, con questo intento nel 2016 ho presentato un emendamento per rifinanziare la legge regionale 41/97. Oggi quell’intento è diventato realtà con il finanziamento della riqualificazione delle prime 18 piazze in regione, tra cui quelle di Argenta e Copparo. A questi si aggiungono le risorse per il marketing territoriale a Ferrara e Comacchio che danno piena attuazione alla strategia regionale di rafforzamento del commercio di vicinato, che per noi rappresenta un presidio sociale e di sicurezza per le nostre comunità” conclude Paolo Calvano.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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