26 Gennaio 2016

LA NOTA
A Palermo l’orgoglio di chi crede nella propria città

Andrea Cirelli

Tempo di lettura: 2 minuti

Palermo sta cambiando; in meglio. Per esempio: si stanno aprendo importanti zone pedonali, è attivo il car-sharing, gli autobus sono frequenti (il 101 ogni tre minuti) e si introducono i tram. Per non parlare poi delle osterie in cui i profumi e i colori si sommano ai sapori dei loro piatti.
Passeggiare è piacevole, e non solo seguendo le indicazioni delle guide turistiche. Sono interessanti le Sale al Genio, che ospitano una mostra privata di maioliche di grande interesse, in cui si apprezza lo spirito del valore conservativo e non del mercato. La chiesa dello Spasimo, che cerca di ritrovare il suo fascino in un quartiere antico quanto difficile, la Kalsa, rappresenta bene il contrasto mistico tra decadenza e resilienza. L’ho visitata con una simpatica guida che ne ha parlato con orgoglio e competenza. In zona ho visitato l’orto botanico, che ha piante meravigliose di tutto il mondo; la natura si sa difendere contro l’incuria. Ho visto tanti palazzi, tante storie. A palazzo Steri, ora rettorato, ho visitato le celle dell’inquisizione la cui storia mi è stata raccontata con grande impegno da una giovane guida: anche in questo caso sentivo l’orgoglio palermitano di chi crede nella propria città.

E’ bello sentire i siciliani che credono nel futuro e che sperano un giorno di vedere valorizzata la loro storia. Molti sono costretti a lavorare fuori, ma sperano di tornare. Anche l’emozionante quadro di Guttuso tornato dell’Expo, la “Vucciria”, è una meraviglia. Curioso come sua moglie Mimese, quando andò a vivere a Palazzo Galati fece togliere un bel mosaico con un pavone perché uccello portatore di sventura. Ora nel palazzo restaurato c’è un B&B che consiglio perché ti godi una sincera ospitalità, ti svegli con una bella fetta di torta e guardi la terrazza di fronte al teatro Massimo.

Insomma io credo che la nostra bella Italia abbia tanti posti fantastici da vivere come se fosse (perché lo è) casa nostra e in particolare con i siciliani che credono in un mondo migliore.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Andrea Cirelli

È ingegnere ed economista ambientale, per dieci anni Autorità vigilanza servizi ambientali della Regione Emilia Romagna, in precedenza direttore di Federambiente, da poco anche dottore in Scienze e tecnologie della comunicazione (Dipartimento di Studi Umanistici di Ferrara).
Andrea Cirelli

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