Lettera: a Colceresa (Vicenza) un fabbricone minaccia la nostra acqua e l’ambiente
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A Colceresa (Vicenza) un fabbricone minaccia la nostra acqua e l’ambiente
Vi scrivo con grande preoccupazione e, permettetemi, anche con un po’ di amarezza.
Ho 78 anni, ho conosciuto la povertà vera, quella del dopoguerra, e ho visto con i miei occhi la rinascita del nostro Paese, costruita con sacrificio, rispetto e senso del bene comune. Oggi, invece, mi trovo a guardare un tempo fatto di conflitti e individualismi, dove sembra che ciò che conta davvero, venga messo in secondo piano anche nei paesi più piccoli come Colceresa – Vicenza.
Vi scrivo per portare alla vostra attenzione una situazione estremamente urgente che riguarda il nostro territorio e che, ad oggi, fatica a trovare spazio nel dibattito pubblico locale, probabilmente per evidenti interessi economici e politici.
Nel Comune di Colceresa – Vicenza, l’amministrazione comunale si appresta ad approvare entro la fine di aprile 2026 un intervento che potrebbe avere conseguenze gravi e irreversibili sulle risorse idriche, non solo del nostro comune ma anche dei territori circostanti:
la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo su circa 7 ettari di terreno agricolo, situato in un’area di salvaguardia della falda acquifera che alimenta i pozzi comunali.
Si tratta di una zona fondamentale per la ricarica delle acque sotterranee, riconosciuta dalla Regione Veneto come area di tutela dei pozzi e delle risorgive da cui dipende l’equilibrio idrico di tutto il territorio a sud.
Eppure, nonostante questo, si sta procedendo verso l’autorizzazione del progetto facendo ricorso a una normativa ormai superata, che consente deroghe urbanistiche tali da permettere, paradossalmente, la costruzione di grandi impianti industriali proprio in un’area che dovrebbe essere protetta.
Ancora più difficile da comprendere che tutte le autorità, regione compresa hanno dato l’ok, e che tutto questo venga classificato come “consumo di suolo pari a zero”.
Io mi chiedo: come può essere “zero” il consumo di suolo quando si trasformano 7 ettari di terreno agricolo? Sette ettari. Una superficie enorme. E ciò che più preoccupa è che il nostro comune dispone complessivamente di soli 7 ettari consumabili fino al 2050: questo significa che un unico intervento esaurirebbe completamente la disponibilità futura di suolo per il comune di Colceresa VI!!!! Ma trattandosi di un intervento a consumo ZERO non ci sono problemi anzi il consiglio comunale si vanta di questo!
Questo progetto, inoltre, non è un caso isolato, ma si aggiunge ad altri due interventi già approvati nel 2025 nella stessa area di salvaguardia, anch’essi considerati, incredibilmente, a consumo di suolo zero.
Ma ancora più grave è il fatto che non risulta essere stata effettuata alcuna valutazione seria sugli impatti che queste opere avranno sulla falda e sull’acqua potabile. Si parla della nostra acqua, di quella che bevono i nostri figli e i nostri nipoti. E invece si procede senza studi adeguati, senza trasparenza e senza informare correttamente la cittadinanza.
Secondo alcune stime indicative, si potrebbe arrivare a una riduzione della capacità di ricarica della falda superiore al 10%. Se a questo aggiungiamo i cambiamenti climatici e la possibilità di ulteriori interventi nella stessa area, il rischio per le risorse idriche diventa concreto e molto serio. Eppure, il Comune di […] non ha richiesto né svolto approfondimenti su questi possibili effetti.
A fronte di tutto questo, i benefici dichiarati appaiono modesti e poco chiari: circa 50 posti di lavoro, di cui solo metà destinati ai residenti, una compensazione economica non definita e interventi come la piantumazione di viti che non possono certo restituire ciò che viene perso. Il suolo agricolo e permeabile non è qualcosa che si può rimpiazzare facilmente, e gli ecosistemi non si ricostruiscono per decreto.
Tra i cittadini cresce una preoccupazione profonda. Molti stanno cercando di farsi sentire, non senza difficoltà. La sensazione è quella di assistere a un progressivo impoverimento delle risorse naturali del nostro territorio, a favore di interessi che non lasceranno nulla in cambio alle generazioni future.
Io penso ai miei nipoti. Penso all’acqua che berranno, alla terra che erediteranno. E mi domando che diritto abbiamo noi oggi di prendere decisioni che potrebbero compromettere il loro domani.
Vi chiedo di prestare attenzione a questa situazione e di contribuire a portarla alla luce, perché il futuro del nostro territorio non può essere deciso nel silenzio e nell’omertà di tutti!
Con rispetto
Maria Grazia Bisinella
Cover: panoramica del magnifico territorio del Comune di Colceresa (Vicenza) – immagine di Pedemontana Veneta
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