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VIDEO-SETTING. VIDEOARTE: ORIGINI E SPERIMENTAZIONI

Zanzara arte contemporanea nasce nel cuore della città di Ferrara con l’obiettivo di sviluppare mostre e progetti con artisti nazionali e internazionali, riavvicinando e riconnettendo l’arte contemporanea al tessuto urbano e sociale della città. Con un programma espositivo che ha visto l’apertura al pubblico di due spazi, sviluppa virtuose connessioni al fine di promuovere il lavoro di artisti mid-career e artisti riconosciuti, partendo dall’assunto che “l’arte è una zanzara dalla mille ali” (Beuys, 1981). All’organizzazione di mostre interne agli spazi, si affianca il lavoro dell’associazione culturale che rivolge la sua attenzione all’esterno delle mura, per aprire dialoghi e costruire sinergie con il territorio e le altre realtà che operano in ambito culturale. L’intento di zanzara arte contemporanea è quello di promuovere e diffondere l’arte contemporanea in ogni sua forma, dotando la città di Ferrara di un nuovo centro di arte contemporanea, intesa come campo di ricerca trasversale e multidisciplinare. Proponendosi come nuovo centro per l’arte contemporanea, si posiziona nel panorama culturale della città come un punto di riferimento per artisti, curatori, studenti, addetti ai lavori e appassionati; luogo di incontro e contaminazione di idee.

L’associazione intende valorizzare la produzione culturale innovativa, con particolare attenzione alla sostenibilità dal punto di vista ambientale, economico e sociale, ed innescare processi di riqualificazione urbana e rigenerazione culturale. Aumentare l’indotto sul territorio, coinvolgendo artisti nazionali e internazionali, con lo scopo di aumentare nei residenti il senso di orgoglio e appartenenza alla comunità locale e al territorio.

Zanzara arte contemporanea ha iniziato il suo percorso a settembre 2022 inaugurando due mostre patrocinate dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Ferrara: Odessa Sole mio di David Grigoryan, fotoreporter e street-photographer ucraino e Anomaliae di Elisa Leonini, riconosciuta artista ferrarese. L’associazione ha collaborato nel mese di ottobre e novembre 2022 con il CNA di Ferrara nella costruzione dell’ultima edizione del Festival Cardini – Esperienze di Videoarte. Il programma espositivo prevede inoltre, lo sviluppo di una Project Room che si configura come contenitore sperimentale – collaterale e temporaneo – che accoglie proposte progettuali esterne, selezionate dal team curatoriale.

VIDEO-SETTING 

VIDEOARTE: ORIGINI E SPERIMENTAZIONI

Sabato 28 gennaio 2023 alle ore 16.30 prende il via la rassegna Video-Setting con conferenza e video proiezioni a cura di Carlo Ansaloni e l’apertura della mostra di Marco Caselli Nirmal.

 

Video-Setting – il cui titolo vuole rievocare Videoset, una delle manifestazioni di importanza internazionale promosse dal Centro Video Arte di Palazzo dei Diamanti di Ferrara negli anni Ottanta – si configura come una rassegna annuale la cui prima edizione, intitolata Videoarte: Origini e Sperimentazioni, si suddivide in 2 fasi. E’ articolata in sei conferenze sul tema, un’esposizione fotografica, alcune proiezioni video e due importanti mostre.

 

Video-Setting / Videoarte: Origini e Sperimentazioni sotto la direzione artistica di Maurizio Camerani, è organizzata da zanzara arte contemporanea con il supporto tecnico di Feedback APS e il patrocinio del Comune di Ferrara. La rassegna vede il coinvolgimento di alcuni tra i massimi esperti del settore e intende ripercorrere le tappe che tra gli anni Settanta e Ottanta hanno segnato la diffusione della videoarte in Italia – momento in cui il Centro Video Arte di Palazzo dei Diamanti ha rivestito un ruolo di assoluto rilievo – e offre una panoramica della scena contemporanea che illustra i percorsi in cui tale pratica è andata diversificandosi e modificandosi nel corso dei decenni.

 

Rivolgere l’attenzione alla videoarte e in particolare al Centro Video Arte, significa riappropriarsi e mantenere viva la memoria di ciò che ha reso Ferrara centro nevralgico di un’esperienza importante delle arti contemporanee.  Il Centro Video Arte, diretto da Lola Bonora con la collaborazione di Carlo Ansaloni, la cui pionieristica attività è documentata all’interno degli archivi delle Gallerie dArte Moderna e Contemporanea di Ferrara, è stato infatti la prima istituzione pubblica italiana dedicata alla videoarte. Grazie alla precedente esperienza e al lascito importante dell’esposizione ‘Videoarte a Palazzo dei Diamanti. 1973/1979. Reenactment’ organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara nel 2015, che ha permesso di riportare alla luce una selezione di opere video degli anni ‘70 restaurate presso i laboratori La Camera Ottica e CREA del DAMS di Gorizia (Università di Udine), disponiamo di un patrimonio artistico la cui rilevanza storica è tra i temi centrali affrontati dai relatori.

 

Ad accompagnare gli interventi e nel corso della fase 1 della rassegna Video-Setting, sarà allestita una selezione di scatti del fotografo Marco Caselli Nirmal, a cura di Massimo Marchetti, che documenta l’attività del Centro Video Arte di Ferrara intorno agli anni Ottanta. Nel corso della rassegna, saranno inoltre proiettati alcuni video a cura di Carlo Ansaloni, Lisa Parolo e Maurizio Marco Tozzi che insieme a Cosetta G. Saba, Francesco Spampinato e LIUBA, sono i relatori della prima edizione di Video-SettingLa fase 1 di Video-Setting/ Videoarte: origini e sperimentazioni comprende i primi 3 incontri, elencati nel programma e si svolgerà dal 28 gennaio 2023 presso le Ex scuderie di zanzara arte contemporanea, in Via del Podestà 14A a Ferrara. La fase 2 partirà nel mese di settembre 2023. Le mostre e gli incontri della rassegna sono a ingresso libero.

 

PROGRAMMA

Video-Setting / Videoarte: origini e sperimentazioni Fase #1 | gennaio – febbraio

 

SABATO 28.01.23 | Opening Video-Setting | 1° incontro

– ore 16.30 | Set 1978-1988 / il Centro Video Arte nelle fotografie di Marco Caselli Nirmal

La mostra a cura di Massimo Marchetti, propone una selezione di fotografie di Caselli che ripercorre alcuni momenti importanti dell’attività del Centro Video Arte di Ferrara.

ore 17.00 | TALK | Il Centro Video Arte di Ferrara: le origini, la collezione

Relatore: Carlo Ansaloni, tra i fondatori del Centro Video Arte di Ferrara.

La conferenza, accompagnata da una selezione video a cura di Carlo Ansaloni, intende ripercorrere le principali tappe del Centro Video Arte di Ferrara, dalle origini ai successivi sviluppi. Intervengono: Carlo Ansaloni, Maurizio Camerani, Massimo Marchetti.

 

SABATO 11.02.23 | 2° incontro

ore 16.00 | TALK | La collezione video della Galleria del Cavallino di Venezia

Relatore: Lisa Parolo, AU di ArchiveOn Srl.

La conferenza, accompagnata da una selezione di video a cura di Lisa Parolo, mette in luce le pratiche artistiche e sperimentali di alcuni degli artisti più vicini alla Galleria del Cavallino che negli anni Settanta hanno collaborato con Paolo e Gabriella Cardazzo alle attività promosse dell’omonimo centro di produzione di videoarte (dal 1974 al 1980 circa). Intervengono: Lisa Parolo, Maurizio Camerani, Massimo Marchetti.

 

SABATO 18.02.23 | 3° incontro

ore 16.00 | TALK | Il Festival Internazionale di videoarte Over The Real

Relatore: Maurizio Marco Tozzi, direttore di Over The Real (Lucca)

La conferenza vuole essere una riflessione sulle Nuove Poetiche Digitali e di come la continua evoluzione tecnologica ha contribuito alla nascita di nuovi scenari nel campo del linguaggio audiovisivo. Intervengono: Maurizio Marco Tozzi, Massimo Marchetti, Maurizio Camerani.

Informnazioni utili

Video-Setting è un progetto di zanzara arte contemporanea
Date incontri fase 1: 28.01.23 (h17)– 11.02.23 (h16) – 18.02.23 (h16)
Date mostra fase 1: 28.01.23 al 18.02.23|giovedì h10-13/venerdì e sabato h15-18.
Luogo: zanzara arte contemporanea | via del Podestà 11/11A e 14A Ferrara

contatti
email  info@zanzaraartecontemporanea.it  
sito     www.zanzaraartecontemporanea.it
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ufficio stampa
email  press@zanzaraartecontemporanea.it

+39 3334573298/+39 3333942252

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Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “Periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

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Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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