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da: ufficio stampa A.N.B.I.

ANBI: LA LOMBARDIA E’ LA PRIMA REGIONE A PREPARARSI ALL’EMERGENZA IDRICA
Il 60% di acqua in meno della media decennale nei grandi laghi lombardi, un manto nevoso di gran lunga inferiore a quello abituale: sono questi i dati più significativi, che indicano la gravità della situazione idrica della Lombardia, caratterizzata da una stagione autunno- invernale con alvei e fontanili carenti d’acqua, falde acquifere molto basse e terreni secchi. Di fronte a questa situazione, Regione Lombardia ha istituito un tavolo di concertazione con tutti gli enti ed i portatori d’interesse: amministrazioni provinciali, organizzazioni professionali agricole, consorzi regolatori dei laghi, A.I.Po, ANBI Lombardia, aziende idroelettriche.
In discussione ci sono temi che, stanti le attuali condizioni meteo, diventeranno di prossima attualità in numerose regioni, soprattutto nel Nord Italia: una maggiore flessibilità del Deflusso Minimo Vitale (D.M.V.), una gestione coordinata dei bacini idrici e degli invasi, un uso oculato della risorsa idrica.
Le riserve idriche in Lombardia sono costituite principalmente da 5 laghi (Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d’Idro, Lago di Garda e Lago d’Iseo) e dalle dighe (invasi artificiali a monte dei suddetti laghi) e in parte, nella stagione primaverile/estiva, dall’apporto d’acqua di scioglimento del manto nevoso montano.
Il quadro meteoclimatico attuale vede il Nord Italia in una fase di siccità critica, che perdura ormai da diversi mesi e che comporta un costante prosciugamento delle riserve idriche. Tutti i laghi lombardi, il cui apporto idrico è determinante per l’intera Pianura Padana, si trovano in forte deficit idrico, registrando una disponibilità d’acqua inferiore del 50% rispetto alla media annua di riferimento.
Tale carenza idrica lacustre è dovuta principalmente allo scarso afflusso di acqua dai fiumi immissari, le cui portate sono prive di significativi apporti d’acqua piovana. Essa viene inoltre acuita dall’aumento dei prelievi di acqua a monte per il riempimento degli invasi artificiali a fini idroelettrici: a scopo preventivo, infatti, gli enti gestori degli impianti idroelettrici stanno aumentando le riserve d’acqua nel caso, in cui la situazione meteoclimatica perduri a lungo e non vi siano altri apporti idrici disponibili. A tal proposito si registra un aumento del 38% del volume d’acqua presente negli invasi del bacino dell’Adda rispetto alla media annua di riferimento (media del periodo 2006-2014) e del 12,4% per il bacino dell’Oglio.
Altra situazione critica che contribuisce a peggiorare lo scenario delle disponibilità idriche primaverili/estive è la scarsa copertura nevosa, che si registra su Alpi e Prealpi. Il contributo idrico di questa poca neve sarà in primavera assai modesto, tanto che l’indice SWE (Snow Water Equivalent), che definisce la quantità di acqua, che si otterrebbe, sciogliendo gli accumuli nevosi presenti, assume valori praticamente nulli su tutto il territorio lombardo.
“A fronte di quanto sta già registrandosi, non posso esimermi da esprimere preoccupazione per la situazione, che si sta delineando – ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) – E’ quindi quantomai opportuno ribadire la priorità dell’acqua per uso agricolo dopo quello umano; non siamo noi a richiederlo, è la legge a prevederlo!”

LOMBARDIA – CRISI IDRICA: LA REGIONE HA FATTO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
E’ stato convocato, dalla Regione Lombardia, un incontro per valutare in modo congiunto lo stato delle attuali disponibilità idriche in Lombardia alla luce delle particolari condizioni climatiche, che stanno caratterizzando la stagione, più critica anche di quella, particolarmente siccitosa, registrata nel 2007. La riunione, cui sono stati invitati i rappresentanti delle Istituzioni, le Organizzazioni Professionali Agricole, i Consorzi di bonifica e di irrigazione, gli operatori delle società energetiche, ha rappresentato un’occasione di riflessione sulla preoccupante mancanza di precipitazioni dei mesi più recenti e che rischia di incidere profondamente sull’andamento della stagione irrigua, nonchè sui delicati equilibri ambientali: gli enti regol! atori dei livelli lacuali saranno così chiamati ad aumentare le riserve idriche, immagazzinando più acqua possibile. Per il Consorzio Ticino (con sede a Milano), che regola il Lago Maggiore, questo potrebbe costituire un problema considerata la necessità di raccordarsi con la Svizzera. Agricoltori e Consorzi di bonifica sono stati invece invitati al risparmio idrico. All’esame è anche una gestione più flessibile del deflusso minimo vitale (DMV), la quantità d’acqua da mantenere per tutelare l’ambiente e le specie, che popolano fiumi e laghi; eventuali deroghe sono già contemplate dal Piano di tutela e uso delle acque della Lombardia, ma possono essere richieste a condizione che venga dichiarato lo stato di emergenza.

ANBI: SICCITA’, “IN CANTINA” LA CULTURA DELL’EMERGENZA IDRICA, SI OPERA IN PREVENZIONE CON LA CABINA DI REGIA
Entro breve sarà istituita la Cabina di Regia nazionale per la gestione delle emergenze idriche: a renderlo noto è stata l’ANBI all’indomani di un incontro con il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, accompagnato dal nuovo Direttore Generale Salvaguardia Territorio ed Acqua, Gaia Checcucci, presente anche il Direttore Generale dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue, Massimo Gargano.
“A prescindere da auspicabili quanto possibili andamenti meteorologici più favorevoli, sono prevedibili situazioni di criticità idrica nei prossimi mesi.” E’ quanto ha affermato con soddisfazione Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, che ha proseguito: “Le piogge di queste settimane stanno migliorando le condizioni ambientali complessive, ristorando le campagne, ma ciò che preoccupa è la scarsità di neve sulle montagne, indispensabile riserva d’acqua per i mesi più caldi. Rendiamo quindi merito alla volontà del Governo di prevenire situazioni d’emergenza, chiamando attorno ad un tavolo tutti i soggetti, portatori d’interesse sulla risorsa idrica. Va infatti ricordato che la gestione di precedenti st! agioni siccitose fu occasione di forti contrasti fra i settori economici, ancorché la normativa preveda, nell’uso dell’acqua, la priorità dell’uso agricolo dopo quello umano.”
Secondo ANBI, è proprio nelle situazioni di criticità che si evidenzia la necessità di un Piano Nazionale degli Invasi, soprattutto al Nord, strutturalmente impreparato di fronte ai cambiamenti climatici, perché più abituato al regolare andamento pluviometrico delle stagioni. Per quanto riguarda l’irrigazione, il contrasto maggiore emerge sulle tempistiche dei rilasci idrici dagli invasi montani settentrionali, perlopiù deputati all’utilizzo idroelettrico: il “made in Italy” agroalimentare ha bisogno di acqua soprattutto nella stagione primaverile e ad inizio estate, mentre le maggiori richieste di energia elettrica si concentrano nelle settimane più calde dell’anno. Per quanto riguarda i grandi laghi, invece, pur nel rispetto delle compatibilità ambientali, i contrasti insorgono sulle altezze idrometriche, funzionali all’economia turistica sviluppatasi nei centri costieri.
“L’opportuna iniziativa del Ministro dell’Ambiente Galletti, cui va il nostro ringraziamento, favorirà il preventivo riequilibrio fra i legittimi interessi di ciascun settore, evitando controproducenti “guerre dell’acqua”. Per quanto ci riguarda – ha concluso il Presidente ANBI – da tempo siamo impegnati nell’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica in agricoltura, di cui lo sviluppo del sistema esperto irriguo Irriframe è una testimonianza concreta, riconosciuta a livello internazionale. Non solo: in questo momento, ad esempio, è il Consorzio C.E.R. – Canale Emiliano Romagnolo a fornire acqua per gli usi idropotabili dalla diga di Ridracoli.”

VINCENZI: “SALVAGUARDIAMO GLI ECOSISTEMI, MA I TERMINI DEL MINIMO DEFLUSSO VITALE NON POSSONO ESSERE UN TABU ”
“E’ quanto mai opportuna l’urgente attivazione del Tavolo di Concertazione nazionale sull’emergenza idrica, condiviso con il Ministero dell’Ambiente.” A chiederlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
I dati, analizzati dall’ANBI, disegnano una situazione di grave criticità soprattutto nell’Italia Occidentale, dove le riserve idriche dei grandi bacini lacustri sono inferiori di oltre il 40% a quelle registrate nella più recente siccità, quella del 2007; decisamente meno allarmante è la situazione negli invasi centro meridionali, interessanti i Consorzi di bonifica, dove i livelli si mantengono indicativamente sui livelli dello scorso anno. Oltre al dato contingente, nell’Italia settentrionale (segnali di perdurante siccità si registrano anche nel NordEst del Paese) a preoccupare è soprattutto la prospettiva per l’insufficiente presenza di manto nevoso che, salvo radicali novità meteo, non garantirà i consu! eti afflussi idrici nei prossimi mesi, determinanti per i raccolti agricoli ed in particolare per quei prodotti di qualità, da cui dipende l’84% del “made in Italy” agroalimentare. Per questo, ad iniziare dalla Regione Lombardia, si stanno convocando riunioni in sede locale per affrontare tempestivamente un’emergenza, che pare inevitabile.
“E’ una fase molto delicata di un confronto appena avviato, ma ricco di problematiche, giacchè molti sono gli interessi, che gravitano sulla risorsa acqua. Per questo – ha concluso il Presidente ANBI – va ricordato che la legge prevede la priorità dell’uso agricolo, cioè alimentare, dopo quello umano, cioè per dissetare; in questo quadro, nel rispetto dell’ecosistema, chiediamo pertanto la disponibilità a ridiscutere i termini del minimo deflusso vitale nei corsi d’acqua per evitare rischi di desertificazione del territorio con gravi ricadute sull’economia agricola e sull’equilibrio ambientale. L’agricoltura, infatti, utilizza, ma non consuma l’acqua, restituendola integra al territorio.”

UMBRIA – FIUME NERA: SICUREZZA CONTINUA
Si è tenuta a Terni, per iniziativa del Consorzio di bonifica Tevere Nera (con sede nella città), la posa della struttura metallica, deputata a trattenere i corpi galleggianti (tronchi ed altro), trasportati dal fiume Nera in occasione di piene aventi “tempo di ritorno” duecentennale; è stata un’operazione complessa, che ha richiesto l’utilizzo di grandi gru per collocare l’opera idraulica adiacente al ponte della ferrovia Terni – L’Aquila. La struttura fungerà anche da collegamento pedonale tra le due sponde del fiume: un’opportunità fortemente voluto dall’ente consortile a beneficio dei cittadini. C! on quest’opera si vanno a completare alcuni interventi di messa in sicurezza idraulica nel centro di Terni; importo complessivo: oltre tre milioni e centomila euro.

TOSCANA – TALVOLTA PIOVE … E ANCHE MOLTO
A seguito delle copiose precipitazioni sul versante pistoiese del bacino del torrente Ombrone, si è attivato l’impianto idrovoro di sollevamento di Castelletti (in gestione al Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, con sede a Firenze) amministrativamente ricadente nel comune di Signa, ma sostanzialmente a servizio della piana di Prato. L’impianto è composto da 5 pompe idrovore per un totale massimo di sollevamento di 13 metri cubi di acqua al secondo; recentemente è stato oggetto di ampliamento e potenziamento degli impianti elettrici, di pompaggio e di controllo. Passata l’ondata di piena dell’Ombrone, le idrovore hanno continuato a pompare acqua per drenare la ret! e di canalizzazione di bonifica, facente capo ai torrenti Vingone e Bandita, spengendosi poi gradualmente. Tutte le operazioni sono state gestite in automatico dal programma di gestione riservato e telecontrollato dal personale tecnico consortile. L’entrata in funzione dell’impianto di Castelletti ricorda quanto sia importante tenere sotto controllo il sistema di drenaggio della piana nei comuni di Prato, Signa e Campi non solo per la difesa del territorio e delle tante attività produttive lì presenti, ma anche per la tranquillità degli abitanti della zona.

EMILIA-ROMAGNA – TERREMOTO 2012: SI RIPARANO ANCORA DANNI
L’assenza di piogge invernali consente al Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) la progressiva attuazione del programma di manutenzione straordinaria delle strutture del sistema di scolo artificiale della pianura bolognese. A Malalbergo, infatti, sta procedendo velocemente il cantiere per il risanamento della sottobotte denominata Tombe- Navile: la volta, in conseguenza delle scosse sismiche del 2012, era fessurata e presentava infiltrazioni, che ne stavano minacciando la stabilità e la funzione idraulica. Entro la primavera, questo delicato intervento di ristrutturazione del manufatto sarà completato grazie nell’ambito delle misure per l’indennizzo dei danni da sisma. Allo stesso programma di lavori appartiene anche l’intervento appena chiuso dall’ente consortile a Galliera: si tratta dell’opera di riparazione dei danni da sisma e di manutenzione straordinaria dell’impianto idrovoro Madonna a contrasto dei potenziali allagamenti di questa zona. L’impianto, realizzato nel 1962 e dotato di 3 pompe idrauliche di sollevamento, in caso di piena è in grado di sollevare fino a 5,1 metri cubi d’acqua al secondo, presidiando così la sicurezza idraulica di ben 1.384 ettari di pianura. L’investimento per la manutenzione straordinaria dell’impianto è stato finanziato dalla Regione Emilia-Romagna sempre grazie alle risorse straordinarie destinate alla riparazione dei danni causati dal sisma 2012.

VINCENZI: “BENE LA SCELTA GOVERNO A SOSTEGNO DEL MADE IN ITALY. ORA ASPETTIAMO IL RIAVVIO DEL PIANO IRRIGUO NAZIONALE”
“La trasformazione del Ministero dell’Agricoltura in Ministero dell’Agroalimentare indica l’importanza assunta da un settore, che fattura 135 miliardi all’anno e di cui l’irrigazione è indispensabile elemento primario. Non possiamo che essere lieti della scelta operata dal Governo, che avvalora il ruolo e la funzione a servizio del settore primario, svolti dai Consorzi di bonifica.” E’ stato questo il commento di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi per la Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, all’imminente nascita del rinnovato ministero, annunciata dal premier, Matteo Renzi.
“Il buon esito di Expo Milano ha confermato due fattori: il successo dell’agroalimentare italiano nel mondo, dove è immagine dell’intero Paese e l’indispensabilità della disponibilità idrica per la qualità dei prodotti: basti pensare che l’84% del made in Italy agroalimentare, divenuto il secondo comparto manifatturiero, dipende dalla disponibilità d’acqua, trasportata da circa centotrentacinquemila chilometri di canali e condotte tubate, che servono oltre tre milioni e trecentosessantacinquemila ettari. Auspichiamo che il dichiarato indirizzo sotteso alla scelta del Governo sia di stimolo all’indispensabile riavvio del Piano Irriguo Nazionale, perché! senz’acqua non può esserci agricoltura di qualità.”

CALABRIA – UN BILANCIO DI PREVISIONE AL PASSO CON I TEMPI E CON LA LEGISLAZIONE
La Struttura di Controllo sugli Atti dei Consorzi di Bonifica, istituita presso la Regione Calabria, ha dato il nullaosta al Bilancio di Previsione 2016 del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese (con sede a Catanzaro). Il documento contabile possiede tutti i canoni di una chiara lettura, facilmente comprensibile e fa proprio quel “furore di trasparenza”, cui l’ente consortile sta ottemperando. Dal Bilancio emergono le direttici, lungo le quali si svilupperà l’azione di gestione dell’ente consortile in questo 2016: la prima riguarda il perseguimento di economie e risparmi; la seconda è tesa a migliorare i servizi resi al vasto bacino di utenza, nonché ad accelerare l’incremento qualitativo e quantitativo degli interventi di manutenzione e di adeguamento della rete irrigua e delle opere idrauliche. L’obbiettivo ravvicinato, è il completamento delle infrastrutture irrigue e di bonifica, di cui il territorio necessita e a tale proposito sono stati approvati, unitamente al Bilancio, il programma annuale e triennale delle opere pubbliche di bonifica e irrigazione. Tra le opere infrastrutturali vanno ricordate l’ammodernamento dell’impianto irriguo Copanello, l’installazione di apparecchi di erogazione automatica in vari comprensori irrigui, diversi lavori di mitigazione del rischio idrogeologico, interventi su vasta scala di manutenzione delle reti di colo e di bonifica, l’ammodernamento di impianti irrigui.

LOMBARDIA – PIU’ ATTENZIONE AL TERRITORIO
Ammonta ad oltre quattrocentoquarantamila euro di interventi e prevede opere strategiche per un territorio, che conta ben 53.000 ettari di pianura, circondati dalle acque: il Piano delle opere del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po (con sede a Mantova) è stato approvato assieme al Bilancio di Previsione 2016; interessa un’area nevralgica (importanti centri come Suzzara, Quistello e Guastalla per un totale di 21 comuni tra Mantova e Reggio Emilia), attraversata dall’autostrada del Brennero, dove l’economia ruota attorno all’industria assieme all’agricoltura D.O.C. (dal Parmigiano Reggiano al Lambrusco mantovano, dalla zootecnia specializzata all’orticoltura con meloni e zucche).
Le spese più importanti riguardano gli interventi sui canali: si tratta della ripresa delle frane nei comuni di Quistello, Schivenoglia, Borgofranco, Pieve di Coriano, Sermide (150.000 euro da Regione Lombardia er avversità 2012); altri 120.000 euro saranno impiegati per la ripresa delle frane nei comuni di San Benedetto Po, Pegognaga, Quistello (fondi da Regione Lombardia per avversità2013); 100.000 euro saranno impiegati per il rifacimento dei ponti sul Cavo Zenzalino nel comune di Guastalla (fondi Regione Emilia Romagna); è inoltre previsto il ripristino dei danni generati dalla piena di Po nei comuni di San Benedetto Po, Quingentole, Revere (fondi Regione Lombardia).
Si deve aggiungere l’inizio delle lavorazioni per la costruzione della nuova controchiavica di Agro Mantovano – Reggiano (finanziamento da parte del Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Regione Lombardia); l’opera ha un importo complessivo di € 7.800.000,00.

VENETO – E’ PARTITO IL PROGETTO SCOLASTICO “ACQUA, AMBIENTE E TERRITORIO”
Si chiama “Acqua, ambiente e territorio. Alla scoperta del meraviglioso mondo dell’acqua”, il percorso didattico-creativo, ideato da ANBI Veneto e che coinvolgerà circa quattrocento studenti in tutta la regione; le classi terza e quarta della scuola primaria statale di Cellore di Illasi hanno ospitato l’inaugurazione del progetto con la prima lezione dell’anno.
Il programma scolastico 2015/2016 interesserà 10 Istituti Comprensivi del Veneto, uno per ogni comprensorio consortile. I ragazzi realizzeranno materiale riguardante tematiche di assoluta attualità come la sicurezza idraulica, l’irrigazione e le innovazioni tecnologiche consortili in campo ambientale.
Agli alunni è stato consegnato il “Diario di Alex e Flora – Alla scoperta del meraviglioso mondo dell’acqua”: un supporto didattico (protagoniste le 2 mascotte del progetto) per aiutare gli insegnanti a sviluppare le tematiche scelte. A conclusione del progetto, i partecipanti saranno protagonisti di un grande evento finale, che si terrà nel mese di Maggio, in occasione della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione.

Per maggiori approfondimenti www.anbi.it

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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