12 Aprile 2021

Vecchia Emilia chitarra nera

Radio Strike

Tempo di lettura: 4 minuti

Tante cose accadono in una settimana, tante altre ne accadranno.
Per com’è andata quella appena finita: io ho paura, paurissima, anche più del solito.
Un uomo saggio una volta ha detto che “la paura è la miglior amica dell’uomo” e ìo sono sempre stato d’accordo con lui ma un altro uomo saggio una volta ha detto “non voglio più amici, voglio solo nemici e basta alle vostre bugie, bugiEAH”.
Inizio paurosamente a essere d’accordo pure con lui.
Pensando alla settimana appena trascorsa potrei anche ridere e anche forte.
Nell’ordine: Mario Draghi ha pronunciato la parola “coscienza” (Mario Draghi!), Ursula Von Der Leyen si è dovuta sedere su un divano, il Principe Filippo se n’è andato (con lui se ne va anche il suo immenso talento comico, volontario o meno) e ultima – ma non meno importante – è tornato Vasco Brondi o almeno: io ho scoperto, forse in colpevole ritardo, che è tornato.
Non sono mai stato un fan di questo semi-eroe locale/nazionale, le cose che propone non sono esattamente la mia tazza di te.
Non capisco nemmeno il 99% dei cantautori italiani “classici”, figuriamoci se capisco la scarnificazione totale dei già troppo – musicalmente – scarnissimi cantautori italiani.
Quando anni fa era esploso il noto cantautore Calcutta, mi era sembrato di cogliere una sua vaga vena polemica nei confronti della “storica” posizione “di rilievo” della regione Emilia Romagna all’interno della produzione musicale italiana.
Mi sembrava di cogliere questa cosa da una sua intervista ma boh, chi lo sa, magari ero ubriaco o avevo semplicemente letto male.
Mi ricordo però che mi ero ritrovato a pensare al povero Vasco Brondi.
Avevo immaginato che – causa onda lunga di queste “nuove leve” – in breve tempo, il Vasco provinciale si sarebbe ritrovato soppiantato irrimediabilmente.
Disperso in un limbo tipo “troppo vecchio per la nuova scena indie-o-itpop-o-come-si-chiama-adesso/troppo alternativ* per Sanremo”.
Confesso che in impeto di bontà mi ero quasi sentito dispiaciuto per lui.
Questa mia bontà è però sparita – vanificando anni di sforzi – la scorsa settimana, circa al primo minuto di ascolto accidentale della sua nuova hit, l’ormai celebre “Chitarra nera”.
Durante quel primo minuto ho provato esattamente le stesse sensazioni di quel lontano 2008, anno in cui questo eroe indie a km zero era letteralmente ovunque e – soprattutto a Ferrara – con quei suoi soliti accordi zappati sulla chitarra e quel perpetuo recitato ansiogeno/apparentemente ricercato/con velleità letterarie, appestava l’aria della città estense peggio di quella “centrale elettrica” che l’aveva ispirato.
Quelle sensazioni – purtroppo – erano: dio, questo mi fa venir voglia di ammazzarlo con una bottiglia rotta, proprio come voleva fare quell’altro baffone ai tempi con James Taylor.
Quindi mi rendo conto perfettamente che ero e sono ancora cattivo.
Ma in realtà no, col tempo avevo provato a capire e a contestualizzare.
Avevo quasi rispettato, negli anni successivi, quei suoi timidi tentativi di evolversi almeno un minimo da quella roba lì che secondo alcuni era “il suo stile” ma per me era la bestemmia delle bestemmie: la sciatteria più insensata spacciata per “attitudine punk” per di più con quel piglio da frase sulla Smemoranda di uno che però LEGGE MOLTO E LEGGE BENE.
Ordunque ora mi chiedo: ma perché – dopo quei timidi tentativi di rimescolare le carte – uscirsene fuori così, con una roba del genere, così imbarazzantemente 2008, nell’anno del Signore 2021?
E mi chiedo poi: ma perché la gente ancora abbocca?
È forse perché in Italia, come sempre e da sempre, l’ipotetico ascoltatore medio tende sempre a farsi abbindolare più dalle parole che dalla musica?
E a proposito, mi chiedo: ma perché un testo del genere?
Ferrara è una città piccola dove tutti sanno tutto e quella lunga colata di parole sarebbe comprensibile persino da Mons. Negri anche se non abita più a Ferrara da anni e anzi, secondo me gli fischiano pure le orecchie perché ha abitato a Ferrara abbastanza e penso che in queste settimane si gli sia venuta una certa insonnia.
Dunque ancora: perché?
Sig. Vasco Brondi, perché?
Perché hai scaraventato me – e tanti altri perché so per certo che non sono da solo – in quel lontano 2008?
L’hai forse fatto per farci dimenticare il maggior caos in cui si sguazza in questi ruggenti anni ’20?
Se sì: grazie per il pensiero ma non serviva.
E ad ogni modo non funziona.
Mario Draghi è ancora qua, con quella sua epidermide così peculiare.
Sarebbe davvero bello se tu, Vasco Brondi, riuscissi a riportarci tutti a quel 2008 in cui la parola “retromania” era quasi sconosciuta nel nostro bel Paese.
Ma non penso sia fattibile.
Ad ogni modo buona fortuna.
È comunque divertente rendersi conto che – proprio come in quel 2008 – il concetto di fastidioso e sciatto rumore inascoltabile continui a non includere voi noiosi cantautori per la maggior parte delle persone.
Il rumore inascoltabile è e sarà sempre la roba che ascoltiamo noi che veniamo guardati storti perché mettiamo su i Throbbing Gristle o i Mars mentre beviamo il primo caffè al mattino, va benissimo così perché ormai siamo abituati
Tutto questo poi mi fa quasi sentire meno anni sul groppone, proprio come quella volta di tanti anni fa, quando un altro cantautore mi chiese di togliere i Flipper perché “troppo rumorosi per le ore 3 e 40 circa del mattino”.
Ma vabbè, non possono perseverare solo gli altri quindi anch’io rimango qui a perseverare e a urlare “Flipper” per strada e a caso, proprio come nel 2008.
Brindo allora a te, Vasco Brondi e anche al mondo intero con un bel bicchierino di Vecchia Emilia – Chitarra Nera perché è così che va il mondo, proprio come dicevano i Flipper.
Buona settimana a tutti e cordiali saluti.

Way of the world (Flipper, 1982)



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Radio Strike

Radio Strike

Ti potrebbe interessare:

  • Vite di carta /
    Donne: ne uccide e ne salva più la lingua

  • Parole e figure / Parole e ali, Strenne Natalizie 1

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013