Tag: movimento per l’acqua

UNA BOCCATA DI OSSIGENO PER L’ACQUA PUBBLICA
Il governo boccia il blitz privatista dell’Emilia Romagna

 

IL GOVERNO CENTRALE IMPUGNA LA LEGGE REGIONALE SULLA PROROGA
DEGLI AFFIDAMENTI DEL SERVIZIO IDRICO.
RICONOSCIUTE LE RAGIONI DELLA NOSTRA BATTAGLIA

Il Coordinamento regionale comitati acqua pubblica e la Rete per l’Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna esprimono grande soddisfazione per la decisione del governo di impugnare le legge regionale Emilia-Romagna davanti alla Corte Costituzionale, legge che, tra gli altri provvedimenti, aveva prorogato le scadenze degli affidamenti del servizio idrico in regione fino alla fine del 2027.

In attesa di poter leggere meglio il dispositivo predisposto dal governo, riteniamo importante che il governo, come sostenuto da noi sin dal momento dell’approvazione della legge regionale, abbia riconosciuto come essa si ponga in contrasto con le norme del codice ambientale e rappresenti una violazione della potestà legislativa nazionale.

A fronte di questo pronunciamento, sarebbe utile che l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna facesse un passo indietro, abrogando ilcomitatiprovvedimento di proroga degli affidamenti del servizio idrico, e aprisse una grande discussione nella società e nella politica sul futuro del servizio idrico in regione. E che lo facesse assumendo come riferimenti ineludibili il rispetto dell’esito dei referendum sull’acqua del 2011 e la possibilità di arrivare alla ripubblicizzazione del servizio idrico, a partire da Bologna dove la concessione a Hera scade nei prossimi giorni.

Per parte nostra, continueremo ad insistere per realizzare queste prospettive, con le nostre proposte e, quando necessario, con la mobilitazione. Per affermare l’idea che l’ acqua è bene comune, diritto umano universale e che solo una reale gestione pubblica e partecipata può garantire questi principi, consapevoli che ciò continua a rappresentare un grande valore e anche un contributo per realizzare un modello sociale e produttivo più giusto e inclusivo.

COORDINAMENTO REGIONALE COMITATI ACQUA PUBBLICA

O LA BORSA O LA VITA
Acqua Bene Comune VS Privatizzazione e Speculazione Finanziaria

 

Le ricorrenze rischiano sempre di diventare momenti celebrativi oppure di portare a ragionamenti scontati. Non fa certo eccezione la Giornata Mondiale dell’ Acqua ta  , che, da lungo tempo, è proposta per oggi 22 marzo: è facile aspettarsi proclami più o meno dotti sull’importanza dell’acqua come risorsa essenziale per la vita, sulle minacce cui essa è esposta dal cambiamento climatico e anche appelli perché se ne faccia un uso responsabile e sostenibile.
Per fortuna, però, c’è anche chi non si incammina su questa strada, come il Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, che ha scelto di “dedicare” questa scadenza ad una brutta vicenda, ma che rende bene l’idea del punto al quale siamo arrivati.
Mi riferisco al fatto che, per la prima volta nella storia – il 7 dicembre 2020 – è stato costruito un contratto “future” sull’acqua alla Borsa Merci di Chicago, una delle piazze finanziarie più importanti al mondo. Con tale scelta, si arriva ad un vero e proprio salto di qualità: non solo l’acqua è completamente mercificata, ma ora si può tranquillamente trattarla come base per la speculazione finanziaria.

Questa, infatti, è oggi la natura dei contratti futures scambiati in Borsa. Ma cosa sono essi esattamente? I futures, in realtà, non sono nient’altro che contratti derivati che impegnano due parti (un acquirente e un venditore) a effettuare una compravendita di una merce o di un titolo ( il cosiddetto sottostante) ad una certa data e ad un determinato prezzo.
L’esempio più classico è quello dell’agricoltore che vende una certa quantità di grano al mugnaio a un prezzo definito oggi per una consegna spostata nel tempo ( 1 quintale di grano al prezzo di 100 $ scambiati tra sei mesi). Inizialmente, dunque, quando nascono, a metà dell’ ‘800, i futures svolgono una funzione assicurativa: al di là di come andrà il raccolto del grano, il compratore e il venditore sanno che si scambieranno il grano a quell’epoca e a quel prezzo, ovviamente mettendo in conto le possibili perdite o guadagni, ma avendo entrambi quella certezza.
Nel corso del tempo, però, da quando è diventato abituale collocare e scambiare i futures in Borsa, essi possono essere venduti o comprati in qualunque momento, senza aspettare la scadenza prefissata, e al prezzo esistente in quel momento.
Non si negoziano più i futures per avere quella merce a quel prezzo alla data prefissata, ma diventano uno strumento speculativo: compro un contratto futures con il prezzo del grano a 100 $ a sei mesi, ma se dopo 2 giorni il prezzo del grano sale a 105 $ , rivendo il mio future, lucrando sulla differenza del prezzo.
Di fatto, si compiono vere e proprie scommesse sull’andamento del prezzo della merce, tant’è che meno del 2% dei contratti futures negoziati arrivano alla scadenza definita. Siamo alla finanza-casinò, quella che ha contraddistinto l’attività finanziaria negli ultimi decenni, guidata dall’imperativo di fare i soldi con i soldi ( e molto spesso, con quelli degli altri), che peraltro ha fortemente contribuito alla crisi del 2008 e degli anni successivi.

Ora, al di là del fatto che il future sull’acqua originato alla Borsa di Chicago è ancora più complesso di come l’ho descritto, rimane il dato di fondo che l’acqua è entrata nel vortice della finanza speculativa. E, purtroppo, non appare come un fatto episodico, ma una realtà costruita da un elemento strutturale, come hanno ricordato i dirigenti di CME Group che hanno dato vita al future sull’acqua, e cioè che, a causa del cambiamento climatico, dell’aumento della popolazione, del peggioramento qualitativo dell’acqua, essa è destinata a diventare bene sempre più scarso e soggetto all’accapparamento, per cui inevitabilmente essa non può che essere governata dalla logica del mercato, della domanda e dell’offerta per fissarne il prezzo e, infine, come tutte le merci, anche ai processi speculativi.

Non solo è sacrosanta l’indignazione per questa deriva, che va in direzione opposta all’idea che l’acqua sia un bene comune e il suo accesso deve essere garantito a tutti, come diritto umano universale, sancito dalle stesse prese di posizione dell’ONU, ma occorre anche costruire un’iniziativa adeguata per contrastarla.
Lo si sta facendo a livello internazionale. E in Italia 
lo si è fatto nei giorni passati, con la petizione promossa dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, che in poco tempo ha raccolto oltre 43.000 firme [firma anche tu Qui]  e che abbiamo chiesto di presentarla oggi al Presidente del Consiglio e ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato. Nella stessa direzione andrebbe anche l’approvazione della legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico, elaborata a suo tempo sempre dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, ferma dall’inizio della legislatura alla Commissione Ambiente della Camera e che l’attuale maggioranza di governo non sembra lontanamente aver l’intenzione di discutere, così come la riscrittura della parte del Recovery Plan in tema di tutela del territorio e dell’ acqua, dotato, nell’ultima versione conosciuta, di risorse insufficienti, mal indirizzate e, ancor più, ispirato da una logica di ulteriore privatizzazione del servizio idrico, in particolare nel Mezzogiorno.
E ancora: occorre bloccare l’improvvida  intenzione avanzata da alcuni Comuni (Firenze, Assisi e Ferrara), con il sostegno del Ministero degli Esteri, di candidare il nostro Paese a ospitare nel 2024 il Forum Mondiale dell’Acqua, scadenza espressione del pensiero mercatista delle grandi aziende multinazionali che gestiscono il servizio idrico.

Realizzare ora gli obiettivi sopra indicati assume grande valore, a maggior ragione ora che stiamo avvicinandoci al decennale dei referendum sull’acqua e sul nucleare svoltisi il 12 e 13 giugno 2011.
Si tratta di una una scadenza importante, non per farne l’ennesimo appuntamento celebrativo, ma per rimarcare che la maggioranza assoluta dei cittadini italiani si sono espressi in modo chiaro e preciso e che quell’esito è stato largamente disatteso e contraddetto.
Intendiamoci: non che quel risultato non sia servito, visto che senza quel pronunciamento il servizio idrico sarebbe stato totalmente privatizzato entro la fine del 2011, Nello stesso tempo, però, abbiamo presente che, non solo non è stata attuata la ripubblicizzazione del servizio idrico, ma, sia pure in modo più strisciante, la privatizzazione è andata avanti comunque e, con la complicità dell’Agenzia regolatoria nazionale che ha compiuto un’operazione degna delle ‘tre carte’, è rimasto il profitto garantito nelle tariffe.
Di fatto, siamo di fronte ad un attacco deliberato alla democrazia, con l’intento – purtroppo in gran parte riuscito – di diffondere sfiducia e rassegnazione nei confronti della mobilitazione collettiva. In ogni caso, il movimento per l’acqua pubblica continuerà la propria iniziativa. Sappiamo che stiamo parlando del futuro, che i processi in corso, a partire dal cambiamento climatico e dalla stessa pandemia, ci consegnano l’alternativa tra la Borsa e la vita, tra i Beni Comuni e la mercificazione e finanziarizzazione degli stessi, tra la cura e il profitto. Non penso ci siano dubbi da che parte stare.

Partecipa al webinar su zoom “il futuro dell’acqua in borsa”, oggi, lunedì 22 marzo, alle ore 18,30 [clicca Qui] 

NO Al FORUM MONDIALE DELL’ACQUA A FERRARA
Sbagliata e grave la candidatura del Comune di Ferrara

Da: COMITATO ACQUA PUBBLICA FERRARA e GRUPPO BLU FERRARA

Abbiamo appreso con stupore e rammarico che il sindaco Alan Fabbri ha annunciato che il Comune di Ferrara ha aderito al Comitato promotore nazionale per candidare il nostro Paese a ospitare il Forum Mondiale dell’Acqua nel 2024 e a indicare la nostra città per svolgere un ruolo importante per quell’evento.
Ci teniamo a evidenziare che, a dispetto del nome, il Forum Mondiale dell’Acqua (WWF – World Water Forum) creato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua è una sede cui i Governi sono chiamati a partecipare e a discutere sotto l’egida delle più grandi multinazionali del settore, che tentano di ottenere il via libera alla definitiva mercificazione del diritto all’accesso all’acqua e la definitiva privatizzazione dei servizi idrici integrati.
Da sempre i movimenti mondiali per l’acqua – e quello italiano tra loro- contestano la legittimità del Forum Mondiale dell’Acqua, peraltro definito nel 2009 dal Presidente dell’Assemblea dell’ONU, Miguel D’Escoto Brockmann come profondamente influenzato dalle società idriche private e strutturato in modo da precludere ogni possibilità che i principi relativi al riconoscimento del diritto all’accesso all’acqua e la tutela di questo bene siano le priorità della propria iniziativa.

Anzichè accodarsi alle schiere dei privatizzatori del servizio idrico e delle grandi aziende multinazionali che ne sono le principali protagoniste, avremmo voluto che il sindaco della nostra città si fosse pronunciato contro la quotazione in Borsa dell’acqua nelle Borse di Chicago e Wall Street, avvenuto alla fine dell’anno scorso, che segna non solo la totale mercificazioe dell’acqua, ma anche il fatto che su di essa si possa tranquillamente speculare.
Oppure ricordare che, sempre nel 2024, scade nel territorio ferrarese la concessione del servizio idrico a Hera, azienda quotata in Borsa e ispirata da una logica privatistica, e che dunque è possibile passare ad una gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, dando attuazione ai referendum sull’acqua del 2011.
Confidiamo comunque che il sindaco si esprima su questi punti e, per parte nostra, continueremo a batterci perché il nostro Paese non ospiti nel 2024 il Forum Mondiale dell’Acqua e per salvaguardare la risorsa acqua come bene comune e per ripubblicizzare il servizio idrico.

COMITATO ACQUA PUBBLICA FERRARA
GRUPPO BLU FERRARA

Nasce a Ferrara il “Gruppo Blu”
per la tutela del patrimonio idrico locale

 

Da: RETE DI GIUSTIZIA CLIMATICA – FERRARA

Nel pomeriggio di domenica 7 febbraio, un gruppo di cittadini ambientalisti si è dato appuntamento sul fiume Po di Volano, a bordo del Battello Lupo, per costituire il Gruppo Blu: una nuova realtà espressa dalla Rete Giustizia Climatica di Ferrara, che pone come sua finalità la tutela dell’acqua, intesa come habitat prezioso di specie animali e vegetali, nonché risorsa per le attività umane.

Chi frequenta i corsi d’acqua della nostra provincia, che vanta un patrimonio fluviale di oltre 3000 km di estensione, di cui 220 km di fiumi navigabili, sa quanto essi siano sconosciuti e ignorati dai suoi abitanti. Mentre nelle città europee i fiumi e i loro argini sono vissuti come vie d’acqua, percorsi naturalistici, ciclovie o ippovie dedicate al turismo lento, i ferraresi restano distanti da essi, non apprezzandone il valore.
Durante l’incontro è stato introdotto il tema della ripubblicizzazione dell’acqua potabile, con l’intenzione di mantenere i necessari collegamenti con le iniziative locali e nazionali: infatti nel 2024 scadrà la concessione per il servizio idrico dell’ambito territoriale di Ferrara,  ora affidato ad Hera .

Per riportare l’attenzione sul tema delle acque, il Gruppo Blu ha colto l’occasione per navigare a bordo del Battello Lupo, risalendo il Po di Volano sino a percorrere interamente il canale Boicelli.
Durante il tragitto, sono apparse numerose le zone di degrado, segnate da abbandono di rifiuti, scarichi  illeciti, discariche abusive, bivacchi, attività illegali a danno dell’ambiente ed altre attività di microcriminalità. Quasi nessuno è presente, o pratica attività lungo il Volano o il Boicelli. A pochi passi dal centro città è possibile assistere a tutto questo, a comprova del fatto che ciò che non viene reso accessibile, non può essere vissuto e, così, non potendo ricevere adeguata tutela, cade vittima di illegalità e degrado.
Tra le varie argomentazioni dei partecipanti, emerge come la gestione delle vie d’acqua sia caratterizzata da una problematica frammentazione di competenze e da una generale disattenzione nel conformarsi alle buone pratiche, accolte nelle linee guida regionali per la corretta gestione e riqualificazione fluviale. Ciò avviene troppo spesso a discapito dell’habitat, sotto forma di pesanti deforestazioni delle sponde di fiumi e canali e mancato rispetto del minimo deflusso vitale dell’acqua, necessario alla vita acquatica.
Il Gruppo Blu, all’interno della Rete Giustizia Climatica, coltiva concretamente il sogno di riportare il fiume nell’immaginario e nel cuore dei ferraresi: continueranno quindi le azioni di divulgazione ambientale tramite web conference. L’attività proseguirà poi con la creazione di un elenco di stakeholder, includendo enti gestori, Pubbliche Amministrazioni, associazioni e gruppi ambientali che operano sul fiume.

Il fine è quello di arrivare ad un Contratto di Fiume, che regoli i rapporti e definisca le modalità operative di chi interviene e pratica attività sul fiume, il tutto nell’interesse dell’ambiente e della qualità delle acque.

PER INFO E CONTATTI
Georg Sobbe (Nena) 328.2161442rete

L’ACQUA IN BORSA? NO GRAZIE
firma l’appello contro la speculazione sull’acqua bene comune

APPELLO
Quotazione in Borsa dell’acqua: NO grazie

Noi sottoscritte/i ci uniamo alla denuncia del Relatore Speciale dell’ONU sul diritto all’acqua Pedro Arrojo-Agudo che l’11 dicembre scorso ha espresso grave preoccupazione alla notizia che l’acqua, come una qualsiasi altra merce, verrà scambiata nel mercato dei “futures” della Borsa di Wall Street. L’inizio della quotazione dell’acqua segna un prima e un dopo per questo bene indispensabile per la vita sulla Terra.
Si tratta di un passaggio epocale che apre alla speculazione dei grandi capitali e alla emarginazione di territori, popolazioni, piccoli agricoltori e piccole imprese ed è una grave minaccia ai diritti umani fondamentali.
L’acqua è già minacciata dall’incremento demografico, dal crescente consumo ed inquinamento dell’agricoltura su larga scala e della grande industria, dal surriscaldamento globale e dai relativi cambiamenti climatici. E’ una notizia scioccante per noi, criminale perché ucciderà soprattutto gli impoveriti nel mondo.
Secondo l’ONU già oggi un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile e dai tre ai quattro miliardi ne dispongono in quantità insufficiente. Per questo già oggi ben otto milioni di esseri umani all’anno muoiono per malattie legate alla carenza di questo bene così prezioso.
Questa operazione speculativa renderà vana, nei fatti, la fondamentale risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU del 2010 sul diritto universale all’acqua e, nel nostro paese, rappresenterà un ulteriore schiaffo al voto di 27 milioni di cittadine/i italiane/i che nel 2011 si espressero nel referendum dicendo che l’acqua doveva uscire dal mercato e che non si poteva fare profitto su questo bene.
Se oggi l’acqua può essere quotata in Borsa è perché da tempo è stata considerata merce, sottoposta ad una logica di profitto e la sua gestione privatizzata. Per invertire una volta per tutte la rotta, per mettere in sicurezza la risorsa acqua e difendere i diritti fondamentali delle cittadine/i
CHIEDIAMO al Governo italiano di:
• prendere posizione ufficialmente contro la quotazione dell’acqua in borsa;
• approvare la proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” (A. C. n. 52) in discussione presso la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati;
• sottrarre ad ARERA le competenze sul Servizio Idrico e di riportarle al Ministero dell’Ambiente;
• di investire per la riduzione drastica delle perdite nelle reti idriche;
• di salvaguardare il territorio attraverso investimenti contro il dissesto idrogeologico;
• impedire l’accaparramento delle fonti attraverso l’approvazione di concessioni di derivazione che garantiscano il principio di solidarietà e la tutela degli equilibri degli ecosistemi fluviali.
#acquainborsaNOgrazie

Per firmare l’appello, clicca a questo link [Qui]

CONTATORE: alle ore 23,00 del 7 febbraio avevano firmato in 8.703

FORUM ITALIANO MOVIMENTI PER L’ACQUA

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