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Da: Ufficio Stampa
BONDENO (FERRARA), 27-05-’19.
La storia della scuola dell’infanzia “Zucchero filato” si concluderà con la fine dell’anno educativo in corso. Non ci sono le condizioni, a giudizio dell’associazione che gestisce la scuola di Gavello per continuare l’attività. A causa del calo demografico e anche dei conti che, alla luce della diminuzione prevista degli iscritti, non consentiranno di mantenere aperto il plesso. Durante un recente incontro pubblico sul destino della scuola, la referente di “Zucchero Filato”, Federica Scapoli, aveva descritto il calo degli iscritti che rende di fatto insostenibile il prossimo anno educativo in partenza a settembre. «Ci dispiace molto di non poter continuare questa esperienza educativa che ci ha dato molto e ci ha permesso di crescere – spiega a nome dell’associazione “Zucchero Filato”, Federica Scapoli –. Il volontariato riempie la vita, ma quando quest’ultimo diventa un rischio di impresa il discorso cambia. Purtroppo, non esistono più le condizioni per via del numero di iscritti alla scuola e, in queste condizioni, non ce la sentiamo di mettere a rischio le nostre famiglie (di chi sta portando avanti l’attività della scuola; ndr). Il Comune è sempre stato presente e ci ha supportati economicamente, ma gli attuali numeri non ci permettono di guardare avanti. Ci hanno chiesto di tenere duro, ma i numeri non aiutano». Il Comune aveva sempre garantito i finanziamenti rivolti a questa e alle altre scuole materne paritarie, tesi a mantenere calmierate le rette, anche nel primo anno di gestione di “Zucchero Filato”. Durante il quale la mancata parificazione della scuola aveva impedito l’arrivo dei finanziamenti del Miur. L’amministrazione comunale aveva sollecitato, nello scorso mese di aprile, un incontro pubblico per capire le intenzioni della collettività gavellese, da sempre vicina alla propria scuola materna paritaria, sia quando questa era a gestione parrocchiale, sia nella nuova gestione inaugurata appena due anni fa. «Abbiamo detto da subito che se ci fossero state le intenzioni del paese ad andare avanti – spiega l’assessore alla scuola, Francesca Aria Poltronieri – con le forze necessarie a mantenere aperta la scuola, noi ci saremmo stati, anche in termini di contributi. Tenendo presente, tuttavia, che l’unica vera condizione per il futuro della scuola era quella di cercare gli iscritti necessari, anche nelle realtà vicine. Purtroppo, la situazione è difficile e la decisione delle rappresentanti di “Zucchero Filato” è orientata a non proseguire l’attività». «Abbiamo voluto prenderci il tempo necessario per valutare tutte le possibilità percorribili – dice il sindaco Fabio Bergamini –. Alla luce, però, della decisione dell’associazione “Zucchero Filato di non proseguire il rapporto, ci auguriamo che le famiglie decidano comunque di proseguire l’attività educativa dei propri figli sul nostro territorio comunale».

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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