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da: ufficio stampa Hera

Il dato riguarda l’attività di raccolta svolta da Hera nel primo semestre 2014. I Cloro Fluoro Carburi sono nemici della fascia di ozono che circonda la Terra e sono ancora presenti in molti frigo e congelatori. Nel 2013 raccolte 2.700 tonnellate di questi elettrodomestici, 161 solo a Ferrara

Nel primo semestre del 2014, solo grazie all’attività di recupero di frigoriferi e congelatori usati, Hera ha evitato l’emissione in atmosfera di circa 7,6 tonnellate di clorofluorocarburi contenute all’interno degli apparecchi. Si tratta di un contributo importante alla tutela dell’ambiente, che l’azienda conferma ogni anno attraverso la sua attività di raccolta di questi grandi elettrodomestici. Basti pensare che nel 2013, con la sola attività di raccolta dei frigoriferi dismessi, Hera ha evitato l’emissione in atmosfera di oltre 16 tonnellate di CFC (Cloro Fluoro Carburi), gas incolori e quasi inodori ma molto dannosi, perché ritenuti responsabili del ‘buco nella fascia dell’ozono’.

Oltre 2.700 tonnellate di frigoriferi raccolte da Hera nel 2013, di cui 161 a Ferrara
Attraverso le stazioni ecologiche e il servizio gratuito di ritiro a domicilio, nel 2013 Hera ha raccolto oltre 2.700 tonnellate di frigoriferi, di cui 161 a Ferrara (pari a circa 3.580 apparecchi). Tramite i Consorzi preposti, gli elettrodomestici sono stati avviati ad attività di trattamento, recupero e riutilizzo. Queste attività hanno permesso di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 16 tonnellate di CFC (circa 1 tonnellata solo a Ferrara), con notevole beneficio per l’ambiente.

Che cosa sono i CFC
I Cloro Fluoro Carburi fanno parte della famiglia degli Idro Carburi Alogenati, sostanze che incidono per circa l’8% sull’inquinamento atmosferico complessivo. Essi, pur essendo presenti in atmosfera in quantità minime rispetto all’anidride carbonica, hanno un effetto alterante sul clima molto potente. I danni provocati dall’emissione di una piccola quantità di CFC equivalgono infatti, a quelli prodotti dall’emissione di un importante quantitativo di CO2. Generalmente i frigoriferi di nuova generazione non contengono CFC, ma questi sono ancora presenti nel 70% di quelli che ancora si utilizzano in casa. Ogni frigo può contenerne dai 300 ai 350 grammi, inclusi nei 45 Kg circa del suo peso complessivo. Anche se la quantità di CFC sembra minima, il danno ambientale prodotto dal consumo di energia dell’elettrodomestico per l’intera durata del suo ciclo di vita (in media tra i dieci e i dodici anni) è notevole: si calcola che sia equivalente a 15 mila km percorsi da un’auto.

Raccolta RAEE: Hera è tra le aziende più attive in Italia
I frigoriferi non sono l’unica categoria di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) raccolti da Hera. Grazie alle diverse attività svolte nel settore ambientale, nel primo semestre di quest’anno l’azienda ha inviato a corretto recupero oltre 5.400 tonnellate di vecchi elettrodomestici di varie dimensioni e di materiale elettronico, come computer e telefoni portatili. Si ricorda che Hera è capofila di un progetto europeo, Identis WEEE, dedicato proprio al corretto recupero dei RAEE. La sperimentazione relativa al progetto, che vede anche l’utilizzo di particolari contenitori brevettati da Hera, è ora in corso a Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

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