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Da: Arci Ferrara APS.

Gentile Sindaco

Scriviamo perché questa emergenza in pochi giorni ha catapultato l’intero settore degli spettacoli e degli eventi culturali in uno stato di crisi producendo effetti allarmanti anche a livello sociale. Non contestiamo le decisioni prese dal Governo e dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo e dal primo momento abbiamo seguito e rispettato tutte le indicazioni che ci sono state fornite. Quello che chiediamo in maniera accorata è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale. Il nostro settore è messo in ginocchio dall’incertezza dalla difficoltà di operare e dalla paura delle persone.
Come operatori della cultura, organizzatori di eventi e attività sociali e ricreative chiediamo di non essere lasciati soli oggi e in futuro per questo chiediamo la convocazione di un tavolo per valutare le ricadute economiche e sociali dei provvedimenti attuati. Le economie collegate agli eventi interessano diversi settori e non hanno una rappresentanza unica. Per queste ragioni le chiediamo di portare avanti la nostra istanza. Il pensiero va anzitutto alle persone contagiate, nella speranza che al più presto possano tornare in salute. Non vogliamo però dimenticare nemmeno chi in queste settimane non potrà svolgere leattività e non sa cosa aspettarsi, gli organizzatori degli eventi rinviati a data da destinarsi, gli artisti e i precari e tutti coloro che anche indirettamente lavorano in questi ambiti.
La cultura per noi è lo strumento per combattere la paura, l’isolamento e la solitudine. Le forme di aggregazione consentono di abbattere le barriere, rimuovere ostacoli e creare momenti di confronto e socialità.
Ci auguriamo compatibilmente con le esigenze sanitarie di poter al più presto riprendere le nostre attività culturali e sociali. Per la città, per le persone che ci vivono, per chi l’ha scelta per studiare. Chiediamo al Comune di Ferrara di supportare il mondo della cultura e dello spettacolo e di farsi portavoce in Regione dei disagi economici e lavorativi che stiamo riscontrando in questo momento.

Per aderire al documento scrivere a queste mail: ferrara@arci.it – ufficiostampa@arciferrara.org
Primi firmatari
ARCI FERRARA APS
RIAPERTURE FESTIVAL
FERRARA BUSKERS FESTIVAL
CINEMA BOLDINI
CIRCOLO ARCI RENFE
CONSORZIO FACTORY GRISÙ
ASSOCIAZIONE FEEDBACK APS
ASSOCIAZIONE FERRARA SOTTO LE STELLE
ERIK PROTTI – MULTISALA APOLLO CINEPARK
ARCI BOLOGNESI APS
BALAMOS TEATRO APS
ASSOCIAZIONE ILTURCO
OFFICINA MECA APS
CONSORZIO WUNDERKAMMER
APS BASSO PROFILO
AMF SCUOLA DI MUSICA
ASSOCIAZIONE CULTURALE FERRARA OFF
MARINO PEDRONI – DIRETTORE ARTISTICO FONDAZIONE TEATRO COMUNALE FERRARA
CIRCOLO CULTURALE SOLARIS
JAZZ CLUB FERRARA
ASSOCIAZIONE FIUMANA APS
CARDINI ATELIER APERTI
DELPHI INTERNATIONAL
CNA CULTURA

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Arci Ferrara


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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