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da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Si conclude oggi (venerdì 12 settembre) alle ore 17,00 nella sala dell’Arengo di Palazzo Municipale “Ri|muoversi in Centro”, il progetto partecipato promosso e realizzato da Ascom Ferrara – in collaborazione con il Comune di Ferrara – e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, per il miglioramento dell’accessibilità del centro storico. Nell’occasione, verranno presentati e offerti alla discussione del pubblico i risultati del progetto, frutto degli scorsi mesi di incontri aperti alla cittadinanza, ossia le linee guida per il prossimo Regolamento comunale dell’arredo urbano, che il Comune di Ferrara si impegnerà a tenere in conto in fase di elaborazione dell’atto amministrativo. A cittadini, associazioni e Media, invitati a partecipare, sarà anche data la possibilità di visionare una serie di pannelli esplicativi sui temi di Ri|muoversi.
La realizzazione di un arredo urbano accessibile a tutti è solo il primo passo per alimentare la cultura dell’accessibilità che è ospitalità verso il cittadino e verso il turista, e considerazione dei bisogni specifici di mobilità di tutti.
“Abbiamo creduto con convinzione in questo nostro progetto come Ascom Ferrara – spiega Giulio Felloni, presidente provinciale di Ascom Ferrara – e riteniamo che la città debba essere accessibile a cittadini e turisti che potranno usufruire di un centro aperto ed ospitale. Circa il 20 – 25 % della popolazione può avere disabilità (temporanee o croniche), piuttosto che bisogni specifici di mobilità. In definitiva chi visita Ferrara dovrebbe sentirsi soddisfatto per essere in una città particolarmente sensibile alle esigenze ed ai bisogni di tutti e questa soddisfazione personale va oltre le considerazioni puramente economiche” Il progetto presentato a primavera del 2013 insieme ai colleghi di Ascom Padova e divenuto operativo a Ferrara a gennaio di quest’anno vede la partnership tecnica di V4A marchio di qualità internazionale dell’ospitalità accessibile.
Dal canto suo Roberta Fusari assessore comunale all’Urbanistica e responsabile dell’ Urban Center commento davvero soddisfatta: “Ri| muoversi in centro è un progetto presentato da Ascom e questa era quanto ci eravamo prefissi quando volevano promuovere proposte dal basso e modelli di cittadinanza attiva come poi realizzati dall’Associazione di categoria proprio con Ri!muoversi. Un’ idea centratissima quello di Ascom che si inserisce nel nostro lavoro di stesura delle nuove linee guide per l’arredo urbano. Mi auguro davvero – auspica l’assessore Fusari – che Ri!muoversi possa essere un esempio ed un modello virtuosi per altre realtà”.

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ASCOM FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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