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Da: Elettorale Lega Nord
“Candidarsi a Ferrara, con noi, non è facile, non è scontato, perché molte persone che si avvicinano purtroppo vengono attaccate, derise e anche ricattate. Ecco perché annunciare la candidatura di Raphael Elia nella lista Ferrara Civica a sostegno del candidato sindaco Alan Fabbri”.
Così ieri sera nel piazzale della Castellina nel cuore del quartiere Gad, affollato di residenti, Nicola Lodi, segretario comunale della Lega e candidato consigliere, ha annunciato la presenza nella lista civica Ferrara Civica, dell’imprenditore della Tanzania, Raphael Elias Ndayisenga che da anni gestisce proprio nel cuore della Gad una attività commerciale.
“Raphael è stato lasciato da solo in una zona dove il crimine è all’ordine del giorno e lui non ha mai ceduto al crimine, anzi ha cercato di contribuire alla lotta agli spacciatori ma non è mai stato sostenuto: è una persona onesta, un imprenditore che si impegna ogni giorno e che siamo orgogliosi di avere con noi”, ha aggiunto Lodi.
Poi la parola è passata al candidato consigliere: “Sono emozionato perchè decidere di candidarsi non è mai facile: ma dopo averci riflettuto a lungo ho fatto la mia scelta, consapevole di cosa vuol dire”, ha spiegato Ndayisenga. “Ho sempre seguito la politica, ma per la prima volta ho deciso di impegnarmi personalmente. Sono 20 anni che lavoro onestamente e vedo quello che accade intorno a me. Dicono che la Lega è razzista? Io mi sono avvicinato alla Lega per rappresentare i miei concittadini che vogliono integrarsi, lavorare e aiutare gli italiani a far crescere l’economia di questo Paese”.
Presente all’evento anche il candidato sindaco di Ferrara per il centrodestra, Alan Fabbri: “Mi fa piacere che persone di origine non italiana si avvicinino a noi perché il nostro obiettivo riguarda tutti ed è rivolto al bene di tutti: vogliamo solo il rispetto dei diritti e dei doveri in questo territorio”, ha spiegato. “Da tempo ci battiamo per cercare di riportare normalità all’interno della zona Gad, insieme a tutti voi. Purtroppo questa amministrazione con la deriva ideologica perseguita negli ultimi anni insieme al governo Pd ha ridotto queste zone nel modo in cui le conosciamo. Con noi le cose cambieranno, ci impegneremo per cambiare la realtà di questo quartiere e otterremo risultati importanti”. E ha concluso: “E’ facile essere benestanti e vivere nei quartieri più altolocati della città e fare finta di niente. E’ più difficile calarsi nelle zone popolari con chi vive quotidianamente il degrado. Quando amministreremo Ferrara saremo fuori dai salotti radical chic, saremo in mezzo alla gente, affronteremo i problemi a viso aperto. Noi libereremo la nostra città: libertà, onestà e meritocrazia, finalmente, saranno i principi su cui fonderemo le basi per il futuro”.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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