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Se siete appassionati di cinema, ma rientrate nella categoria di persone che devono necessariamente leggere il libro da cui è tratto il film prima di sedersi comodamente in sala, preparatevi, perché il 2017 porta sullo schermo grandi autori.

Per alcuni dovrete correre, perché la data di uscita nei cinema è dietro l’angolo. Il 14 febbraio tornano sullo schermo Dakota Johnson e Jamie Dornan in “50 Sfumature di Nero”, secondo episodio della fortunata trilogia di E.L. James. Se siete totalmente oscuri delle vicende amorose/erotiche di Mr. Grey e Anastasia Steele e sentite il bisogno di immergervi in una lettura leggera prima di San Valentino le 50 sfumature sono l’ideale. Un consiglio però: potrebbe essere l’unico caso al mondo in cui il film risulta essere meglio del libro.
Nella categoria ‘a volte ritornano’ non può mancare lui, uno dei film più attesi dell’anno: “Trainspotting 2”! Stesso regista del film cult del 1996, Danny Boyle, stessi protagonisti e stessa mente dietro il libro, Irvine Welsh. Nel caso in cui non abbiate visto il primo Trainspotting (grave grave), i libri in cui immergervi sono ben due: prima “Trainspotting”, del 1993, e successivamente “Porno”, del 2002. Vent’anni dopo, la data d’uscita nelle sale italiane di “Trainspotting 2” è il 23 febbraio.
Galeotto fu il set, dove i due protagonisti si sono conosciuti e innamorati, distruggendo sogni, speranze e illusioni di donne sparse in ogni dove. L’8 marzo 2017 Alicia Vikander, dopo il successo avuto con “The Danish Girl”, e Michael Fassbender saranno i protagonisti in “La luce sugli oceani”, tratto dal best seller dell’autrice australiana M.L. Stedman. Lui guardiano di un faro su una piccola isola in Australia, lei sua moglie. La loro vita verrà stravolta quando l’oceano porterà sulle rive della spiaggia una barca con all’interno una neonata. Preparate i fazzoletti.

Aprile vedrà protagonista, invece, Emma Watson che, svestiti i panni di Belle ne “La bella e la bestia”, interpreterà Mae Holland, eroina del romanzo fantascientifico “Il Cerchio” (“The Circle” in lingua originale), di Dave Eggers. Neoassunta nella compagnia leader nella gestione delle informazioni web Il Cerchio, Mae sceglie, per essere accettata, di abbattere ogni barriera della sua vita privata rendendo pubblica ogni sua azione. Il risultato? Un libro da non perdere.
Torna nei cinema con una doppietta anche il re del thriller e dell’orrore. Dopo “Il miglio verde”, “Carrie” o “Shining”, per citarne qualcuno, prendono vita altri due lavori di Stephen King. Il 28 luglio sarà possibile vedere “La torre nera”, diretto dal regista danese Nikolaj Arcel e interpretato da Idris Elba e Matthew McConaughey. Il film, tratto dal ciclo di otto romanzi, ha avuto dei ritardi in post-produzione, che hanno causato lo slittamento della data di uscita da febbraio a luglio.
Per quanto riguarda “It”, la cui data d’uscita sembrerebbe prevista per settembre, ancora non si hanno informazioni definitive. Il clown che ha terrorizzato grandi e bambini arriva sul grande schermo dopo la miniserie degli anni ’90. Diretto dal regista argentino Andrès Muschietti (regista anche de “La Madre”, 2013), Pennywise, incarnazione del male, tornerà a essere protagonista di incubi e terrori notturni.
Che siate amanti dell’horror, del fantascientifico o delle love story, quest’anno si avrà molto da leggere e da guardare. Sarà meglio il libro o il film?

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Chiara Ricchiuti


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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