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da: organizzatori

Il sottoscritto consigliere :

Premesso
che recentemente è stato svelato lo scandalo della manomissione dei software delle centraline delle auto di una nota marca automobilistica tedesca, al fine di ingannare i test di verifica del rispetto dei limiti di emissioni in atmosfera per gli autoveicoli.

Tenuto conto
A che numerose associazioni dei consumatori hanno avviato azioni di class action nei confronti di questa e di altre case automobilistiche, anche in precedenza rispetto alla scoperta dello scandalo, per la palese differenza fra consumi dichiarati e reali;
A che la procura di Torino ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per disastro ambientale
A che lo scarto fra emissioni nei test ed emissioni su strada non parrebbe essere limitato ad una solo marca.

Considerato
A che secondo uno studio del Guardian la manomissione del software delle auto Volskwagen ha provocato ogni anno una emissione di maggiori NOX più o meno pari alle immissioni in atmosfera di tutte le centrali elettriche, le auto, le industrie e l’agricoltura del Regno Unito;
A Che gli ossidi di azoto sono gas irritanti per le mucose, responsabile di numerose alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Lunghe esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie in particolare per bambini e anziani. Che gli stessi tramite reazioni fotochimiche producono un aumento di inquinanti secondari, altrettanto pericolosi, come l’Ozono.
A che la Pianura Padana per la sua conformazione fisica e le sue caratteristiche meteorologiche è una delle regioni più inquinate d’Europa;
A che in questi anni la Regione Emilia Romagna ha avviato campagne di sensibilizzazione e coordinato azioni di riduzione degli inquinanti, anche tramite ordinanze di limitazione al traffico per le quali sono stati esentati anche i modelli oggetto dello scandalo;
A che la stessa Regione ha da poco approvato il PAIR 2020 A Piano Aria Integrato Regionale 2020

Considerato inoltre
A che il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e che allo stesso tempo rappresenta i cittadini residenti.

interpella l’amministrazione comunale
per sapere se vi sia l’intenzione di
A verificare presso la locale motorizzazione civile per sapere quante siano le auto circolanti nel nostro Comune potenzialmente oggetto di manomissione e sostenere gli incolpevoli proprietari nella richiesta di immediata rimozione dei vizi presenti nelle auto;
A costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento contro le aziende che hanno manomesso i test
A sostenere e facilitare l’eventuale azione di class action dei cittadini ferraresi ignari acquirenti delle auto coinvolte nello scandalo
A attivarsi presso l’Anci per una presa di posizione comune di tutte le amministrazioni comunali che in questi anni hanno lavorato per la presa di coscienza nella cittadinanza dei danni provocati dalle emissioni provenienti dalle auto e per la loro progressiva diminuzione.

Con osservanza.

Il Presidente del Gruppo Consiliare

Leonardo Fiorentini

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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