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da: ufficio stampa Comune di Comacchio

Dopo il tutto esaurito registrato da Sergio Sgrilli, autentico fuoriclasse cresciuto nella stessa scuderia, venerdì 6 febbraio approderà a Palazzo Bellini un altro grande comico consacrato da Zelig, Marco della Noce, che porterà in scena il suo nuovo spettacolo, per un’altra serata tutta da ridere. Prosegue dunque nella sala polivalente “San Pietro” la rassegna “Comacchio a teatro”, dopo che venerdì scorso, la “Bandadeandrè” ha regalato al pubblico un apprezzatissimo ed applauditissimo omaggio in musica all’indimenticato Fabrizio De Andrè. Venerdì 6 febbraio alle ore 21 sarà la volta di Marco della Noce, che grazie alle partecipazioni televisive nei varietà degli anni ’80 e la vincita del prestigioso premio della critica al Festival Nazionale del Cabaret, ha compiuto il grande passo, dapprima come ospite a DRIVE IN, voluto da Antonio Ricci, per poi arrivare al grande successo negli anni ’90 con la Gialappa’s Band nella leggendaria trasmissione “Mai dire gol”. Marco è poi sbarcato nel programma “L’ottavo nano” di Serena Dandini, sino alla consacrazione di comico tra i più quotati del panorama nazionale, grazie a Zelig. Nel recital che porterà in scena venerdì a Palazzo Bellini, Marco racconta sè stesso ed i suoi oltre 20 anni di carriera attraverso il linguaggio a lui più congeniale, quello dei personaggi
L’armadio diventa una sorta di porta dimensionale per entrare e uscire dalle storie e dalle maschere che lo hanno reso celebre al pubblico dei teatri e del piccolo schermo. Un viaggio dove si intrecciano scie colorate: quella rossa della Ferrari, raccontata e vista attraverso gli occhi di Oriano, celebre meccanico della scuderia; quella più rarefatta ed evanescente del microfonista Larsen e della sua vita andata letteralmente ‘in fumo’, e del capitano dei Nocs, che lo segue come un’ombra… E assieme a loro molti altri. Marco entra ed esce con disinvoltura dai mondi dei suoi personaggi, ed ogni volta che lo si vede avvicinare all’armadio si può star certi che è l’ora di partire per un’altra emozionante storia. L’appuntamento è fissato per venerdì 6 febbraio alle ore 21:00, presso la Sala Polivalente di Palazzo Bellini, in via Agatopisto 7 a Comacchio. La biglietteria è aperta dalle ore 20:00. Per informazioni e prenotazioni contattare il numero 349 0807587. Prevendita on-line e programma completo sono su www.comacchioateatro.it. Venerdì 13 febbraio ad animare la serata a Palazzo Bellini ci sarà uno degli ospiti più attesi del cartellone di quest’anno, Gene Gnocchi, che presenterà il suo ultimo lavoro teatrale “Sconcerto Rock”.

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COMUNE DI COMACCHIO


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di Piermaria Romani

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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