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UN PASSO INDIETRO DEL COMUNE SULLA STRADA DELL’ASCOLTO E PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

Ricevo per e-mail dal Servizio Sistemi Informativi, Digitalizzazione, Agenda Digitale, Città Intelligente del Comune di Ferrara la comunicazione che il portale Fedro è stato chiuso e che il nuovo portale delle segnalazioni è: https://protezionecivile.comune.fe.it/it/new-issue .

Sono uno di quei cittadini che quanto vedeva buche pericolose nei marciapiedi o nelle strade, piante o arbusti che invadevano la carreggiata, illuminazione stradale rotta o insufficiente, caditoie delle fogne intasate, ciclabili impraticabili, strade con passaggi pedonali dove le macchine sfrecciavano molto oltre il limite, segnaletica stradale danneggiata ecc. ecc. lo segnalava attraverso Fedro.

Il nuovo “portale” per le segnalazioni è in realtà solo un modulo on-line da compilare, dove mancano molti dei pregi che aveva Fedro. Con Fedro avevamo una tracciabilità delle segnalazioni, potendo consultare sia le proprie segnalazioni, sia quelle inviate da altri cittadini. C’era così la possibilità di condividere una segnalazione fatta da altri, associandosi alla stessa segnalazione o ripetendola. In Fedro si potevano inoltre verificare lo stato della segnalazione ( aperta, chiusa, in lavorazione ) e soprattutto le risposte dell’amministrazione . Non che rispondessero a tutte le segnalazioni, ma quando capitava che una segnalazione non avesse un seguito, c’era la possibilità di ripeterla, quasi a farne un implicito sollecito. Tutto questo non è possibile con il nuovo “portale”. Anche Fedro aveva i suoi limiti, ma il principale era probabilmente il fatto che fosse uno strumento, canale di comunicazione col Comune, poco conosciuto.

Nonostante le quasi 9000 segnalazioni inviate negli ultimi anni, in realtà i fruitori della piattaforma erano relativamente pochi. Il Comune ha evidentemente favorito l’utilizzo di altri canali/strumenti di ascolto dei cittadini. Abbiamo visto anche gli URP mobili nelle frazioni. Resta il fatto che in un’era in cui la comunicazione attraverso il web ha sempre un maggior peso, come dimostra la martellante presenza sui social della politica locale e non, la scelta di disattivare un canale di ascolto dei cittadini sostituendolo con uno molto meno efficace e funzionale sembra dettata dalla precisa volontà di tenere i cittadini alla larga dalla stanza dei bottoni. Si parla tanto di percorsi partecipativi e di e-democracy, ma in questo caso ho l’impressione che a Ferrara stiamo facendo passi indietro.

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Rodolfo Baraldini

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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