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14 Settembre 2016

Hera: ti vogliamo come sei

Tempo di lettura: 2 minuti


Da: Gruppo Hera

“Ti vogliamo così come sei”: dal fine settimana la campagna Hera per la raccolta del vetro nel centro commerciale Il Castello

Qual è la raccolta differenziata più facile da fare? Forse la maggioranza di noi risponderebbe “il vetro”, ma in realtà non è sempre così: dallo studio dei dati provenienti dalle raccolte differenziate è stata riscontrata una flessione nella raccolta pro capite di vetro in alcuni territori. Inoltre, dal punto di vista qualitativo, la raccolta del vetro è risultata alterata da altri tipi di materiali, come carta e plastica o metalli. Per questo Hera ha pensato ad una specifica campagna di informazione che miri a sensibilizzare i cittadini. Valorizzare la raccolta del vetro, pilastro dell’economia circolare, è importante: se ne recupera il 99%, come sottolineano i dati del report di Hera “Sulle tracce dei rifiuti”. La campagna pubblicitaria “Ti vogliamo così come sei” con la mascotte bottiglia Hera ha deciso di fare un’apposita analisi sul tema e di lanciare la campagna di comunicazione ‘Ti vogliamo così come sei’, attraverso uno stand informativo che sarà presente nei giorni 17 e 18 settembre presso il Centro Commerciale Il Castello. Due simpatiche bottiglie mascotte, oltre ad essere disponibili a fare dei selfie, spiegheranno in modo vivace e spiritoso ai cittadini che non è necessario lavare a fondo gli imballaggi in vetro prima di differenziarli: basta svuotarli bene da tutti i residui di contenuto. É possibile lasciare le etichette che non si riescono a togliere, eliminando solo ciò che è facilmente asportabile. Il vetro verrà in ogni caso trattato e reso idoneo al riciclo negli impianti di trattamento e recupero. Separare il vetro è importante e semplice: si può conferire così com’è.

L’indagine sulla propensione al riciclo dei cittadini

Per avere ulteriori elementi conoscitivi dei territori serviti, nel 2015 è stata svolta un’analisi puntuale con l’obiettivo di rilevare, presso segmenti significativi di pubblico la propensione al riciclo delle famiglie presenti nelle province servite dal Gruppo. L’intento è stato quello di comprendere meglio le abitudini dei cittadini, indagare la chiarezza delle informazioni di raccolta fornite alle diverse utenze e comprendere i motivi di possibili errori o errate convinzioni nell’effettuare la raccolta differenziata. Dall’indagine sono emersi interessanti punti di attenzione in base ai quali si è ragionato per la progettazione della nuova campagna di comunicazione, come ad esempio che il 45% delle famiglie non raccoglie correttamente il vetro soprattutto perché ritiene che sia necessario lavarlo.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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