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Da Hera

Il supporto alle utenze in difficoltà al centro del report “I mille volti del servizio”, che racconta in numeri l’impegno quotidiano della multiutility e la cura verso clienti, comunità e ambiente. Da segnalare anche le 270 mila tonnellate di rifiuti raccolti nelle 164 stazioni ecologiche e oltre 150 mila ragazzi coinvolti con i progetti di educazione ambientale nelle scuole.

 

“Vicini ai clienti, presenti nel territorio”: è su questi presupposti che si fonda l’azione quotidiana del Gruppo Hera, al servizio di oltre 4 milioni di persone e più di 250 mila aziende, distribuiti in oltre 350 comuni. Una moltitudine di persone, enti e città, in situazioni e con bisogni diversi, a cui la multiutility rivolge i suoi servizi ampi, integrati e diversificati. Un’attenzione che si traduce in almeno 12 progetti innovativi rivolti a clienti e comunità e nella vicinanza all’utenza. La seconda edizione de I mille volti del servizio, report tematico del Gruppo già disponibile online (www.gruppohera.it/report) e agli sportelli, fornisce numeri e indicatori per raccontare attraverso una grafica completamente rinnovata e focus dedicati un impegno che ha tante facce e un unico obiettivo: prendersi cura dei propri clienti, della comunità in cui vivono e del futuro di ambiente e nuove generazioni.

 

Basta passare in rassegna alcuni dei numeri illustrati nel report, relativi all’anno 2016, per comprendere l’entità di questo impegno: 750 mila contatti, con tempi di attesa sempre più contenuti (12 minuti circa), nei 130 sportelli clienti distribuiti tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Veneto e Abruzzo; 3,1 milioni di chiamate ricevute dai call center, che rispondono dall’Italia (con tempi medi di attesa ridotti a 40 secondi), 272 mila iscritti ai servizi online (pari al 17,5% dei clienti). Dati ai quali si aggiungono performance qualitative superiori agli obblighi di legge in materia di sicurezza del servizio e tutela del cliente, nonché offerte commerciali orientate al risparmio energetico e al rispetto dell’ambiente, con possibilità ad esempio di acquistare energia prodotta da fonti rinnovabili.

 

Quanto ai servizi in ambito ambientale, le 164 stazioni ecologiche presenti in 119 Comuni (dove risiede il 90% della popolazione servita) hanno permesso di raccogliere oltre 270 mila tonnellate di rifiuti, per una quota pari al 22% della raccolta differenziata totale. Inoltre nel 90% delle stazioni ecologiche è possibile usufruire di sconti sulla Tari, in base ai conferimenti effettuati, per un valore che può raggiungere 30 euro per famiglia.

 

Da rimarcare anche l’attenzione rivolta alle utenze in difficoltà che si è tradotta in forme di supporto concreto. Nell’ultimo anno il Gruppo Hera ha firmato 63 protocolli con i Comuni, che hanno permesso di evitare il 90% delle sospensioni delle forniture per i clienti assistiti dai servizi sociali. E a proposito delle situazioni di disagio economico, è stato di 6,8 milioni di euro il valore complessivo dei sostegni tariffari, tra servizi idrici ed energetici, erogati nel 2016 anche attraverso bonus e agevolazioni che si sono aggiunti a quelli previsti dall’Authority. Più di 186 mila, invece, le bollette rateizzate nel corso dell’anno per un importo totale di 112,5 milioni di euro.

Molto efficace anche l’apporto del “fondo fughe”, uno strumento di copertura assicurativa che riguarda le perdite che avvengono all’interno dell’impianto del cliente; è una ulteriore tutela per il cittadino e per le eventuali rotture nella sua parte di impianto privato. Predisposto in accordo con Atersir, prevede rimborsi fino a 10 mila euro in caso di perdite idriche occulte nell’impianto privato del cliente. Nel 2016 ne hanno beneficiato più di 27 mila utenti, per un importo medio pari a 1.300 euro. Per informazioni di dettaglio su tale iniziativa è sufficiente accedere alla pagina specifica presente sul sito internet aziendale: www.gruppohera.it/clienti/casa/casa_acqua/casa_acqua_fondo_fughe/328.html

 

Importanti riscontri anche dalle iniziative orientate al coinvolgimento delle comunità. I progetti di educazione ambientale “Un pozzo di scienza” e “La grande macchina del mondo” hanno fatto registrare l’adesione di quasi 2 mila scuole per un totale di 96 mila studenti e 8 mila insegnanti. A “Riciclandino”, attività tesa a stimolare la raccolta differenziata da parte di studenti e famiglie, hanno partecipato oltre 360 scuole (e 76 mila alunni) che, nel corso di un anno scolastico, hanno conferito 1.145 tonnellate di rifiuti differenziati. Dei 180 percorsi di alternanza scuola-lavoro previsti al 2019, infine, un terzo è stato già avviato nel 2016 con 8.500 ore complessive di presenza in azienda da parte degli studenti.

 

A ulteriore conferma di servizi sempre più ampi, diversificati e in continua evoluzione, si segnalano le app gratuite “Il Rifiutologo” e “L’Acquologo”: la prima, scaricata già 120 mila volte, permette di migliorare la raccolta differenziata degli utenti e di inviare segnalazioni in tempo reale all’azienda; la seconda, più recente e con circa 5.500 download effettuati, consente di conoscere la qualità dell’acqua di rubinetto, essere avvisati delle interruzioni di servizio, fare l’autolettura del contatore idrico, calcolare il risparmio ottenuto.

 

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

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Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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